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Riflessioni

Teatro

Immagine fotografica di Eletta

…quello che i trattatisti dell’arte della memoria chiamano teatro: cioè un sistema di luoghi, di immagini, di azioni, di parole atte a suscitare nella memoria altri luoghi, altre immagini, altre azioni, altre parole: in continua proliferazione e associazione. E siamo così a Proust: a una forma di occultismo non sospettata dai trattatisti della memoria”.

Da: Il teatro della memoria – Leonardo Sciascia

Riporto questo frammento dal libro che sto leggendo. Nel teatro della memoria ci siamo tutti noi. Lasciamo tracce che sono parole e immagini e luoghi e azioni – anche qui – in questa rete virtuale/reale che acchiappa pesci e frammenti di plastica.

Pezzi di vita, esperienze, fatti, racconti che ci s-velano anche se siamo velati ( da un nickname ). Lasciamo tracce che entrano nella memoria collettiva.

I blog sono diari pubblici. Tocca a chi scrive lasciare tracce più o meno profonde. Come sempre, non è la qualità dello strumento che usiamo, ma la qualità dell’uso che ne facciamo. Se, cioè, saremo in grado di suscitare nella memoria altri luoghi, altre immagini, altre azioni, altre parole come toccando fili vibranti che trasmettono all’infinito: pensieri, riflessioni, sensazioni…

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Ethos

Non ricordo

Possiedo molti libri, ho cataste di libri in camera anticamera studio sala. Mancano in cucina ma non in bagno. Ora, poco fa, passando davanti a una catasta nell’ingresso ho fatto caso a un libro: Reale e virtuale di Tomás Maldonado. Ho pensato che era un vecchio regalo dimenticato. Sicura di non averlo mai letto l’ho preso in mano per dargli un’occhiata. E, con mia grande sorpresa, ho visto che non solo è stato letto ma, come mia abitudine, è anche completamente sottolineato e commentato nei margini.

Voi non potete capire lo sconforto che mi prende ogni volta che mi capita, cioè spesso. Il motivo dello sconforto è la mia pessima capacità mnemonica. Penso che abbia più memoria un’ameba. Il fatto è che non ricordo niente, non solo i libri letti, ma anche le date i luoghi i fatti. Questa sorta di idiotismo non mi ha preso solo ultimamente: ho sempre avuto una labilissima memoria.

Ci sono persone che ricordano tutto: sanno declamare battute di un film, barzellette, sanno sbatterti in faccia date e nomi e luoghi di battaglie storiche, capitali e stati di tutto il pianeta.

A volte di fronte a queste montagne cartacee che ormai invadono il mio spazio vitale mi sorge spontanea la domanda: a quale scopo io continuo a leggere leggere leggere se poi, alla fine, sembro una cretina e non ricordo nulla?