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Attimi

Giochiamo: sci sce

Buongiorno per il Giocolinguisticodellunedí oggi propongo un testo in cui iscrivere un suono, come sta facendo la pubblicità del Trentino – di cui ho scritto qualche giorno fa – che ha giocato con il suono SCI iscrivendolo nelle parole FASCINO SCINTILLE SCIARE..

Potete scegliere il suono SCI SCE come nel mio esempio :

SCENDE LA FASCINOSA SCENA SCIOGLIENDO SCIARPE E SCIVOLANDO LASCIANDO FASCE EFFERVESCENTI TRA SCI E CAMOSCI

Oppure decidete un altro suono da ripetere… Decidete voi.

Come sempre ringrazio tutti i bravissimi partecipanti delle scorse settimane e ricordo che avrete una settimana di tempo per inviare i vostri testi che saranno pubblicati qui ⤵️

P. s. Tutte le immagini grafiche e fotografiche sono di Eletta Senso. Potranno essere utilizzate solo riportando il nome dell’autrice come ha fatto Juan di cui riporto il link

https://masticadores.com/


Tante meduse tentacolate nel mare

Scifozoi scivolosi/
sciamano scintillando/
su scenari sciabordanti./
Sciusciuliando, sciu, sciu,
scemano, scendono

https://silviacavalieri.com


Scendono le scialuppe dal vascello in fiamme, scivolano sull’acqua, sciamano lasciando scie confuse come api sciocche senza più regina. Sciorinano litanie i superstiti, scema la speranza, impera scetticismo, ma in una scialba alba sbarcano su un’isola: noci di cocco e scimmie che uccidono e divorano alla brace. Erano gli scimpanzè dello sceicco! Scimitarre scintillanti contro poche sciabole, una scena desolante di sterminio. E gli sciacalli faranno scempio dei corpi lasciati sulla spiaggia.
ml

https://orearovescio.wordpress.com


Odio la sciatteria e amo la scienza: mi affascina lo scibile umano. In inverno metto la sciarpa e non sciupo i pesci. Uno sciame d’insetti m’impaurisce, ma distinguo una biscia da una scimmia. Non sono sciocca: risciacquo i piatti ma non scialacquo l’acqua. Se indosso il mio scialle sembro una sciura o una sciantosa. Non mi fido degli sciamani: sciagurati e sciamannati.

http://traitaliaefinlandia.com


Scandisce scelte scellerate lo scemo e sceglie una scemenza.
Fascino sciapo abbellisce le scene e un fruscio scivola suscettibile nella mescita.
La pescivendola chiarisce: pesce sciccoso per lo sceicco.
La miscela miscida scientemente. La fascia oscilla come un fisciù.

https://newwhitebear.wordpress.com


Priscilla scese velocemente dallo scivolo affascinata da questa scenetta: con un ramoscello una scimmia sciamannata trascinava un vascello nel ruscello accanto a pesciolini a strisce fluorescenti

https://wordsmusicandstories.wordpress.com

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A me piace

Eletta Senso

Eletta Senso ama scrivere da sempre. Eletta Senso ama disegnare da sempre. Il nome è un nome d’arte, dietro c’è una donna che ama l’estetica e la scrittura.

Ha pubblicato racconti e poesie. Ha partecipato a eventi nazionali italiani di grafica. Ultimamente ha deciso di vivere in montagna e ne racconta le sue meraviglie di silenzio e colori.

Oltre la scrittura, la grafica e la pittura ultimamente si è appassionata anche alla grafia della luce, attraverso la fotografia.

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Scrivere

Così veloce si accumula la vita 


Così veloce si accumula la vita che non ho il tempo di registrare l’ammucchiarsi, ugualmente veloce, delle riflessioni che annoto sempre come mi vengono, per inserirle poi qui.  

Virginia Woolf 

Ho sempre annotato le riflessioni – suggerite dagli eventi – su agende, quaderni, blocchi, fogli di ogni tipo, anche occasionali: come le pagine finali bianche dei libri. Ho sempre avuto bisogno di fissare, cristallizzare, vedere la forma delle parole che mi frullavano in testa ponendole come corpi celesti nello spazio di una pagina calligrafica.

