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Attimi

Non ci si stanca mai

https://manuelchiacchiararelli.com/2022/07/28/chiedimi-perche-vado-in-natura/?amp=1

Riporto questo bell’articolo di Manuel perché scrive quello che anch’io ho già scritto e rimarcato: non ci si stanca mai in natura perché tutto muta.

Posso guardare questa rupe – che ho esattamente sopra il rettangolo del mio nuovo giardino – e posso guardare solo e sempre questa rupe tutti i giorni alla stessa ora e troverò sempre uno spunto nuovo.

Un paesaggio diverso. Perché diversi sono gli alberi nelle diverse stagioni, diverso lo sfondo del cielo terso, come in questi giorni, o attraversato da nubi e veli. O, come mi è stato detto l’altra sera dalla mia vicina, solcato dall’aquila.

Fotografare gli animali è davvero difficile. Mi piacerebbe cogliere al volo il passaggio degli animali che, a quanto pare, girano al calar della notte o di primo mattino: il tasso, la donnola, la volpe…

Vedremo. Per ora ho solo catturato fotograficamente farfalle.

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Animali

Dove sono finiti…

Dove sono finiti i lupi? Non se ne sente più parlare…

Il giorno dopo in camminata troviamo :

Ecco. Il resto del lauto pasto.

Ci sono acquattati nascosti pronti a balzare.

I lupi predano la notte. Questo inverno se ne parlava molto perché qui e là restavano i resti di povere bestie, e non solo selvatici. Pare anche un puledro.

È il primo anno che non incontriamo caprioli salendo. Due anni fa li avevamo a brucare in fondo al giardino della casa. Ferragosto con i caprioli nel prato.

Salendo al lago l’anno scorso ho visto per la prima volta una femmina di cervo. Diverse volte abbiamo visto caprioli saltellare nella foresta. Più su tra le rocce o sui poggi i camosci.

Ora nulla. Solo questo povero resto indizio della presenza dei predatori.

Ieri, in un’altra camminata, un nuovo resto osseo completamente spolpato di un animale grosso.

Dove sono finiti i lupi?

Dove sono sempre stati. Nascosti e itineranti nelle foreste in cerca di prede.

Ho trovato leggendo questa poesia che mi piace aggiungere.

Dietro le ferree sbarre la pantera

ripeterà il monotono cammino

che é, ma lei lo ignora, il suo destino

di nera gemma, infausta e prigioniera.

Sono mille che passano, son mille

che tornano ma è una sola, eterna

fatale belva che nella caverna

traccia la retta che un eterno Achille

traccia nel sogno sognato dal greco…

Non sa che esistono prati e montagne

con cervi le cui palpitanti viscere

sazierebbero la sua brama cieca.

Borges

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Attimi

Ajuga reptans

Immagini fotografiche di Eletta Senso

Sono riuscita a catturare questo insetto, mi pare un Bombo, intento a suggere nettare dai fiori della Ajuga Reptans

http://Ajuga reptans – Wikipedia
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ajuga_reptans

Incredibili i peletti sulle zampine e il pelo giallo fulvo. A ingrandirlo ancora di più mi fa un po’ impressione come tutti gli insetti se visti da molto vicino.

Il prato era pieno di fiori. Ho scaricato l’applicazione per conoscere i nomi. Mi piace sapere il nome e le caratteristiche dei fiori e delle piante.

A casa mia siamo ancora indietro con la vegetazione: la neve è sparita dai prati da poco. Ieri per la prima volta ho innaffiato il giardino. Ora toccherà all’orto. Zappare e concimare, se le temperature notturne non scenderanno – come hanno fatto finora – sotto zero.

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Animali Attimi

Ogni tanto

Ogni tanto accarezzo la sua immagine sullo schermo del cellulare. Come se accarezzassi lui. Lo guardo negli occhi e lo accarezzo. Mi manca. Non vedo l’ora di averlo in carne ed ossa per sentire il suo calore.

Dovrò aspettare fino ai primi di dicembre, quando sarà qui, in casa mia. E allora sarà amore.

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Animali Parole

A settembre

Colori d’autunno

Non ho mai parlato degli animali che circondano la mia casa, se non dei caprioli che questa estate sono scesi nel prato meno frequentemente dell’anno scorso.

Ieri ho avuto una mucca in giardino. Mi ha fatto venire in mente il bel film : “Una mucca caduta dal cielo”. La mucca nel mio giardino non è caduta dal cielo, ma è arrivata dalla zona circostante dove pascola con le sue amiche. Non so come ha fatto ad entrare visto che il giardino è recintato, tranne per un entrata stretta che conduce alla stradina dei miei vicini.

Altri animali che circondano la zona circostante la mia casa sono asini caprette e oche. Gli asini fanno sentire la loro presenza ragliando. Le erbacce del mio orto più del pane secco viene raccolto e servito alle caprette dalla mia vicina: donna sempre in movimento. Sono anche comparsi due alsaziani bianchi in gabbia che mi fanno un po’ pena, per via della gabbia.

Pare che qui non manchino animali. Si può dire che conviviamo con essi. Fanno parte del paesaggio e della nostra quotidianità. Nel paese vicino pascolano dei magnifici cavalli bianchi che passano sotto le mie finestre per tutto il periodo estivo cavalcati da cavallerizzi in tenuta perfetta. Ho trovato tre ferri di cavallo nelle passeggiate che tengo sulla credenza: non si sa mai che portino fortuna.

Se penso che certi bambini di città non hanno mai visto un pollo o una mucca se non la loro corporeità nuda a pezzi incelofanata al supermercato… mi spiace per loro. Gli animali fanno parte dell’ambiente montano come, ormai, i piccioni e i gabbiani di quello cittadino o, come so dalla cronaca, i cinghiali che scorazzano la notte tra i rifiuti a Roma.

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Allegoria, Metafora,

Tartaruga 

È che, sotto il carapace, c’è una pelle tenera trasparente senza difese. 

C’è che di cacciatori predatori assalitori ne ho conosciuti troppi. 

C’è che l’educazione e il rispetto non sono parole più in uso in questa giungla artificiale. 

C’è che mi manca una carezza dopo essere stata scorticata ribaltata buttata nell’acqua bollente. 

Cibo prelibato: lo so.

È che tutti si presentano col sorriso, ti coprono di fiori prima di far di te un tavolino.

È che – senza il mio guscio – mi sento nuda ed esposta.

È che sono, alla fine, affettuosa. Non mordo la mano che mi passa la verzura.

È che non sopporto le scarpe lucide e le mani lorde.

È che, camminando lenta e vivendo molto, ho imparato a sentire gli odori, i sapori e i lezzi.

È che, passo dopo passo, il mio guscio è stato imbrattato, calpestato, battuto.

È che, sotto il mio tetto, sento forte i passi.

È che…