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Psiche,

Psiche


“Così Psiche, senza volerlo, incappò nell’amore di Amore.

Allora, vieppiù infiammata dal desiderio di Cupido, china su di lui, con le labbra schiuse per baciarlo, gli lancia ripetutamente baci forti e ardenti, e teme di svegliarlo”.”


Il cammino di individuazione di Psiche é un processo di plasmazione delle forze uroboriche fino allora prive di forma.

All’inizio, sotto la malia dell’Eros- drago, Psiche vive in uno stato di totale incoscienza; vive nello stadio palustre di Bachofen nel quale il ciclo uroborico si svolge nelle tenebre, non violato da coscienza alcuna, non disturbato né deviato da illuminazione alcuna.


É vita in sé, vita di un’esistenza condotta nella totale oscurità, paradiso di piacere del drago, in cui tutto sfocia sempre di nuovo nel buio dell’inconscio.


L’azione di Psiche ha spezzato definitivamente questo circolo.


Hanno fatto irruzione luce e consapevolezza, e relazione individuale e amore hanno preso il posto del piacere anonimo e dell’oscuro abbraccio della mera istintualità “.


Per chi volesse approfondire: Erich Neumann – Amore e Psiche – Astrolabio

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Amore,

Psiche e Amore

” Così Psiche, senza volerlo, incappò nell’amore di Amore. Allora, vieppiù infiammata dal desiderio di Cupido, china su di lui, con le labbra schiuse per baciarlo, gli lancia ripetutamente baci forti e ardenti, e teme di svegliarlo”.

” Il cammino di individuazione di Psiche é un processo di plasmazione delle forze uroboriche fino allora prive di forma.

All’inizio, sotto la malia dell’Eros- drago, Psiche vive in uno stato di totale incoscienza; vive nello stadio palustre di Bachofen nel quale il ciclo uroborico si svolge nelle tenebre, non violato da coscienza alcuna, non disturbato né deviato da illuminazione alcuna.

É vita in sé, vita di un’esistenza condotta nella totale oscurità, paradiso di piacere del drago, in cui tutto sfocia sempre di nuovo nel buio dell’inconscio.

L’azione di Psiche ha spezzato definitivamente questo circolo. Hanno fatto irruzione luce e consapevolezza, e relazione individuale e amore hanno preso il posto del piacere anonimo e dell’oscuro abbraccio della mera istintualità “.

Per chi volesse approfondire: Erich Neumann – Amore e Psiche – Astrolabio 

( Immagini fotografiche dell’autrice )

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Arte

Arte erotica

Immagini fotografiche di Eletta Senso

Che ci faccio sopra ” L’arte erotica giapponese”? – sembra chiedersi il mio gatto.

Il libro è ben visibile sul tavolino nella mia sala. Volutamente. Non ho mai capito chi considera l’erotismo cosa da nascondere, quando invece è arte.

Molto diverso dalla pornografia con cui non ha nulla da spartire, l’erotismo è in realtà un’arte e beato chi la sa conoscere e attuare.

Arte affine alla sensualità e allo charme. Un gioco di veli e svelamenti. Nulla di oscenamente esposto, ma tutto profondamente giocato sul filo del desiderio. Arte allusiva elusiva pervasiva…

Non a caso vi sono libri, come il Kama Sutra – antico testo indù sull’amore erotico – che palpitano da millenni. Non a caso gran parte dell’arte è da secoli dedicata all’erotismo.

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Pathos

Bacche e bocche

Immagine fotografica di Eletta

Bacche rosse di rosa canina nel verde profugo tra i gialli. Da tempo non oso la bocca rossa passata dal rossetto più ardito. Ero in giro, diversi anni fa, con l’amica bionda quando gli uomini mi guardavano attratti dalle labbra pitturate.

– È per via del rossetto.

Così ho dovuto dire alla mia amica abituata ad avere il predominio da predatrice. Era, ed è, così bella. Gli uomini reagiscono a stimoli come certi animali. Fu allora che coniò la sua teoria: Ci sono donne che piacciono alle donne e donne che piacciono agli uomini.

Mi mise, in quel giorno, nel cassetto: donne che piacciono agli uomini.

Ora mi piacerebbe osare ancora le labbra rosse. Ho visto dall’estetista un vasetto e mi sono seduta sullo sgabello davanti allo specchio a provarmi questo colore. Bello. Ardito.

Forse la prossima volta lo prenderò. Per osare ancora. Per giocare il gioco della seduzione che non finisce mai per chi, come me, è stata cresciuta con la vertigine di donne fatali come Lou Andreas Salomé e non come Belen.

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Eros,

La sottoveste

Prese dal filo la sottoveste di seta. Scivolosa scivolò nella sua mano. Frusciante e setosa. Era color mauve. Con una spallina sottilissima. E il pizzo leggero come neve sui rami che bastava un soffio e volava via. L’aveva lavata dopo averla indossata mentre lui non c’era. L’aveva indossata per la sua pelle di donna, per sentirsi addosso la carezza sensuale e continua della seta.

Lui non amava lingerie. Non voleva veli teli cose da togliere lentamente. Lui non voleva nulla. Così giacevano nei cassetti le calze autoreggenti e i reggiseni. Dei completi prestigiosi e meravigliosi stavano assopiti nel cassetto del tempo perduto. Tempo della seduzione e del gioco. Dello svelamento. Tempo di strato dopo strato come quando si affonda nel dolce e si arriva alla crema sotto. Lui non voleva nulla. Lui non toglieva nulla. Lui non spostava nulla. Non sbottonava. Alzava. Strappava.

Lei prese la sottoveste e la ripose perché lui era arrivato, tornato e non aveva senso mettersi un capo così sensuale senza una mano maschile a toglierlo.

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Amore

Distanti 

Distanti come corpi celesti viaggiamo verso punti infiniti, tra lembi dispersi d’un sogno, avvolti dalle galassie. Siamo frammenti di una folgore, schegge della scia celeste. A volte ci perdiamo nella nube di pulviscolo che ci cade negli occhi. A volte ci ritroviamo nella pista tracciata dalle segrete connessioni cosmiche. 

Siamo segni gettati da un gesto tanto grande quanto ignoto. Lo senti, il brusio ininterrotto delle stelle? L’essere tuo esposto ai venti e alle correnti, l’essere mio imbastito su qualche simmetrica trama. Seguiamo, perdendoci e ritrovandoci, il battello verso il cielo. 

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Ester

Lui mi chiamava la sua principessa e mi amava. Mi ha coperto le notti e i giorni di baci e carezze. Mi ricamava i capelli nel sonno e intonava lunghe storie cadenzate dalle nuvole. E quanto le nostre mani hanno seguito il vento delle sinfonie: quando avevo la lunga veste a calpestare l’umida erba. Aveva gli occhi verdi e una stilla di miele.

Poi sono arrivate le ore degli sputi e le sue lunghe dita stringevano il mio collo. Balli di botti e botte. Oceani di calci e pugni. Non potevo credere. Non potevo credere.

Noi dormivamo insieme e alcune mattine la mia faccia era blu indaco. Rosso rubino il cuscino.

Ora che il tempo ha voltato la sua greve pagina qualcuno ancora non comprende perché io poco resto nel fragile terreno dell’amore.