Riesco ad esprimere meglio con questo metodo. Il groviglio dei pensieri prende una forma più logica e lineare, schematica, se scrivo. Scrivere mi serve a fare ordine tra i marosi.

Così veloce si accumula la vita… Ogni istante svanisce e viene sostituito dal successivo e poi da un altro. Chiamo ” Attimi ” questi momenti. Li registro con una certa distanza, credo nell’impermanenza.

Non potrei fare a meno di scrivere. Per poter scrivere non posso fare a meno di leggere.

Scrivere è un’arte difficilissima. Bisogna scegliere continuamente; e ho troppo sonno, e perciò mi faccio semplicemente scorrere la sabbia tra le dita. Scrivere non è per niente un’arte facile. Pensare ciò che si vuol scrivere sembra facile; ma il pensiero evapora, sfugge qua e là.

Virginia Woolf- Diario di una scrittrice 

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Attimi

Meteo verità

Da settimane danno neve, ma la neve non arriva mai. Compare sempre nella settimana successiva per poi sparire man mano che ci si avvicina…

Domani aspettavo ospiti, ma il meteo dava abbondanti nevicate. Quindi ho avvisato: è prevista una abbondante nevicata. Alla fine ci credevo poco dopo le continue smentite delle previsioni meteo ( come nella storia del “Al lupo, al lupo!” alla fine nessuno ci crede più).

Ho due app meteo e, quasi sempre, danno responsi diversi. Comunque entrambe davano una probabilità di neve già da stasera.

Nevica già dalle due. Il giardino è già bianco. No, non è quello della immagine fotografica. Quello testimonia una grande nevicata di cinque anni fa.

Chissà se domani potrò rivedere l’incanto unico che regala una vera forte continua nevicata.

Qualche mio ex vicino racconta di muri di neve ai tempi della sua infanzia. Di porte sommerse.

Al di là del lato estetico, la neve serve come sappiamo ormai tutti anche e soprattutto come riserva d’acqua. Ne abbiamo veramente bisogno.

Quindi mi auguro sia un inverno nevoso.

A differenza dell’acqua la neve non fa disastri anche se scende abbondante. A me piace perché rende il focolare ancora più intimo.

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Attimi

Nube umana

Stamattina con un cielo blu terso e profondo senza ombra di nuvole

ho visto più sotto questo strano fenomeno.

Ah, ecco. Stanno sparando neve artificiale in vista dell’arrivo del primo fine settimana di dicembre che, tra l’altro, coincide con il mercatino di natale.

Ho pensato: meglio godersi questa ultima passeggiata nel silenzio e in beata solitudo.

D’ora in poi ci sarà difficoltà a trovare un parcheggio ma, in compenso, ci saranno tutti i bar e negozi aperti. Chissà se potrò ancora passeggiare ai piedi del maestoso monte senza ghiaccio neve gente sciatori cani e tutto il corredo di rumore annesso.

Lo so: sono una selvatica. Lo so: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Intanto mi ubriaco dell’ultimo scampolo di silenzio e pace.

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Attimi

È così

È così che appare appena la neve imbianca. Alto maestoso solenne.

L’immagine fotografica non rende la bellezza dei laceri larici fiammeggianti di zafferano in questo periodo di transizione verso l’inverno quando tutto non è ancora compiuto.

Ma basta camminare lentamente e assaporare con lo sguardo: godere dei canyon delle rocce, del palpito di fine autunno del bosco, del mare celeste

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Attimi

Mollette

Il ragazzino di un metro e novanta mi diceva, pedante e petulante, come mettere le mollette mentre stendevo i suoi boxer sul terrazzo della mansarda. Piccolo moccioso saccente. Piccola mosca blu.

Ai tempi andavo in giro con le tennis slacciate per sentirmi dire: – Guarda che hai le scarpe slacciate. I grandi mi davano noia e vivevo una seconda adolescenza – anche se grande lo ero anch’io.

Ma mi piaceva scendere con grandi cappelli di paglia e shorts. E salire flessuosa sulla mini come se fossi in Côte d’Azur.

Alla fine la mia più grande soddisfazione in quel periodo era scandalizzare. Far parlare. Fregarmene. Delle scarpe slacciate del bucato senza mollette del ginocchio con la banda nera e di stare in mezzo alla neve con gli scarponi e le calze a rete.

