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Corpo

Ri-cordo e ri-accordo

Ho dei tomi. Mi piace ogni tanto riprenderli in mano e spiluccarne alcune pagine. Questo di oggi ha circa seicento pagine e pretende una lettura ripetuta e lenta. Non è facile, ma io ho solo e sempre imparato da libri non semplici.

Dopo aver riletto del potlàc, ora ho trovato interessante questa pagina sul tema del passato.

Ogni giorno il passato rinnova in noi una preistoria e il presente può annunciare un futuro solo se si riconcilia col passato di cui beneficia e che il ricordo tematizza.

Non è forse il ri-cordo un ri-accordo, e il ri-accordo la ripresa di una continuità ininterrotta di toni improvvisamente perduti?

Riaccordarsi al passato non è ridursi al passato, perché se è vero che il passato ha consumato le sue possibilità non è vero che ha consumato me stesso.

Dal passato io sporgo, perciò me lo posso ricordare.

Nel ri-cordo ri-accordo il passato che è stato con il futuro che sarò…

De-finire una persona come buona o cattiva è finirla nel suo passato e proibirle un futuro. È annunciarle che sarà come è sempre stata.

In questo senso non possiamo accettare l’espressione di Hegel: Wesen ist was gewesen ist: La mia essenza è al passato, perché questa è la definizione della morte.

Finché ho vita, sarà il futuro a dirmi il senso del mio passato.

Da: Il corpo – Umberto Galimberti – Feltrinelli

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Attimi

Grigio nebbia

Mia figlia che lavora a Milano mi dice che c’è nebbia. Questa l’immagine che ho davanti agli occhi mentre sto in maglietta al sole con farfalle svolazzanti.

Non ho quasi mai freddo qui. Anche quando nevica e poi arriva il sole io sento caldo. Naturalmente la neve qui si è vista solo in alto e questo sole l’ha già sciolta in parte.

Deve essere per via della diversa umidità. Qui il clima è secco. A parte qualche giornata di pioggia.

Avrei da riporre i gerani nel locale forno da pane (eh, sì ho anche un locale per fare il pane o le pizze  nel forno a legna)… Ma il tempo è così piacevole che li lascerò ancora fuori a godersi la luce.

Anzi mi pare che hanno bisogno di un po’ di acqua. Andrò a prenderla alla fontanina.

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Ethos

Un esercizio per chi si sente un poco giù

Un esercizio che consiglio a chi si sente un poco giù è questo:

Osservare, durante la giornata, quante volte le parole che escono dalla nostra bocca sono lamenti e lamentazioni.

Per il cattivo o troppo buono tempo

Perché si è dormito poco o tanto

Perché il cibo non è di nostro gradimento

Perché il nostro o la nostra partner non ha fatto quello che desideravamo

Perché al lavoro il collega è noioso o pedante

Ecc. Ecc.

Ogni volta che, con consapevolezza, notiamo che ci siamo lamentati contiamo. Possiamo anche fare una crocetta su un foglio.

A fine giornata facciamo mente locale a quante lamentazioni sono uscite dalla nostra bocca o mente.

Ora pensiamo: quante volte, nella stessa giornata, abbiamo reso grazie. Siamo stati grati la mattina per esserci svegliati nel tepore del nostro letto? Siamo stati grati per il cibo, poco o tanto, che abbiamo gustato? Siamo stati grati di essere in salute o con piccoli malanni facilmente superabili?

Sono sempre più convinta che occorra fare ogni giorno molto costante esercizio per imparare la gratitudine e non scivolare inevitabilmente nello sport preferito dai molti: lamentarsi.

Provare per credere. Lamentarsi non porta bene anzi deprime. Essere grati anche delle piccole cose solleva.

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Blog

Intervista per MasticadoresItalia

Ho accettato con piacere l’intervista di MasticadoresItalia con cui collaboro da tempo. Ecco le domande e le mie risposte


M. Da quando scrivi? Qual è stata una delle prime esperienze in cui hai appreso che la lingua ha potere?


Scrivo da quando avevo sedici anni. Diari personali arricchiti da fotografie e grafiche. E lettere alle amiche. Non so qual è stata la prima esperienza. Diciamo che scrivere è sempre stato naturale, come respirare, per me.



M. Nella tua giornata lavorativa, quanto tempo dedichi a scrivere?


Scrivo quando voglio. Non ho orari o imposizioni. Per lo stesso motivo posso scrivere per ore o solo per pochi minuti.


