Il senso

Immagine fotografica di Eletta

Come sempre accade, per caso, ieri sera ho visto un messaggio che giaceva da tempo in uno dei miei spazi di contatto. Vi si richiamava un libro che ho qui ora davanti a me. Un’altra copia è di sopra intonsa.

È un libro che ho letto una decina di anni fa in una situazione completamente diversa. È uno di quei libri mai abbandonati per sempre: ogni tanto ripresi in mano.

Oggi è uno di quei giorni in cui mi chiedo prepotentemente il senso della mia vita. Come sempre accade, ancora per puro caso ho trovato questa frase annotata nel 2012 dopo la scrittura di un sogno:

VEDO, ma nessuno dà credito a ciò che vedo.

Anche oggi, purtroppo, ho potuto constatare che non mi resta che tacere davanti a chi non vuol capire. Per me è un grande dolore vedere e non essere creduta. Vedere e non poter dire.

Prima che capitasse questa grave emergenza, due notti prima io ho sentito e saputo che stava accadendo qualcosa di molto grave. Come ho scritto ultimamente a un amico: ho antenne sottilissime.

Comunque… per tornare al libro che ho qui davanti. In questo momento di vicinanza con la morte molti si chiedono il senso della vita, molti cominciano a riflettere su quali eventuali modificazioni mettere in atto. Qualcuno, invece, banalizza: se devo morire perché pormi tanti problemi?

Allora vediamo il senso:

” Questo libro … vuole risuscitare le inspiegabili giravolte che ha dovuto compiere la nostra barca presa nei gorghi e nelle secche di una mancanza di senso, restituendoci la percezione del nostro destino. Perché è questo che in tante vite è andato smarrito e va recuperato: il senso della propria vocazione, ovvero che c’è una ragione per cui si è vivi”.

Molti già storcerannno il naso alla parola vocazione che sa di religione e ceri e incenso. Non è così. James Hillman è uno psicoanalista junghiano.

In questo senso nel libro vocazione è più relativa alla sensazione che il mondo, in qualche modo, vuole che io esista.

La domanda di fondo del libro è: Come posso rintracciare la trama di fondo della mia storia?

Questo libro ha per argomento la vocazione, il destino, il carattere, l’immagine innata: le cose che insieme sostanziano la teoria della ghianda, l’idea cioè che ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di essere vissuta”.

Quindi, che ci piaccia o no, essere e vivere ora ha un senso non solo per noi. Anche morire. Per questa unicità di ogni essere umano è veramente terribile in questo periodo essere diventati solo numeri. Nelle terribili cifre dei morti quotidiani ci sono nascoste uniche e irripetibili vite che hanno avuto un senso.

Il libro è: Il codice dell’anima – James Hillman – Biblioteca Adelphi

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