Mi manca questa parte estrema di me. Anche se ancora ho le scarpe slacciate e le calze diverse – prima che diventasse di moda avere le calze corte diverse.

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Disegno

Le funzioni S e D – imparare a disegnare

Ecco quali sono le diverse funzioni degli emisferi cerebrali di cui abbiamo parlato nella prima lezione.

https://inchiostroneroweb.com/2022/11/27/le-due-lettere/

Ricordiamoci sempre che l’emisfero destro guida la mano sinistra e, viceversa, l’emisfero sinistro guida la mano destra.


Le funzioni dell’emisfero Sinistro sono:

Verbali = uso delle parole per definire 🅱️🅾️🅰️

Analitiche = soluzione dei problemi affrontando un aspetto per volta, per gradi

Simboliche = utilizzare simboli per rappresentare sinteticamente un oggetto come ❤️ per amore, 🎼 musica…

Astratte = estrapolare un dato parziale per rappresentare l’intero come una nuvola ☁️per il cielo 🌲un albero per un bosco 🏖️ per  mare

Temporali = attraverso la scansione del tempo stabilisco un prima e un dopo, una successione o contemporaneità alle azioni e agli oggetti e persone ⏳⌚🕧🕒🕤

Razionali formulazione di conclusioni in base alle premesse date e ai fatti (se A = B e B = C allora A=C)

Computistiche uso dei numeri e del calcolo 0️⃣1️⃣2️⃣3️⃣4️⃣5️⃣6️⃣7️⃣8️⃣9️⃣🔟

Logiche uso di ragionamenti logici e coerenti corretti 🚮

Lineari pensiero basato su idee collegate in modo che un pensiero segue logicamente un altro e così via portando a una coerente conclusione 📄📃📜


Ora vediamo quali sono le funzioni dell’emisfero DESTRO

NON-VERBALI consapevolezza dell’esistente senza uso del linguaggio verbale 🙊

Sintetiche unione degli elementi di una situazione complessa a formare un tutto globale 👩‍❤️‍💋‍👨

Concrete coscienza delle cose così come sono nel momento presente 🦉

Analogiche percezione delle somiglianze tra oggetti, utilizzo della metafora 🌞🍊il sole arancia che tramonta

Atemporali percezione di uno stato fuori dal tempo senza un prima e un dopo ( chi ha provato a fare un lavoro creativo come disegnare o dipingere ha sentito di essere nel flusso dove non c’è più tempo)

Non razionali capacità di sospendere il giudizio, non pensare alle premesse e conseguenze ☯️

Spaziali capacità di osservare gli oggetti in relazione agli altri oggetti nello spazio, adiacenza, contorno, vicinanza, distanza…

Intuitive capacità di improvvisa illuminazione, intuizione, improvvisa comprensione delle cose impressioni sensazioni… 🎇

Globali capacità di vedere globalmente contemporaneamente tutti gli aspetti di un fatto oggetto, percezione di schemi e strutture al completo… ♻️


Questa è la parte iniziale da cui partire e da tener presente in tutto il percorso. Per imparare a disegnare sarà bene far tacere le funzioni dell’emisfero Sinistro e sviluppare le funzioni dell’emisfero Destro. Lo slittamento da un emisfero all’altro avviene anche attraverso esercizi.

E quindi, per chi fosse interessato a iniziare questo percorso, ecco un primo esercizio.

Prendete un foglio bianco e due penne di due colori diversi per esempio blu e rossa ( o due matite pennarelli… quello che preferite). Meglio fissare il foglio ai 4 angoli con dello scotch.

Mettete il timer dello smartphone su un minuto.

Impugnate la penna blu con la mano destra e la penna rossa con la mano sinistra.

Avviate il timer. 1 minuto.

Ora lasciate che gli strumenti che avete scelto danzino sul foglio tracciando linee senza mai staccare la matita fino al suono finale del timer. Non preoccupatevi se siete destrorsi e fate più fatica con la sinistra o viceversa. Non dovete pensare a nulla: solo tracciare linee continue sul foglio come danzando.

Al termine se volete scrivete le vostre sensazioni.

Ho usato rosso per D e nero per S. Sono una destrimane per cui ho avuto più destrezza con la destra.

