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Incontri

Immagine fotografica di Eletta

Nella vita facciamo incontri. Quanti? Mah.

Ci sono certi incontri, pochi, determinanti per la nostra vita. Sono incontri trasformativi. In grado di farci deviare saltare cadere precipitare andare lontanissimo.

Ci sono persone che stanno sulla nostra strada perché tutto non sia più come prima. Non sto parlando solo di amori. Sto parlando di persone: maschi femmine giovani vecchi amori amici maestri…

Quanti ne ho incontrati finora così trasformativi? Cinque forse.

Non sono incontri tranquilli. La trasformazione e metamorfosi abbisogna di forti emozioni e salti termici. Batticuori e rabbia. Palpitazioni e ansia. Agitazione e tripudio.

Almeno per me. Più sono stata “presa” dalla fascinazione dell’incontro, più sono volata via: dove non avrei mai detto.

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Incontri

Una donna angelica


Come ho già scritto, nella vita accadono strani incroci o coincidenze.

Quando frequentavo l’Accademia di Belle Arti, nelle lezioni di pittura, notavo l’arrivo di una bellissima ragazza dai lunghi capelli biondi e dal viso angelico. Non potevo fare a meno di “sentire” il suo arrivo nella grande aula perché questa bellissima ragazza era zoppa e il ticchettio disarmonico del passo ne segnava l’entrata.

Questa immagine fugace rimase così: nell’etere e in un angolo della memoria. Anni dopo, per un gioco del destino, me la ritrovai davanti perché era la ex compagna del mio nuovo amore. Questa angelica figura diventò la persona che più mi ha odiato in vita. Le avevo tolto il padre di suo figlio giacché ci eravamo innamorati e avevo dato lo strappo finale al loro rapporto già logoro.

La giovane zoppa era diventata una donna matura piena di risentimento. Affiliata a un gruppo esoterico ha fatto di tutto per farmi allontanare dal mio nuovo uomo, suo compagno.

Oltre ad avere in comune con me il rapporto con lo stesso uomo, ho scoperto tempo dopo che era stata amante di un altro mio amante precedente. Intrecci vorticosi che mi hanno stupito.

In un rapporto non si è mai solo in due. C’è sempre qualcuno in più. L’ex amante, l’ex compagna/o, l’ex moglie o marito.

Perché una coppia sia solida deve far fronte a queste interferenze che minano il rapporto. Perché una coppia sia solida deve farsi bolla d’amore chiusa a questi velenosi dardi. Altrimenti perisce.

Invidia gelosia rivalsa: veleni che possono far morire un rapporto d’amore se non ben attrezzato nella chiusura e difesa, e saldo nell’unione.

La giovane donna angelica zoppa ha vinto. Non so quali malefici abbia inviato, ma ha vinto. Non me ne o rammarico perché evidentemente così doveva accadere.

Prendo nota, semplicemente, di questi non incidentali incontri che segnano – nel bene o nel male – il nostro percorso.

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Simpatia

Amo gli incontri con persone interessanti. Ritengo persone interessanti quelle con le quali è possibile uno scambio e una crescita.

Come ho già scritto per me è davvero importante la comunicazione. Pare assodato, ma non è così semplice comunicare. Occorre ascoltare senza pregiudizi. Con un campo sgombero. Accogliere il messaggio altrui e farne materia per una risposta. Tessere dei fili comunicativi che possano diventare cibo e alimento che crei qualcosa di nuovo, che non c’era prima, che nasce proprio dalla interazione tra due o più persone.

Ieri ho avuto un incontro con una persona che non conoscevo. C’è stata vera comunicazione. E tra noi è nata la simpatia.

Simpatia deriva dall’unione di due parole greche: syn ( con, insieme ) e páthos ( sentimento, affezione ). Significa patire insieme. Sentire una stessa passione, uno stesso sentimento. Insieme.

Perché ci sia simpatia occorre che ci sia condivisione e comunicazione. Non necessariamente la comunicazione deve essere verbale. Si può sentire simpatia senza dire una parola. Infatti non dimentichiamo che esiste la comunicazione non verbale fatta di gesti, espressioni, posture…

Alcuni incontri modificano la nostra vita. Si collocano a quei bivi che determinano un cambiamento di rotta. L’incontro che ho avuto ieri, sento, modificherà sostanzialmente la mia vita. Già ha apportato energia nuova.

