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Bellezza

Bella

Rami di pino

Oggi mi sento bella. E forse, per questo, sono bella.

Dimentichiamo spesso che siamo corpi energetici. Vibriamo e cediamo, scambiamo energia.

Quando sto bene come oggi il buon umore mi rende bella. Quando sono in pace con me e con l’esterno splendo.

Quanti anni hai – mi è stato chiesto stamattina. E io ho risposto.

Ieri è venuta mia figlia e hanno notato la somiglianza: siete uguali. La bellezza non dipende dall’età anagrafica, ma dal nostro corpo energetico. Il corpo riflette la nostra anima. C’è un detto: dopo i quarant’anni ciascuno è responsabile della faccia che ha. Non sono certo gli interventi chirurgici che ci rendono belli: possiamo anche avere la pelle spianata e sembrare bambole senza vita. Non emaniamo.

Anche noi quando siamo belli è perché siamo conformi a noi stessi, mentre siamo brutti allorché trapassiamo in un’altra natura”.

Basta che l’anima incappi nella Bruttezza e subito si ritrae da sé, dice no, gira la testa dall’altra parte, sentendosi non in armonia e ostile”.

Plotino – Enneadi

Ecco: io mi sento bella quando sono in armonia con le persone e l’ambiente.

La mia anima ormai rifugge la Bruttezza.

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Anima,

Pulirsi l’anima

Immagine fotografica di Eletta

Ci sono persone che hanno bisogno di pulirsi l’anima perché è nera.

Non se ne rendono conto, pur vivendo veramente male. Fanno male a se stessi e agli altri, a chi sta loro vicino.

Ormai mi sono arresa alla consapevolezza che non c’è nulla da fare con persone siffatte. Inutile dire, inutile spiegare, inutile fare. Sarà la vita, con le successive e inevitabili prove, a far capire a rendere necessaria la pulizia.

O forse non sarà mai possibile. Moriranno così come sono: completamente inconsapevoli di agire male, di avere un’anima nera e sporca.

Basta guardare cosa succede a livello mondiale. Altro che pulizia del pianeta Terra. Cominciamo individualmente a pulirci l’anima, cominciamo ad amare il vicino e a non fare la guerra con chi abbiamo al fianco.

Se ciascuno di noi quotidianamente facessimo piccoli gesti di cortesia rispetto e amore tutto potrebbe cambiare. Rispetto verso le persone e l’ambiente.

Chi ha l’anima nera e sporca non si accorge di quelli che sono i suoi doveri e compiti quotidiani. Si strappa i capelli per le guerre mondiali e non ha consapevolezza minima della quotidiana guerra familiare o amicale che fa.

Anima significa originariamente vento, soffio, aria che si muove.*

Chi ha l’anima nera è una persona pesante a cui manca la leggerezza del soffio, del respiro.

* Tratto da: Essere migliori – Mancuso

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Pathos

Non sotto sto

Immagine fotografica di Eletta

Penso di conoscermi a sufficienza. Non in modo totale, ma abbastanza. Conosco i miei limiti, bisogni pregi e difetti. Non sono una donna facile. Direi complessa. Ho esigenze ben precise. Il rispetto innanzitutto. Perché cerco di rispettare e, quindi, esigo rispetto. Non sotto sto. Per tutte le mie lotte e per tutta la mia storia non sotto sto. Ho un’anima ribelle a qualsiasi forma di diktat e prepotenza. Non permetto più a nessuno di tarparmi le ali. La libertà è il mio vessillo. Amo essere libera. I miei spazi, i miei tempi, i miei riti. Questo testo che riporto sotto era di diversi anni fa, pubblicato sull’altro blog. Mi ci ritrovo. Non sono cambiata. La mia anima ribelle è sempre questa. Prendere o lasciare.

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Decisamente direttiva, mal sopporto di stare in balia degli altri. Decisamente intransigente ed esigente.
Considerato il quadro di riferimento si può dedurne come sia facile far ribaltare i tavoli – di trattativa a mio piacimento. Non sotto sto.
Evidente come non sia tollerante rispetto all’attesa e alla dipendenza gravitazionale rispetto a qualsiasi astro nascente o morente. Alle spettabili desiderata del contraente.
Considerato il quadro non amo essere messa in stand by da qualsiasi moccioso di professione nulla facente o Don Giovanni alla riscossa. Materiale facilmente infiammabile. Queste le precauzioni d’uso: maneggiare con cura e non capovolgere sottosopra secondo i capricci della carta moschicida.
Uccido per guadagnarmi il mio angolo di autonomia. Non sotto sto.
Altamente vendicativa, di natura squisitamente scorpionica, detesto mi si calpestino le zampette.
Ho frecce velenose a dismisura atte a direzionarsi automaticamente in tutte le zone che reputo nemiche.
Non amo gli anemici gli svenevoli i falsi di professione, anche i falsi d’arte.
Riserva d’energia altamente esplosiva. Prestare attenzione agli effetti collaterali.
Chi mi ingoia avrà poca soddisfazione nella lenta digestione.