Alla prossima: gli incontri virtuali di questo corso ci saranno sempre di martedì.

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Arte

Le due lettere

Osservate queste due lettere. Cosa vi dicono? Partiamo dal presupposto che tutto comunica e, quindi, anche il lettering.

Pensateci un attimo guardandole. A cosa mai si riferisce la S e a cosa si riferisce la D.


La risposta è

S = sinistra

D= destra

No, non stiamo facendo scuola guida. Stiamo per intraprendere un interessante viaggio alla scoperta del nostro cervello.

Negli anni 50/60 lo psicobiologo Sperry scoprí la differenza tra gli emisferi cerebrali. La cosa interessante è che l’emisfero destro governa la mano sinistra e l’emisfero sinistro governa la mano destra.

Sarà interessante scoprire quali sono le caratteristiche dei due emisferi e, nel caso delle mie lezioni ( ho tenuto corsi di formazione e aggiornamento sul tema) perché capire come lavora ogni emisfero serve, è utile, per imparare a disegnare.

Non voglio sentire: io non so disegnare, non mi interessa neanche, chi disegna nasce col talento, io faccio i disegnini peggio di mia figlia di tre anni. Come ho già scritto diverse volte: imparare a disegnare significa imparare a vedere.

Volete imparare a vedere?

Bene. Allora seguite i miei articoli che saranno con l’etichetta: Imparare a disegnare e vedere.

Per quanto riguarda il lettering così diverso delle due lettere… Spigolosa dura massiccia scura la S e morbida sinuosa danzante D… è la rappresentazione visiva delle caratteristiche delle funzioni sinistre e delle funzioni destre del nostro cervello.

Ma di questo tratteremo nel prossimo articolo. Intanto prendete un foglio e provate a copiare le due lettere con lo stesso peso spessore colore movimento o durezza. Che differenza provate nel fare la S e nel fare la D?

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Attimi

Rosa di fine novembre

Sono davvero stupita dalla bellezza turgida e fulgida delle mie rose a fine novembre. Ormai le ore di sole sono ridotte a due. Fa piuttosto freddo. Stamattina in passeggiata c’era un grado. Ma le rose resistono. Sbocciano. Stanno lì con tutta la loro bellezza ignare del periodo.

Mi era venuta l’idea di tagliare le poche rimaste e metterle in un vaso in casa. Ma poi non l’ho mai fatto. Così ogni volta che esco e torno le vedo maestose sulle loro alte piante e sono felice.

La bellezza mi rende felice. La bellezza di un fiore, di un paesaggio, di un profumo odore resinoso, o il volo di una farfalla. Piccole bellezze effimere e perciò ancor più belle.

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Ethos

Non posso tacere

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne non posso tacere. Non solo perché sono donna, ma anche perché sono una di quelle ( una su tre) che ha subito violenza fisica e psicologica.

La violenza domestica, cioè chiusa tra le mura di una casa, domus, è la violenza più diffusa. È il marito il compagno il fratello il padre. Il maschio. Normalmente un maschio devirilizzato che non sa che fare se si accorge che la sta perdendo.

Un uomo che può essere diverso sotto la maschera e il ruolo sociale, può essere un uomo di potere professionale, ma è pur sempre un ometto, un omuncolo, un poveretto.

Normalmente un egocentrico malato di senso di possesso e gelosia, che considera la sua donna come un suo oggetto. Così opera la sua tirannia che esercita con metodo quotidianamente : botte e parole svalutanti: tu non sei niente, tu non vali niente. Senza di me sei morta.

È tempo di parlare e di denunciare. È tempo di liberarsi da qualsiasi forma di sopraffazione e violenza. Anche psicologica. Non permettete a nessuno di tarparvi le ali, di rovinarvi la vita e le giornate. Non permettete a nessuno di considerarvi una cosa o un mero corpo pronto al piacere altrui quando gli gira e ne ha voglia. Non permettete a nessuno di vampirizzare la vostra energia. Di annientare il vostro sorriso. Non permettete a nessuno di chiudervi in gabbia.

Riprendete in mano la vostra vita e, mi verrebbe voglia di dire: fatevi aiutare. Se fosse vero e possibile farsi aiutare in uno stato in cui mancano, o sono carenti, strutture servizi pene detenzioni per chi fa violenza a una donna.

