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Viva la burocrazia

Viva la semplificazione auspicata, e mai realizzata, della burocrazia. Viva lo snellimento delle pratiche burocratiche.

Ho passato gli ultimi mesi, da aprile e siamo a luglio, a produrre certificati documenti a firmare carte e cartacce per una scelta di cui parlerò più avanti.

Non ho fatto il conto ma si tratta di un numero davvero troppo alto, alla faccia della semplificazione.

Intanto i politici, certi, e i giornalisti, certi, se la ridacchiano con la borsa che va a picco e tutto il resto…

Forse servirebbe un minimo di serietà dignità e consapevolezza in questo momento storico.

Forse.

P. s.

La crisi del governo e il rammarico di tanta leggerezza in tv

https://www.corriere.it/spettacoli/22_luglio_15/crisi-governo-rammarico-tanta-leggerezza-tv-37379ff2-043e-11ed-8b08-7ec996ecfc4c.shtml?&appunica=true&app_v1=true

Noto stamattina in un articolo di Aldo Grasso che non sono l’unica a fare certe riflessioni

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Marmolada

cof

Dopo la tragedia della Marmolada meglio il silenzio. Ma, come persona che ha scelto di vivere in montagna, posso solo fare alcune considerazioni :

Detesto la montagna Luna Park. Detesto la cementificazione continua. La mancanza di rispetto dell’ambiente naturale. Detesto chi non capisce che dieci gradi a tremila metri non sono naturali e normali. Detesto che anche qui dove vivo – non si scelga un turismo soft, spalmato su tutto l’anno e non solo nel momento delle allegre sciate. Neve artificiale sparata se, come questo inverno, non nevica. Un sacco di soldi investiti per gli impianti e poi mancano i cestini per mettere i rifiuti in tutti i percorsi per chi, semplicemente ama il trekking o la passeggiata. Qui a ottobre, mese splendido di colori come ho documentato in autunno, non c’è un bar in piazza aperto. Chissenefrega degli abitanti. Ma ora, che sono arrivati i turisti son tutti belli aperti, anzi spalancati. Altro che i borghi che si organizzano per chi vuol fare una scelta di vita anche lavorando in Smart working.

Ho sempre parlato con entusiasmo della mia scelta, ma se devo dirla tutta non hanno di certo facilitato la mia vita qui, almeno dal punto di vista sociale, qui la comunità è molto chiusa. Stretta e ripartita in clan. Comunque io sono un po’ orsa e sto bene anche così.

Sono felice della mia vita in montagna perché la rispetto.

La montagna è sublime nella sua bellezza in tutte le stagioni.

cof
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Il branco

Il branco – con la piuma – sbrana tessuti senza riguardo

come nuovi barbari depreda e fa razzia di stile

ogni gonna o pantalone diventa bersaglio

e ogni spazio è spazio di padrone

il branco non conosce regole

perché nei baccanali tutto è permesso

La moltitudine annienta i cervelli e il cuore

quella che potrebbe essere tua figlia diventa preda oscena

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Giornata mondiale delle api

In questa mia foto in mancanza di api ho messo un bombo

Spostandosi da un fiore all’altro le api raggiungono e impollinano più di 170.000 specie vegetali, garantendo così la biodiversità  nell’ecosistema.

Dal web

Oggi si celebra la Giornata mondiale delle api. Non starò qui a ripetere perché la loro vita e attività siano così importanti. Basta leggere e vedere i continui articoli e interventi televisivi per sapere perché oggi si lancia il rischio di una così repentina crisi e si moltiplicano gli sforzi per non perdere questi vitali insetti.

Il mio vicino di casa ha iniziato l’anno scorso con un alveare. E in questa primavera gli alveari sono diventati tre. Si è appassionato a questo piccolo grande mondo ed è fiero del miele prodotto.

Qui in montagna sono ancora pochi gli apicoltori, mi auguro crescano. Mia figlia è una grande appassionata e nei suoi progetti futuri rientrano anche le api.

https://youtu.be/Q2wyRzZ6hx0

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Poteri tribali

Da Pinterest

Dopo lo spettacolo indegno a cui ho assistito ieri come cittadina italiana, rendo omaggio al polso fermo, alla serietà etica del nostro Presidente che deve persino spiegare nel dettaglio, come ai bambini dell’asilo ( altrimenti i nostri rappresentanti al governo non capiscono) perché siamo in un momento grave e delicato e quali impegni ci attendono per sollevarci dalla crisi sociale economica sanitaria dovuta alla pandemia.

