Amicizia


L’amicizia è più rara e preziosa dell’amore.

Pagine superbamente dense dedicate all’Amicizia nel romanzo ” Le braci ” di Sándor Márai.

“L’amico, così come l’innamorato, non si aspetta di veder ricompensati i suoi sentimenti.
Non esige contropartite per i suoi servizi, non considera la persona eletta come una creatura fantastica, conosce i suoi difetti e l’accetta così com’è, con tutto ciò che ne consegue.
Questo sarebbe l’ideale.
E in effetti: vale forse la pena di vivere, di essere uomini, senza un ideale come questo?
(…)
E se colui che è stato tradito e abbandonato si offende, se grida vendetta, era davvero un amico?

Vedi sono queste le domande alle quali mi sono sforzato di rispondere quando sono rimasto solo.
Naturalmente la solitudine non mi ha fornito alcuna risposta.
Neanche i libri mi hanno risposto in modo esauriente”.

Probabilmente nessuno può rispondere in modo adeguato a queste fondamentali domande.
Questi ultimi anni mi hanno portato a prendere diverse decisioni di fuga da cosiddetti ” amici “.

Ho tagliato i rapporti perché non trovavo quell’adesione totale, coerente, assoluta all’idea d’amicizia.


Il tema viene trattato pagina dopo pagina, nella profondità della carne, da Márai. Senza pudore, senza finzioni, fino in fondo nella ferita.
Può un amico fuggire da noi, senza motivo?
Può rompere il patto implicito di reciproca fedeltà?
Più forte del patto d’amore, ma – comunque – legato dal filo erotico.

” Avrei accettato qualsiasi cosa come scusante e spiegazione, persino l’infedeltà agli ideali del nostro mondo. C’era soltanto una cosa che non riuscivo a spiegarmi: l’offesa fatta a me. Per questa non c’erano scusanti. Ti eri dileguato come un truffatore, di nascosto come un ladro.

E a volte mi sono chiesto se l’amicizia non costituisca un legame simile a quello fatale che unisce i gemelli. Una singolare identità di inclinazioni, simpatie, gusti, cultura e passioni accomuna due uomini, vincolandoli – anche se uno tenta di opporsi all’altro – a un medesimo destino “.

E posso io fuggire, tagliare, rompere i ponti senza nulla chiedere, chiarire, nel silenzio totale?
Per un’offesa, certo. Un’offesa intima: quando l’altra/l’altro che supponevo amica/amico esce dal terreno della complicità, della reciproca stima. Stima che significa abbracciare in un’ampia panoramica tutto ciò che l’altro è: difetti compresi.
E io che pure ho sbarrato – porte finestre – non ho forse smarrito, io stessa, la stima nell’altro: fuggendo?

Da Pinterest

Io sono davvero poco tollerante e tranchant. Forse dovrei imparare a essere più paziente. Forse è inutile perché il mio temperamento non ammette infedeltà e ama l’adesione totale.

13 Comments

  1. l’amicizia vera, totalizzante come la definisco io, è difficile da ottenere, sarebbe sicuramente la cosa più bella del mondo, ma al giorno d’oggi appare sempre più improbabile. Anch’io più o meno ho seguito la tua strada, ho un solo amico che vedo giusto 2 volte al mese, ma col quale i punti in comune sono davvero pochissimi. Col passare degli anni a mio avviso si diventa più chiusi verso gli altri, anche se mi rendo conto che è sbagliatissimo questo tipo di atteggiamento…

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