Sarebbe bene moltiplicare, in ogni città e in ogni quartiere, i centri di ascolto riparo e rifugio per le donne che denunciano. Sarebbe bene evitare che l’omuncolo già segnalato e denunciato ce lo si trovi, dopo poco tempo, sotto casa con un coltello in mano.

Dovrebbe essere diffuso il Protocollo Zeus che, leggo, in 4 anni ha ridotto del 90 per cento i casi di recidiva lavorando sugli uomini che hanno usato violenza senza essere consapevoli del male fatto. Si tratta di centri per uomini maltrattanti. In Italia ad ora ce ne sono 60. È un percorso di recupero con psicoterapeuti, psichiatri ed educatori che dura solitamente nove mesi. Perchè in mancanza di consapevolezza questi uomini maltrattanti torneranno a maltrattare, a usare violenza.

Occorre lavorare ad ampio raggio e in tutti gli ambiti sociali ed educativi perché maltrattare è un fallimento. In ogni caso.

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Attimi

Mistero della stradina

La bufera di vento – terminata ieri – ha sollevato turbini di neve dalle cime. Quello che non riesco proprio a capire è perché la neve sollevata si è disposta solo sulle stradine.

Si può vedere nella immagine : prati senza un cristallo niveo e, invece, la stradina tutta bianca. Lo stesso giù in altri posti.

Io non capisco perché… Mah!

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Attimi

Albero

Giornata nazionale dell’albero.

Non vedo l’ora che venga primavera per piantare erbe nel mio nuovo orto e un albero. Non so ancora che alberello sceglierò. Ma sicuramente tra insalate e cavoli, tra zucchine e prezzemolo ci sarà anche un piccolo albero.

Io sono cresciuta sugli alberi. Forse per questo mi è piaciuto così tanto il Barone Rampante di Calvino. Perché so bene cosa vuol dire arrampicarsi e stare lassù a guardare in giù. Passare le giornate tra le fronde.

Generalmente stavo su un gustoso ciliegio a mangiarne i rossi frutti. Oppure su un agile pero o pesco.

Ho ascoltato con piacere l’idea ironica e beffarda di Michele Serra, proposta a “Che tempo che fa” come idea innovativa e geniale per combattere l’inquinamento: piantare un albero.

https://www.raiplay.it/video/2022/11/Michele-Serra—Che-Tempo-Che-Fa-06112022-b1a0bc0c-7116-4047-b70a-e44b57f8f0f1.html?wt_mc%3D2.app.cpy.raiplay_vod_Che+tempo+che+fa_Michele+Serra.%26wt

Se tutti facessimo questo semplice gesto, tutti in tutto il mondo nello stesso identico tempo forse saremmo ancora in tempo per far vedere l’Eden ai figli dei nostri figli.

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Gioco linguistico

Anagrammar ridendo

Lui se ne andò silenziosamente come una carpa. O forse belando come una capra. Di fatto aveva una crapa bella dura. Lui non aveva una parca saggezza…

Questo è il nuovo Giocolinguisticodellunedí : Anagrammar ridendo. Si tratta di prendere una parola e rivoltarla diverse volte come un calzino per trovare tutte le combinazioni possibili tramite l’anagramma.

Nel mio caso: CARPA CAPRA CRAPA PARCA.

Chi vuol giocare dovrà scegliere una parola e inserirla nel testo anagrammata almeno tre volte. La parola può essere scritta in neretto o trascritta sotto nelle diverse forme.

Tempo una settimana e testi riportati qui ⤵️

Buona settimana

Eletta

China sul foglio scrivo, in PROSA, della SPORA acquartierata SOPRA l’acino ASPRO: unico superstite di un grappolo d’orato ormai ridotto RASPO.
T’ascolto lettore, dici che SPARO sciocchezze… allora rispondo: ma no dai, son solo frivolezze.

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ROMA, AMOR, ARMO, ORMA, MORA, MARO, RAMO
«AMOR mio, andiamo a ROMA la capitale del mondo. Là ci aspettano il Colosseo e il Pantheon».
«Non possiamo andarci. Lascerei un’ORMA evidente! E voglio girare in incognito».
«Allora ARMO il Moro, il nostro brigantino, e partiamo per le isole solitarie dell’Egeo».
Così MARO e MORA, appesi al RAMO, salpano felici verso un mare ignoto, senza visitare ROMA.