Riporto un passo – che faccio mio – dell’apertura del Corriere della Sera di stamattina, relativo allo spettacolo indegno:

Spettacolo di intrighi provocazioni tatticismi menzogne trasformismi azzardi e sabotaggi che hanno rafforzato nella comunità nazionale l’idea di essere comandati da poteri tribali…”

Marzio Breda

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Come un pistolero

Dal web

Al di là del giudizio su quanto sta accadendo a livello governativo… in questo ultimo periodo ho osservato il linguaggio non verbale di Renzi.

Entra in scena, cammina come un pistolero. Evidentemente avrebbe bisogno di un piano americano per mettere meglio in evidenza le mani vicino alla fondina… Lo sguardo spavaldo con il nasino all’insù, la testa che ciondola a destra e manca, il sorriso che nasconde un ghigno furbesco…

Questo suo modo di procedere è più evidente all’interno del Palazzo quando è circondato da colleghi a cui si volge con un Ehi! E sostando un attimo prima di fuggire come una Prima Donna troppo assediata.

È proprio vero che il linguaggio non verbale racconta molto più di quello verbale. Nel caso di Renzi racconta di un Ego che deve risplendere al centro della scena, di un bambino viziato che deve fingere di essere un abile pistolero anche se ha la colt senza colpi in canna, di un giocatore di scacchi e poker che sa bleffare e muovere le sue pedine con estrema spregiudicatezza.

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Pace amore e coltello

Immagine fotografica di Eletta Senso

Purtroppo, per esperienza personale, diffido dei così detti “guru”. Ti incantano con vibrazioni positive, campi energetici, chakra, meditazioni varie e tutto il paniere completo della filosofia olistica…

Ti parlano di mente, meditazione, respiro, yoga, Tai chi, bagni energetici, campane tibetane, armonia pace interiore e poi…

E poi, spesso questa è solo una facciata da sepolcri imbiancati per non vedersi e farsi vedere diversi: in modo da splendere. Il loro obiettivo è splendere.

Si vestono da monaci tibetani per nascondere il male che è nei loro esseri. Il male che fanno e che sono.

Queste riflessioni sono scaturite dopo la lettura dell’articolo relativo al fatto di cronaca nera di cui ho scritto anche ieri: il padre che ha ammazzato i figli adolescenti e poi si è suicidato.

Prima di giungere a questi gesti efferati, nel tempo prima, nei mesi prima, nei giorni prima… questo padre parlava di amore armonia pace interiore ecc. ecc.

Solo chi ha provato come me a stare con persone bipolari: da un lato tutta luce, dall’altro solo ombra buio… può capire.

Il mio uomo Zen – stato più volte in India negli hasram per imparare la meditazione e tutti i principi del buddismo – era lo stesso che mi chiudeva a casa a chiave, impedendomi la libertà, e mi riempiva di botte da un momento all’altro, senza motivo apparente, tranne che per l’uscita improvvisa della sua parte nera. Più la soffocava sotto tuniche arancioni e più usciva la parte bestiale.

In camera aveva un quadro con i piedi di un santone indiano, in un vasetto la polverina rossa che il santone faceva magicamente emergere dalle mani e donava ai fedeli… Alla folla che aspettava la polverina rossa magica…

Il mio uomo guru, pieno di belle parole e insegnamenti Zen, ogni mattina intingeva il dito nel vasetto e si metteva sulla lingua un po’ di polverina magica per essere più santo. Poi ogni tanto, quando mi rompeva le ossa neppure si rendeva conto che la polverina non aveva effetti così efficaci sulla bontà pace e armonia interiore.

Per tornare al fatto di cronaca nera: mi immagino il viso dei poveri figli adolescenti quando hanno visto loro padre passare dalle frasi di amore e armonia a brandire il coltello per ammazzarli.

È questa la cosa più spaventosa: il non aspettarsi mai da un essere di luce che calino le tenebre…

( Avrei volentieri aggiunto il brano di Babananga, mi sembra si chiami così, sentito stamattina al Ruggito del Coniglio su Radio Due: una simpatica e divertente presa in giro di una guru…)

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Che finisca

Immagine fotografica di Eletta Senso

Che finisca, davvero finisca questo anno bisesto e funesto.

Ora ci mancavano le ultime notizie di ieri: la mutazione del virus in Inghilterra con tutto quello che ne consegue.

Tempi davvero duri che mettono a dura prova il nostro sistema immunitario e psicologico. Siamo tutti molto stanchi e provati. Anche se non siamo coinvolti anche economicamente come i ristoratori albergatori e negozianti costretti a chiudere/aprire a scacchiera. Loro hanno un peso e uno stress maggiore.