Ci sono incontri che lasciano tutto inalterato. Non ci sfiorano. Non modificano. Avviene quando l’altro ci passa accanto senza sfiorare il muro. Perché ci sia un incontro vero dobbiamo essere in grado di farci alterare dal passaggio dell’altro. Nulla dopo sarà come prima.

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Il mio ex fotografo

Pioverà e si starà comodi nel guscio con gli aromi di rosmarino. Avevo un mare di sonno. La birra mi ha dato una sensazione di ovatta. C’era il fotografo che immortalava gli sposi fuori dalla chiesetta. Fate volare i cappelli. Fate volare i petali di rosa. Ci vuole movimento nella foto statica. Un po’ di movimento nella cerimonia così prevedibile.

Il fotografo era C. un mio ex amore. L’ho riconosciuto dalla voce. Il corpo era molto cambiato: i capelli biondi ora grigi, la sua magrezza diventata rotondità. Un abito da pagliaccio triste.

Durante la passeggiata abbiamo visto dei fiori magnifici, selvatici. Di un violetto fantastico. Stavano a gruppi solo lì, sul greto del canale. Sull’acqua verde blu si spostavano le prime foglie galleggianti. Così leggere sulla superficie: in direzione sud.

Non mi sono avvicinata, dopo il percorso, quando siamo arrivati nella piazzetta in mezzo agli invitati – così mal vestiti che fingevano di fare festa. Lui stava fotografando. Non mi sono avvicinata neppure quando l’auto antica inghirlandata se n’è andata – con lo strascico degli invitati e lui ha raccolto le sue povere cose.

Avrei potuto alzarmi dal tavolo, lasciare un attimo gli amici, guardarlo e dirgli: – Ciao C.

Vedere se i suoi occhi che un tempo – erano così azzurri – riuscivano a dipanare la nebbia del tempo e riconoscere la ragazzina che le aveva fatto da modella molti anni fa, con il seno così acerbo. Quella ragazza che viveva da sola e da cui andava e veniva – con le casse enormi dello stereo- perché non era sicuro, proprio era confuso, sul da farsi. Non sapeva, oscillava tra la moglie e me. Avanti e indietro come un pendolo.

Chissà se ricordava la piccola donna, che aveva le trecce e la blusa tirolese con i fiori ricamati, nel teatro di avanguardia quando lui si giocava in un ruolo sul palcoscenico. Quando lui recitava la sua parte sul palcoscenico sotto le luci artificiali con tutte le sue donne in platea a battere le mani.

È incredibile come il tempo si attacca alle immagini già vissute, immortalate e non vuole adattarsi al cambiamento.

Quel fotografo che ora mi stava davanti, dai capelli così grigi, non era più il mio C.

Era più grande di me, aveva già percorso una distanza, e le grinfie del tempo ora lo avevano già aggredito con troppa violenza, trasformandolo.

Così sono rimasta seduta con gli amici a mangiare l’insalata di pollo con chicchi di melograno. A godermi il sole, gli ultimi raggi caldi prima della pioggia. Facendo finta di niente. Sperando che anche lui non alzasse gli occhi dai suoi balocchi stinti per vedere me e riconoscere in me la ragazzina per cui non sapeva che oscillare. Ai tempi.

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Il ciclista magico

Ho un ciclista magico. Lo vedo quasi tutti i giorni e stasera, facendo la rotonda, a momenti l’ho investito. Ho riso tantissimo e penso che lui abbia pensato che io sia pazza o sadica. È che lui mi sorprende ogni volta che appare. È una visione che incanta per il grande status surreale.

Il corpo è dritto e come fatto di lamiera: un tutt’uno con la bici. I capelli, lunghi, per la velocità sono sempre al vento come la fluente barba. Oggi portava un baschetto alla Dalla. Va veloce. Fila via. Sembra sempre in discesa non l’ho mai visto curvo a pedalare: sembra sospinto dal vento. È un cartoon una silhouette uno schizzo un’immagine di cartone ritagliata e incollata sullo sfondo.