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PERSA la PRESA elettrica, uso le RASPE a mano. SAPER modellare il legno è una fortuna, si SPERA venga bene la scultura.
ml


Mi mangio un piatto di RISO con la ROSI mentre gli ORSI ci guardano golosi e IROSI

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“Del resto, quale miglior sorte per il nostro estro ? Un serto in capo o un cielo terso?” ( RESTO, SORTE, ESTRO, SERTO, TERSO)

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ORSA RASO ROSA  SORA OSAR

Mamma ORSA ha comprato la stoffa di RASO colorata di ROSA,
vuole cucire un vestito per la figlia SORA ,
così potrà OSAR di andare al ballo nel bosco.

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Arpista in cucina (anagrammi)/
Petra ha tre ARPE./
Felice assai PARE/
quando può suonare/
i “Tre pezzi in forma di PERA.”/
Di gusti semplici,/
essendo croata,/
mangia la REPA/
e, con le RAPE inacidite,/
come faceva nonnina,/
cucina la jota,/
ottima minestrina!/

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Attimi

Che meraviglia

Giornata da cielo blu. Nessuno in giro. Rumore di foglie secche che cadono. Acqua dei rivi.

La campana rintocca lontana. La signora di cui ho scritto l’anno scorso che torna già con tre lunghi legni per il focolare. Ha le gote rosse e sane della gente abituata a faticare al sole. Vezzosa nella semplicità del suo grembiule.

Ci sono 3 gradi ma io ho già tolto la giacca. Il sole è potente quando il cielo è così blu. Ho tolto anche il cappello a tesa.

L’idea che possa nevicare si allontana sempre più dall’orizxonte. Ci sarà sempre sole.

P. s. Anche il rumore di una valanga

Un forte boato.

Prenderò il mio blocco di carta paglia per fare un disegno

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Ethos

Yoga

Ho chiesto a mia figlia di lasciarmi Yoga di Emmanuel Carrère. Lo avevo già letto, ma volevo rileggerlo. Ancora una o due volte.

Di questo autore avevo già letto : Limonov e Facciamo un gioco.

Yoga mi è piaciuto perché è un libro vero. Sincero. Non edulcorato. L’autore si racconta con una sincerità disarmante e, talvolta, imbarazzante. Come può essere la verità.

Io vi trovo tracce di me. E della mia storia passata. Per esempio come quando – senza pietà – parla dei guru.

I guru hanno una voce.

Non è la voce di un guru, non ha il calore avvolgente e osceno dei professionisti della persuasione – politici, predicatori, attori sicuri del loro fascino…

Il “mio guru” aveva una voce persuasiva avvolgente calda ammaliatrice oscena… Gli amici mi dicevano che incantava i serpenti. Io mi sono innamorata della sua voce. Sono caduta nelle sue spire.

Con lui, e attraverso lui, ho conosciuto tutti gli aspetti della new age. Abbracciare gli alberi, fare meditazione, andare a convegni incontri con personaggi alquanto bizzarri e spendere soldi per fare esperienze di ogni tipo.

Quella di abbracciare gli alberi, di comunicare con Gaia, la Terra, accarezzandoli è una pratica new age e mi chiedo se a chi lo fa, verrebbe mai in mente di farlo se nessuno gli avesse detto che è così che si fa, che è un segno di sensibilità, di comunione con la natura, un modo per lasciare andare o che so io.

Ram Dass tipico esemplare della tribù degli yogi barbuti vegetariani indossatori di sandali che lui considerava non innocui babbei, ma imbecilli decisamente pericolosi.

Quando ho conosciuto il mio guru ero molto giù e molto fragile. Lui è stato un imbecille decisamente pericoloso. Chiusa nel bozzolo della sua voce suadente non mi rendevo conto della sua pericolosità. È quello che purtroppo provano molti adepti di sette. Molti affiliati a supposti e supponenti Maestri. Manipolatori di menti fragili.