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Parole

Un tuffo

Immagine fotografica di Eletta

Ogni tanto, oltre ai romanzi classici o moderni e oltre ai saggi per me è bene fare un tuffo in un libro ” Meditazione”.

Ho preso una intera collana di Mindfulness & Meditazione. E, ogni tanto, ne prendo uno a caso. Mi aiutano a riflettere sui comportamenti e sulle emozioni. Da sola non sempre riesco a fare il punto sui miei consolidati schemi reattivi. Poche pagine lette la sera possono offrire interessanti spunti.

Ieri sera, per esempio, ho letto il libro di Lama Ole Nydahl dal titolo: Le cose come sono.

“È più semplice sviluppare dei buoni sentimenti verso coloro che corrispondono alle nostre aspettative: queste persone ci piacciono a prescindere.

È invece una sfida più grande augurare il bene a coloro che ripetutamente commettono errori, o alle persone difficili; è necessario capire che la causa del loro comportamento non è la malvagità, ma l’ignoranza.

Il principio assoluto è che tutti gli esseri vogliono essere felici, ma non sapendo quali azioni conducono alla felicità agiscono nel modo sbagliato ottenendo così sofferenza. Purtroppo la maggior parte delle persone spesso arraffa le ortiche che pungono invece dei fiori”.

Ecco: io, tra tutti i vari libri che leggo, ogni tanto ho bisogno di trovare parole che mi permettano di imparare a arraffare fiori e non ortiche.

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Frammenti

E voilà

Rielaborazione grafica di Eletta

Allora e ancora quel senso che fluttua e arriva come leggera piuma. Dunque tu che io non so. Eppure dritta al cuore la freccia: i pensieri telepatici viaggiano al di là del tempo e dello spazio. Si posano la notte tra il pentagramma del sogno. Tu e le carezze verbali. E non so perché. Forse è il sommesso grido che si muove. Sotto l’apparenza delle boutade. Con nonchalance. E voilà. Io catturo le farfalle sonore d’assonanze auree. E son tua.

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Anima,

Aperto chiuso

Un fiore in boccio si apre alla luce.
Può essere un fiore semplice, come quello fotografato, ma non per questo meno bello e importante.
L’importante è lo schiudersi, lo sbocciare. Non lasciare marcire ciò che sta in nuce.

Noi tutti abbiamo fasi di letargo e di risveglio. Ci sono fasi in cui moriamo un po’. Fasi di effervescenza. Fasi di rinascita.

Sarà che io appartengo al segno zodiacale dello Scorpione e per me morte e rinascita sono normalità. I momenti più bui e difficili mi hanno sempre dato degli slanci successivi verso la trasformazione. Di cosa? Di tutto. Ho cambiato casa luogo partner vita. Ho viaggiato conosciuto fatto esperienze nuove.

Occorre passare la notte più buia per rinascere.
L’importante è volerlo fare e non rimanere nel fondo del pozzo a cercare di prendere la luna.

In genere possiamo imparare molto dalle situazioni che innescano le nostre ruminazioni. Identificando gli errori che abbiamo commesso e quelli che vorremmo evitare in futuro, considerando le situazioni negative come problemi strategici che richiedono soluzioni creative, imparando a distinguere le persone su cui possiamo contare da quelle che è meglio lasciar perdere, scoprendo i nostri punti di forza, i nostri punti deboli e le nostre vulnerabilità possiamo apprendere delle lezioni importanti che ci faranno sentire più sicuri e ci risparmieranno angosce e delusioni.

Ovviamente nella vita ci sono circostanze estremamente traumatiche che potrebbero dominare i nostri pensieri per mesi o per anni.
Tuttavia la maggior parte delle nostre ruminazioni non ricade in questa categoria, e dovremmo ricordarci che gli altri si aspettano da noi una ripresa entro un certo periodo di tempo.
Per esempio, una regola empirica generale per le separazioni è che per riprendersi ci vuole un mese – al massimo due – per ogni anno di durata della relazione. Se abbiamo avuto una relazione di tre anni dovremmo riprenderci dall’ondata iniziale di ruminazioni intense sul come e perché entro sei mesi, e dovremmo pensarci due volte prima di continuare a parlare dell’argomento con gli amici a un anno di distanza”.