Ogni giorno leggo le pagine di un quotidiano e ogni giorno trovo notizie di cronaca nera orrende: stamattina un padre che ha ucciso i due figli adolescenti e poi si è suicidato.

C’è molto disagio psichico, non c’è appoggio sociale. Si curano i corpi malati, ma non le menti. Tutto oggi è, giustamente, focalizzato sulla cura del corpo e degli organi, ma poco si cura la mente e la psiche.

Mentre il virus debilita e, purtroppo, spesso uccide, nel mondo fuori dagli ospedali ci sono persone infettate psicologicamente. Il sistema nervoso crolla. Si va fuori di testa. Pandemic fatigue.

Il mio familiare, che é stato ospedalizzato in terapia intensiva, e ne è uscito dopo un mese tornando finalmente a casa, mi ha raccontato la dura lotta per uscirne e non morire.

Per vivere occorre lottare resistere e avere le forze per recuperare. Per vivere bisogna amare la vita.

Chi, come me, ha la fortuna di stare bene ha il dovere di ringraziare ogni mattina la vita che scorre attraverso l’energia fisica, ha il dovere di darsi da fare per essere cortese con chi sta accanto o lontano, eppure congiunto da una linea di affetto.

Chi sta bene ha il dovere, in mezzo a questa tempesta in cui tutti siamo su fragili imbarcazioni in mezzo ai flutti, di comportarsi bene. Il bene fa bene in mezzo a tanto male.

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Empatia

Si parla in queste ultime ore del discorso di Angela Merkel e della sua capacità di essere stata empatica. A differenza di…

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Empatia

https://www.stateofmind.it/tag/empatia/

Eh, già. La famosa empatia. Che contiene, dal greco, il termine pathos.

Sentire con cuore, condividere con passione, mettersi nei panni di un altro… Una persona empatica non è una persona fredda e sa comunicare con pathos.

Quanta diversità tra l’ultimo discorso di Merkel e l’ultimo messaggio televisivo del nostro premier.

La comunicazione è fondamentale in una situazione così grave. Non è un dato marginale.

Posso comunicare lo stesso identico contenuto con coloriture diverse – emotive empatiche – e ottenere risposte opposte, reazioni antitetiche.

https://www.corriere.it/esteri/20_dicembre_13/lockdown-germania-ecco-regole-16-dicembre-10-gennaio-91d4649e-3d35-11eb-943e-95a1c9e91e01.shtml?&appunica=true

Dolente solennità e assertività della Merkel. Guardate il linguaggio del corpo piegato in una supplica e pensate al cartonato fisso incravattato seduto del nostro premier, che si dimentica persino di ricordare il numero dei decessi. Piccolo dettaglio!

Merkel ha preso una decisione grave con una comunicazione estremamente empatica assertiva e partecipata col cuore: lockdown duro dal 16 dicembre al 10 gennaio. Altro che shopping selvaggio e Cashback.

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Leggere i quotidiani

Leggere i quotidiani la mattina non è esattamente come ricevere un buongiorno. Affollamenti nelle vie e nelle code degli impianti sciistici d’oltre confine , risse per strada tra ragazzi a Roma, liti nel governo…

Ora ci si mette anche il Cashback con le sue complicazioni e inutili perdite di tempo. Alla faccia della semplificazione .

Come nell’articolo di Severino Salvemini, oggi sul Corriere, anch’io non sono una nativa digitale ma non sono nemmeno completamente digiuna di quelle pratiche basilari per navigare accedere e operare in rete.

“Spid e app Io: la mia via crucis da prof digitalizzato: mi sono arreso al bonus Cashback” https://www.corriere.it/economia/consumi/20_dicembre_06/mia-via-crucis-prof-digitalizzato-spid-app-io-spoiler-mi-sono-arreso-1f4b5008-37d7-11eb-8ee8-3626ca43a0a8.shtml?&appunica=true

Anch’io ho già perso almeno un’ora giorni fa per cercare di attivare il servizio. Oggi riproverò. Eppure sono già dotata di Spid. Ma un robot scemo non mi fa passare. La mia banca mi ha anche mandato una mail dicendomi come attivare “velocemente”. Peccato che quanto veniva indicato non era ancora operativo.

Se poi teniamo conto che, visto le abbondanti nevicate è il quarto giorno che sono senza rete e linea telefonica ( sto utilizzando il ponte di un altro telefono momentaneamente) potete capire il folle desiderio di rimettermi con carte codici apparecchi a ritentar migliore sorte.

Meno male che il Premier ha detto : Vedrete sarà facile – in conferenza stampa per l’ultimo DPCM…

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Sorpresa: Lilli #ottoemezzo

Sorpresa: spero non brutta. Lilli Gruber non è in studio. Nell’anteprima della sua trasmissione Otto e mezzo, appare in un ambiente soft che pare un salotto, forse di casa sua… perché?