Ebbene guardando questi ragazzi con le cuffie peruviane che abbracciano gli alberi, mi chiedo anche : come mai gli accenti di verità, il peso dell’esperienza e perfino il godimento estetico sono con tanta evidenza dalla parte di Orwell e non da quella di Ram Dass né di nessuna delle autoproclamantesi guide spirituali che recitano i loro sempiterni discorsi sull’espansione della coscienza, sul potere del qui e ora e sulla pace interiore? Perché i loro pensieri mancano a tal punto di gravitas? Perché nessuno di loro supera la prova della bellezza? Perché i loro libri dalle copertine rosa o azzurre, che in ogni libreria new age balzano agli occhi come l’incenso alle narici sono così brutti, così stupidi?

Dopo questa lunga esperienza con il mio guru ho imparato a prendere distanza da ogni forma di affiliazione e fanatismo. Ho imparato a non dipendere più da nessuno anche se ha una voce suadente. Come ogni esperienza dura mi è servita. Non mi faccio più soggiogare da nessun tipo di potere. E da nessuno.

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Attimi

Il meglio di novembre 2018

Stamattina il mio archivio fotografico mi mostra il meglio del novembre 2018… Come potete vedere neve neve neve.

Guardando le previsioni del meteo sulle due app in mio possesso pare di essere presi in giro: fino a lunedì davano una abbondante nevicata martedì della prossima settimana. Poi la previsione é sparita e la nevicata si é spostata più avanti nel tempo. Questo capita sempre col risultato che non nevica mai.

Anzi: pare che si alzeranno le temperature diurne. Dovrò ritirare fuori le maglie estive? Mah! Per ora mi godo le ore di sole in giardino dopo pranzo. Considerato che, nella casa precedente dopo il mio compleanno il sole non lo vedevo più fino a febbraio, per me è già motivo di gaudio.

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Attimi

Sci sci…

Da sempre apprezzo le pubblicità del Trentino. Le trovo davvero ben fatte. L’ultima mi ha fatto sorridere perché, come amiamo fare noi con il Giocolinguisticodellunedí, sa giocare con il suono SCI: Fruscio Fascino SCIntille… Complimenti al team dei creativi.

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Attimi

Ultimo foliage

Stamattina ho camminato sul tappeto dell’ultimo foliage: da settimana prossima è prevista una coltre di neve

Tutti i cromatismi e le tessere caleidoscopiche saranno trasmutati in bianco cristallo.

Ieri, per la prima volta ho camminato su uno strato di sottile neve. Camminando fino ai piedi dell’algido monte che sta fulgido di bellezza candida e pare ancora più immenso

L’aria profumava di neve

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Gioco linguistico

Tautogramma in G

Buongiorno a tutti e davvero complimenti di cuore a tutti quelli che hanno partecipato al difficile gioco proposto lunedì scorso. In particolare un applauso a Silvia Cavalieri che è riuscita a usare tutte le vocali.

Oggi ci riposiamo giocando a un Tautogramma in G come gelo. Ecco il mio esempio:


Gentilmente grata mi genufletto con grazia per la tua galanteria. Giungano giri di gioiosi gesti di gratitudine. Grazie giovane giullare per il giunco di germogli garofani e giunchiglie, giunto. Giacerei in un grande giaciglio a giocare con graziosi garruli gattoni gemelli. Nella gabbia non galoppano gagliardi gabbiani, ma galletti giallastri.

Come sempre avrete tempo una settimana per inviare i vostri testi che saranno pubblicati qui ⤵️

Buon lunedì

Eletta

Gesti di gentilezza, gratitudine e generosità guariscono, giacché non gravano, ma gratificano. Grottesco e grullo guastarsi con grama grettezza

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Gerardo

Gitano gentiluomo,
generalmente girovago giostrando:
getto, ghermisco gentilmente,
graziosi globi giranti galileiani girotondi.
Gioco gare colla greve gravitazione geofisica…
gabbato: guardo giù… glisso gargo;
gratificato: gongolo gigione… ghiotta gloria…
Gnomi gote glabre, giurati gioiosi, giungono,
guardano, giudicano generosamente
generandomi grande gaudio
Giocoliere grato, genuflettendomi grido grazie!

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Gentile genio, mi genufletto in ginocchio guardandoti. Gradite genialate generano grande garbuglio nella gente pel gabbo gravato di generale grossolanità.
Giovanni generosamente garantisce pel genio e gira la gaffe in gioco.
Il genio con gardenie e gladioli grida: «Grazia!»
Germana gradisce i garofani ma ghermisce la gardenia.

