Chiacchiera

Ultimamente ho ordinato tre libri. Erano recensiti su Robinson o sulla Lettura, non ricordo. Fatto sta che, per una volta, mi sono fidata e, a quanto sembra, ho fatto bene.

Il primo romanzo : “La panne” è stato godibilissimo. Il secondo che sto leggendo: “Jakob von Gunten di Robert Walser” è altrettanto vorace: in quanto mi mangia.

Spesso ridacchio per l’acuta ironia contenuta nel libro: ironia che, a quanto pare, ultimamente è scomparsa nel mondo attorno a me.

Ero alla ricerca di buoni romanzi per alleggerire tutta la saggistica che riempie i miei tavolini. Ero alla ricerca di buone storie, ben scritte capaci di trasportarmi altrove.

Non conoscevo nessuno dei tre scrittori e, per quanto riguarda i primi due libri, è stata una bella scoperta. Da approfondire.

Scrive Calasso al termine del libro:

L’ironia ininterrotta di Walser – ultima discendenza dai grandi romantici – presuppone la certezza della superfluità della parola. Da ciò il predominio della chiacchiera.

Walser scrive nel segno della chiacchiera labirintica, una difesa di mormorii e arabeschi dalla minaccia del Minotauro, una fattura gettata sul lettore per rendere possibile la scomparsa dell’autore”.

( A gentile richiesta )

20 Comments

  1. Anch’io compro e leggo Robinson, la Lettura(poco fa leggevo un articolo in seconda pagina sulle possibilità di un ennesima guerra come sbocco alle crisi dei vari Paesi in campo) e un paio di volte l’inserto culturale del sbato de La Stampa. Spesso nei tre inserti ci sono delle ottime recensioni che confermano la bontà di certi libri. Ieri me ne sono segnati due(leggere tutti i libri che ti propongono è qualcosa di immane) di cui spesso prendo degli estratti-assaggi tramite il Kindle. Uno è di Vargas Llosa e l’altro di una scrittrice sudafricana, entambi sono davvero intriganti.

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  2. Anch’io amo gli scrittori ironici. Quand’ero ragazza avevo scoperto Ephraim Kishon che leggevo nelle traduzioni in tedesco, perché negli anni settanta in Italia era sconosciuto. Un’altro, poco conosciuto e che ha sempre pubblicato in proprio, era Giovanni Piubello, ironico, satirico e sardonico osservatore del piccolo mondo che lo circondava. Diverso, ma con un umorismo abbastanza particolare, un po’ freddo, era P.G. Woodhouse. Di questi autori ho una buona raccolta di opere che ogni tanto rileggo.

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