La signora con classe non dice nulla nell’anteprima: presenta gli ospiti come sempre, precisando che un’ospite è in studio. Nel “suo studio”.

Inizia la trasmissione e…

E Lilli Gruber spiega che condurrà la sua trasmissione da casa perché un suo collaboratore è risultato positivo e, come da prassi della Sette, lei si è sottoposta a un tampone e ora deve aspettare il secondo negativo.

Ecco l’arcano.

Norme semplici controllabili e rispettabili – come sta dicendo Cacciari ora. Cose concrete, non dare dei consigli.

Forse è ora che tutti diventiamo più seri attraverso comportamenti semplici che rispettino due o tre regole di buon senso.

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Basta davvero

Immagine grafica di Eletta

Normalmente non guardo Sanremo. La notizia l’ho appresa guardando Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber ieri sera e leggendo i quotidiani online stamattina.

Le donne che faranno da “estetico contorno” al conduttore sono state presentate: ovviamente tutte belle. Ma la frase che ha fatto scalpore è quella riferita alla fidanzata di Valentino Rossi e che riporto testualmente:

“stata scelta da me perché vedevo… intanto la bellezza, ma la capacità di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro malgrado la sua giovane età”.

Stare un passo indietro? Vicino a un grande uomo?

Poi, Amadeus, ha chiarito che è stato mal frainteso. Ma a me sembra davvero fin troppo chiaro il concetto:

primo- una donna è bella per essere scelta e comparire sul palco

due- la fidanzata, oltre a essere bella, è anche brava perché sa stare al suo posto: qual è il suo posto? Stare un passo indietro al suo grande uomo.

tre – ha imparato a stare un passo indietro pur essendo giovane: quindi ha già imparato la lezione.

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Questo recita un modo di dire e un libro. Come testimoniano anche molti film usciti negli ultimi decenni: molti grandi uomini non avrebbero fatto quello che hanno fatto senza la compagna o moglie vicina ( che spesso ha lavorato per il successo dell’uomo quanto lui, lasciando poi a lui le luci del successo. Logicamente non è il caso di Valentino Rossi che è bravo di suo, ma per esempio del film su Hitchcock e del film THE WIFE – VIVERE NELL’OMBRA o Big Eyes ).

Ho scritto in alcuni articoli che “stavo dietro muta come una donna araba dietro l’emiro”.

Qui siamo in Italia. La rivoluzione culturale è stata avviata da anni rispetto alla parità di genere e al sessismo. Che all’alba del duemilaventi venga ancora detta una sciocchezza sessista simile: fa rabbrividire.

A me personalmente non interessa molto delle fanciulle che salgono sul palco di Sanremo. Non vedo il festival. Ho smesso di vedere Striscia la notizia per l’uso delle “veline scosciate” da anni. Non mi piace l’uso perverso dell’esibizione del corpo femminile nelle trasmissioni.

Mi piace la femminilità con abiti tacchi e rossetto rosso. Ma non l’uso malato del corpo femminile ridotto a stereotipo osceno. Non mi piace pensare la donna come corpo da esibire. Non mi piace che persone vengano scelte solo per la bellezza.

Non mi piace quello che passa attraverso i media quotidianamente. La strada per una vera rivoluzione culturale è molto lunga. Ma è davvero ora di imboccarla anche soppesando ogni dichiarazione pubblica o privata, anche provando a modificare radicalmente il proprio modo di pensare alle persone di sesso femminile. Non siamo “contorni” da mettere sul piatto dove troneggia un vistoso pollo.

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Orgoglio e precipizio

16052013-diario

“Orgoglio e precipizio” è il titolo della rassegna stampa che preferisco in questo giorno post voto. Mi piace linguisticamente, per risonanze e significati.

L’orgoglio è un difetto che toglie, crea danno, non è funzionale. Io stessa a volte ne soffro. Tutti noi prima o poi ne soffriamo. Arroccarsi non serve, bisognerebbe sapersi inchinare fino a terra giacché la flessibilità appartiene al giunco che serve per fare impalcature indistruttibili. Invece la rigidità del materiale – apparentemente forte – si spezza al primo colpo tellurico.

Saper chiedere scusa quando si sbaglia appartiene alla persona forte. Il debole fugge si nasconde fa piccole ripicche ridicole trama alle spalle. Non vede e non accetta il proprio errore.

Orgoglio e pregiudizio chiudono le porte alle possibilità e portano al precipizio.

( Immagine grafica dell’autrice )