Da: Pronto intervento emozioni – Guy Winch
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Psiche Senza categoria

Come sta?

Domani la psico chiederà “come sta”?

Sto bene perché l’ambiente che ho scelto per vivere mi regala ritagli pittorici ogni giorno.

Sto bene perché, nel mio nuovo paesino, ho trovato nuove amiche con cui tessere esperienze e confidenze.

Sto male perché lui non vuole lasciarmi, ma non fa niente per tenermi.

Il guerriero non cala lo scudo e attacca con arroganza.

Il guerriero pavido non si presenta alla giostra e non mette in campo la sua forza.

Sto male perché ci sono gravi disturbi di comunicazione.

Comunico con tutti e i messaggi vengono recepiti. C’è una risposta.

Lui non riceve la mia posta elettronica. Mi tornano indietro con ricezione fallita.

Lui non sente i messaggi su WhatsApp.

Lui se gli parlo guardandolo bene negli occhi pare non decifrare il mio alfabeto.

“DITEMI QUANTO TEMPO E DENARO SIETE DISPOSTI A SPENDERE PER UNA PERSONA E IO VI DIRÒ QUANTO È IMPORTANTE PER VOI”. Jung

In questa settimana, dottoressa, il mio compagno ha speso più tempo e denaro per sé ( e il suo cane ) che per me.

Ho la mano fasciata?

Sì, lo so. Dal primo gennaio.

Mi ha lasciata sola.

https://youtu.be/UmE7nrfzcCo

Ti salverò da ogni malinconia perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te.

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Attimi

Indolenza e insolenza

Nella catena dell’insolenza

– dell’immediatezza impertinente e sbrigativa –

mi chiedi conto del passato

appuntandomi una colpa

– come un marchio

sul bavero del cappotto.

Dovrei essere responsabile delle minuzie

dei giri di valzer del fato.

Nella torsione del discorso

dirotti le parole

perché non entrino

nella baia del silenzio.

Incalzi per una effimera supremazia.

Non sai le delizie del caos.

Ho sempre scartato i percorsi obbligati.

Non mi sono chinata al momentaneo.

Cerco l’assoluto nel cono d’ombra.

Una luce utopica.

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Blog

Diario nel web

Tanto per chiarire la mia posizione qui:

c’è una definizione che trovo ogni tanto nelle parole crociate che recita: ” diario nel web”, la risposta è Blog.

La prima volta che l’ho letto sono rimasta un po’ stupita. Eppure di blog attualmente, anche se a fasi alterne, ne seguo, curo e possiedo ben tre.

Oltre a scrivere nei miei blog, seguo e leggo altri blog.

I temi contenuti gli argomenti gli stili sono diversi, spesso diversissimi. Ma la maggior parte dei blog è comunque un diario: quello che faccio, perché lo faccio, quando, con chi, dove e come.

Vado in bicicletta, cammino in un bosco, incontro una persona, faccio un viaggio, scrivo una poesia, leggo e descrivo un quadro una fotografia… un momento, un attimo, un’ emozione e la condivido.

Se non ci foste voi a leggere ora – con i vostri occhi azzurri castani grigi verdi neri vispi stanchi assonnati belli – io ora che scriverei a fare su questa tastiera?

Noi scriviamo per comunicare e condividere. Cosa?

Gioie dolori stanchezze problemi accidenti e incidenti progetti e vita. Sempre e comunque vita. Vita vera.

C’è chi sta poco bene fisicamente, chi sta poco bene emotivamente.

La domanda è: lo deve dire? Lo deve comunicare?

Facciamo un passo di lato, nella vita reale.

Io, come voi, ho amiche e amici.

Una discussione, argomentazione fatta proprio ultimamente, verteva proprio su questo tema: dire o non dire?

La mia amica F. mi ha detto:

– … meglio che non dici la tua situazione a M.

M. è un’altra mia amica.

Dato che in questo periodo non ho molta riserva di tolleranza sono proprio sbottata:

– Perché non dovrei dire a M.? Perché dovrei tacere quello che sto vivendo? Io se sto bene dico sto bene. Se sto male dico sto male, tenendo conto che anche se non lo dico, me lo si legge in faccia. E poi, a cosa servono le amiche se nei momenti peggiori non si può nemmeno dire?

Noi donne abbiamo una cosa da secoli che si chiama: confidenza. Usiamola, perdinci.