Non so quanti anni abbia forse sessanta, forse quaranta. Se ne va in giro a saettare. Fa la sua volée e poi scompare.

Magnifico ometto che traccia traiettorie sulla mia via e mi regala sempre un sorriso divertito. Se non lo vedessi più il paesaggio avrebbe un incanto minore.

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Scrivere

Ieri sera 


Ieri sera si parlava di come son cambiati i tempi. Non cosucce da poco: cambiamenti sostanziali nel modus vivendi. Fino a una manciata di anni fa dovevo tenere a bada gli assalti, allungando le braccia, per allontanare i maschi predatori. Avrebbero voluto l’incontro dei corpi al primo appuntamento: un bacio, carezze e sesso. Non ho mai voluto mischiare il corpo con persone che fino a poche ore prima abitavano uno spazio sconosciuto. Ci voleva un minimo di frequentazione e conoscenza. Un minimo prima di mischiare le carni e verificare la chimica. 

Oggi non ho più modo di verificare in prima persona la dinamica d’assalto e respingimento, avendo la fortuna di essere in coppia. Ma raccolgo le confidenze di amiche che, single, sono in cerca dell’anima gemella sui siti d’incontro on line. Pare che il comportamento del maschio sia notevolmente cambiato. Se, e sottolineo se, alla fine del solito rito: nome, dove abiti, mi mandi la foto, fissano un incontro i maschi non osano, non replicano. Non vogliono corpo carezze toccamenti strusciamenti baci. Il tempo dell’incontro si consuma in racconti, in condivisione di esperienze. Cosa ho fatto io, cosa fai tu. La mia vita, la tua vita. Davanti a un aperitivo, a cena o pranzo, davanti a un caffè. Un incontro con una donna che può anche durare ore. Chiacchiere e cibo. Ma il maschio non chiede e non cede. Ha molte cose da fare. È superimpegnato. Il suo tempo libero ridotto in frantumi minuscoli. Così le mie amiche single inanellano molti incontri con molti uomini, senza seguito. Senza un lancio di un secondo appuntamento. Senza dover respingere assalti al primo.

Si dirà: le tue amiche non sono seducenti. Non sanno tessere i fili per imbozzolare l’uomo in fascino e desiderio. Non è così.  Credetemi. Ho amiche di ogni tipo. Anche le più civettuole ottengono il medesimo sconfortante risultato. L’uomo incontra e non dà seguito. Al limite manda su WhatsApp dei tulipani, per mantenere un contatto. O un bonjour o un bonsoir. Evidentemente le elezioni francesi hanno un loro influsso sul linguaggio. 

Ho visto un interessante trasmissione su RaiTre che trattava proprio il fenomeno: la progressiva inquietante de-virilizzazione del maschio. Analisi, ricerche, dati scientifici. Diminuzione del testosterone, dei peli, della fertilità… del desiderio sessuale.

I siti di incontro on line, oggi sono le nuove piazze e hanno sostituito – a mio parere purtroppo – lo struscio nelle vie cittadine e i luoghi di aggregazione. Oggi una donna single, un uomo single se vuole incontrare passa attraverso questi siti. Quantità e non sempre corrispettiva qualità. Mi chiedo: Non è forse anche questa sovrabbondanza a bloccare, paradossalmente a minare l’opportunità di trovare la persona giusta? 

Incontro una, cento donne. Non mi fermo con nessuna tanto so che davanti alla mia porta la fila è infinita. Dentro una, fuori l’altra: come nei provini. Alla ricerca di Fata Morgana ( la prossima potrebbe essere migliore della precedente ) non valuto fino in fondo quella con cui ora mi incontro perché sono già proiettato in quella che incontrerò domani. 

Può essere. I motivi dell’acchiappo ripetuto, compulsivo, inconcludente possono essere svariati. Di questo argomento ho già scritto anche leggendo e analizzando libri che trattano il tema dal punto di vista sociologico e psicologico. 

Sta di fatto che ieri sera ne parlavamo, ponendo sul tavolo le diverse ipotesi: per quale motivo alcune mie amiche dopo centinaia e centinaia di incontri sono ancora single? Alla fine è così difficile trovare un compagno, iniziare un rapporto? La quantità produce superficialità ed effetto fast food?