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disavventure di un artista da strada)

Ginnico gioco al giullare genuflesso, giravolte gorgheggi e gags, ma gemono le giunture guaiscono le ginocchia gridano grazia le gambe gracili.
Grugnisce la gente a guardare i miei gesti goffi da giocoliere giulivo, non gradisce le gags, ghigna ai giochidiparole e getta sul mio giaccone (steso a terra) grossolani gradimenti in una gazzarra grottesca: gamberetti e gorgonzola, garofani e giacinti, giarrettiere e guinzagli, un gatto giallo che mi graffia su una guancia.
Giaccio gemendo gravato dalla grettezza della gente, giornata grigia senza gloria.
Giungono i gendarmi gridando è Gigi il guitto, il gaglioffo del Giambellino! Il Gran Giurì lo ha già giudicato, lo getteremo in gattabuia.
ml

https://orearovescio.wordpress.com

Giro gallico/
Gargouille gocciola, /
gorgoglia, /
geme gutturale/
guardando Golfech…/
Giovane garzone gallico/
giocoso guada gora./
Giuliva giramondo, /
guardo (la) Garonnne, /
mi godo giugno/
già gemmante/
gialle giunchiglie./
Gruccioni gorgheggiano…/

https://silviacavalieri.com

Guido Guarda Gentilmente Giada,
Guance Grassotelle,
Gustano un Goloso Gelato,
Giocano Giocosamente tra Guggiole e Gambette Graziose, Guardano Gerbere Gialle, Gigli e Garofani,
in quel Gaio Giovedì Giulivo…
Germogliano Gemme e Geometrie Graffianti.

https://petaliazzurri.wordpress.com

Guardavo gradazioni di grigio ghermire le mie giornate, galleggiavo come Ganimede su Giove, tra il gorgheggio di galassie gentili giostrato dalla gravità, ma giunto alla gola del giorno giurai di
gestire il mio gironzolare con gioia e di gottare il mio galeone gravato dal gocciolio del ghiaccio gelido. Gestendo quel gioco gargantuesco, generai una gazzarra di getti geyser che gettarono
grumi di ghirigori nel gasdotto della mia gioventù. Gettai le gomene, guardai galvanizzato il globo e guadagnai una gru sì da guadare i guai che gauivano nel gozzo, gemendo per il mio goffo giubilo.
Guardavo il grigio, lo guardo lo stesso, ma ora so ch’è giusto un giunto tra la gemma e il germinare.
Arcobalenaio

https://arcobalenaio.wordpress.com

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Attimi

San Martino

La noia agli irti folli

scombinando cade

e sopra il cerebrale

urla e vaneggia il mal;

ma per le vie neurali

tra il trasferir di fili

va l’astro odor dei lini

l’anima a trallallà.

Gira il lettin scosceso

lo psico fischiettando:

sta il matto relegato

sul dorso a riguardar

tra le nerastre idee

sciami di api e ragni

com’eretici desideri

nel cranio

a ribollir.

Rielaborazione sconclusionata della poesia San Martino di Giosuè Carducci

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Attimi

A novembre

A novembre ci sono tre persone e due lupi.

Novembre è il mese forse più duro per chi vive, come me, in un paese di montagna.

Per il mio compleanno ( accetto gli auguri anche in ritardo 🙂 non ho trovato un ristorante aperto. Se vuoi farti una colazione in piazza non c’è un bar aperto.

Deserto. Capita di fare percorsi senza incontrare anima viva. Nessuna coda, nessuna folla. Puoi tranquillamente camminare al centro della strada.

Alle amiche che ho lasciato in valle pare impossibile che io riesca a essere contenta qui. Con loro era d’abitudine il caffè mattutino e il pranzo almeno due o tre volte in settimana. A volte anche una bella pizzata la sera o un aperitivo.

Sono scesa dai miei familiari domenica in vista del mio compleanno. Toccata e fuga. Tornando c’era la catena alpina sullo sfondo illuminata dall’ora blu. Non vedevo l’ora di essere tra le braccia del mio deserto paese di montagna nel silenzio assoluto.