E chissenefrega se poi “quella che pensavi amica” non fa che ripetere:

– Continua a lamentarsi del comportamento del suo uomo ma poi sta sempre con lui.

Ebbene? Magari una vera amica sa tutti i risvolti, anfratti, pieghe della situazione. Dovrei tacere e fare la donna “solare” che sta sempre così tanto bene ed è sempre così tanto cercata amata? No. Grazie.

Ho avuto un’amica che tempo fa mi ha parlato in un caffè per un’ora e più di una sua particolare situazione familiare che, evidentemente, la preoccupava.

Sono rimasta ad ascoltare. Mi sono fatta semplicemente anfora. Ho raccolto il suo sfogo, la sua intima confidenza. In quel momento lei aveva bisogno di raccontare.

Perché raccontare è già un po’ risolvere.

Per terminare: la vita è veramente interessante e complessa. Le mie rare e vere amiche sanno, grazie a una frequentazione frequente ( perdonate il tautologismo ), sanno tutti i risvolti della mia situazione. Hanno visto osservato conosciuto gli attori anche fuori dalla scena e dal teatro.

Qui siamo nomi, e siamo anime che si raccontano. Stiamo al racconto che leggiamo e scriviamo.

A me, come scrivevo giorni fa, piace sentire l’anima. Senza finzione maschere schermi muri belletti indorature.

Chiedo per favore a chi mi legge di non dare sommari giudizi, di chiedere se non si comprende, di provare a scavare scendere un poco sotto la scarna scabra superficie del mio scrivere. Insieme.

Grazie.

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Frammenti

La quotidiana

La quotidiana tortura: uscire dal sogno con la mente stropicciata perché non capisci, proprio non comprendi. È un continuo slittare e roteare di vorticose giostre. Non trovi un appiglio. Un orizzonte fermo che sia punto di riferimento ed equilibrio. Una direzione.

La tolleranza è sbriciolata in polvere come i biscotti nella scatola della colazione. Quante volte hai illustrato spiegato chiesto denunciato? Quante volte hai pregato?

Con un buffonesco movimento traballante esci dalla notte e decidi di fare. Fare un salto che ti tolga dalle bende e dal sarcofago.

Con gran stridore cadono a terra tutti i frammenti del guscio in cui ti eri raccolto nascosto fermato. È ora di tornare nell’azzurrità abbagliante del ghiaccio.

( Immagine fotografica dell’autrice )

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Poesia

Al di là

Al di là del muro ruvido

dove spesso la parola ferisce,

al di là della fatica che ansima

– il fiato spezzato

in nuvole di ghiaccio –

al di là dei pugni serrati

su grevi silenzi

( la tua ombra che farei a brandelli )

al di là delle notti con gli occhi sbarrati:

mani troppo vuote e nervose

al di là del sogno di un essere alato

– tutto quello che vorrei

e non mi dai –

al di là del filo spinato e le alti sbarre…

c’è un nostro intimo angolo così azzurro e puro

là stanno accanto le nostre anime leggere.

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Bellezza

Bellezza 

Ieri ho visto la parte finale del programma di Rai Tre condotto da Michela Murgia. Programma interessante. Ieri il tema era: “L’immaginario femminile”.

L’ospite maschile era uno stilista, l’ospite femminile una scrittrice.

Mi scuserete, ma vista l’ora mattutina, non ricordo il nome degli ospiti. Comunque mi interessa e mi ha interessato il tema. Tra le varie cose dette e discusse, una riflessione portata dallo stilista é stato quello che la bellezza ha a che fare con il magnetismo.

Completamente d’accordo. Al di là della taglia ( si contestava l’ eccessiva magrezza delle indossatrici ) la bellezza è anche personalità non solo corpo. Ho visto donne bellissime dal punto di vista fisico senza un grammo di fascino, ho visto donne meno belle – esteticamente parlando – con un fascino straordinario. La stessa cosa vale, a mio parere, per l’età: ragazze magnifiche che non sanno di niente e donne più âgé con un glamour incredibile.

Ieri, sempre in TV, all’ora di pranzo e sempre su Rai Tre hanno mostrato un servizio su Marina Abramovich di cui ho già scritto sull’altro mio blog. Ha settant’anni: incredibile. Lei è l’icona del magnetismo puro. Non a caso una delle sue performance più incredibili é quella che l’ha vista seduta per ore a guardare in silenzio l’ospite che, a turno, arrivava in sala.

Il tema della bellezza é uno dei temi più importanti da sempre. Al di là degli inevitabili influssi culturali la bellezza del corpo é intimamente connessa alla bellezza dell’anima.

Voi che ne pensate?