M. Hai mai pensato di scrivere sotto pseudonimo?


Scrivo sotto pseudonimo, infatti io non mi chiamo Eletta Senso. Mi sono dovuta staccare dal mio vero nome per le pubblicazioni precedenti che disconosco.


M. Cerchi di essere più originale o dai ai lettori quello che vogliono?

Scrivo per me. Innanzitutto per me. Non cerco di piacere. Se la mia scrittura piace, naturalmente, mi fa piacere.

M. Stai lavorando a un nuovo progetto adesso? Raccontaci del tuo ultimo progetto.


Ho sempre in mente un progetto. Ultimamente un romanzo ironico grottesco. Penso che la tragedia sia meglio condirla con un pizzico di humour.


M. Quale diresti sia il tuo segno distintivo come scrittore?


Mi piace la sintesi tagliente a volte come una stilettata.


M. Credi che accedere al lettore che legge su tablet, computer o cellulare, in spazi diversi (treno, autobus, metro) possa aiutarti ad essere più letto?


Certamente è un buon mezzo di comunicazione, ma io sono ancora per il fruscio del libro cartaceo. Per il suo corpo.


M. Credi che la scommessa di Masticadores nella ricerca di quel lettore digitale sia corretta? Qual è la tua opinione?


Certo, perché anch’io scrivo su un blog. È una lettura facile e piacevole utile in viaggio o quando non si ha sufficiente tempo per una lettura più impegnativa.


M. Cosa ti ha dato la tua partecipazione come scrittrice a Masticadores?


Mi piace spargere semi ovunque purché il terreno sia fertile.

Il mio sito:


Inchiostroneroweb.com

https://masticadoresitalia.wordpress.com/2022/11/07/non-scrivo-by-eletta-senso/

https://wp.me/pbPX5e-11K

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Giochi linguaggio

Monovocalico

Buongiorno per il Giocolinguisticodellunedí

propongo un Monovocalico cioè un testo in cui compaia solo una Vocale e mai le altre.

Vedete voi quale vocale scegliere.

Questo esempio è tratto dal web.

Sfogo d’orco.

«Sono Pogo, orco non noto, mostro sozzo d’orto losco.

Buon gioco a tutti e buon lunedì

Eletta


Mamma: brava, calma, draga, fata, garbata, lampada, manata, nanna, pacata, radar, sfatta, tanta, vasta, zagara

( Naturalmente é per mia madre: sfatta dal lavoro ; radar per le sue intuizioni ; lampada per i suoi consigli ; manata per quando le ho prese). 😉 🙂

http://traitaliaefinlandia.com

Monovocalico in e
Belle le messe per le celle dell’ebete Renéé
Tremende le tele del celebre Tenebré per l’eccellente re.
Vede le penne del premente Ebbé Prevé ed eccede nel premerle.
Elette vette, verde erbette.

https://newwhitebear.wordpress.com

sono tondo, sono sporco, odoro molto. Ho corpo grosso, corro poco, rotolo nel lordo. Sono (il) porco, con vostro comodo sono bono solo morto!

ml

https://orearovescio.wordpress.com


Sogno tondo (rondò)/

Sogno nonno,/
*morto composto./
Commosso,/
tosto provo col lotto./
Posso… Corro …/
Mormoro: Otto!/
Bong! Colpo gobbo!/
Col botolo molosso/
compro osso,/
scolo grosso/
gotto rosso./
Sbronzo, rotolo,/
tocco fosso./
Dormo fondo,/
ronfo,/
sogno nonno…*/

Brindi in Brindisi/

Imbibiti i crini grigi/
di stillicidi di cirri,/
riti illirici imiti./
Zip, spilli/
ricchi vini divini,/
divisi in tipici tini,/
cilindri piccini./
Cin cin, gridi,/
brindi, trinchi,/
zittisci litigi/
di mici brilli,/
ridi di sibili sinistri/
di spiriti tristi indistinti./
Gingilli di bimbi,/
cri cri cri, titilli,/
ispiri i *finissimi sistri*/
di bigi, timidi grilli…/


*Parole rubate a Giovanni Pascoli, dalla lirica “L’assiuolo

https://silviacavalieri.com

Ecco il mio monovocalico in E


Ermete Delle Selve è celebre
perché seppe rendere eterne
le belle leggende
delle streghe e delle megere
del vercellese.

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Casa d’antan/
Ada, l’ava, lava,/
spazza, ramazza./
La grassa tata Nada/
fa la pasta a casa./
Nanà, la gatta matta,/
dà la zampa, salta,/
balza, lappa la pappa./
Mamma Agata,/
alta, sana, allatta/
Anna, nata affamata./
Canta: “Fa’ la nanna!”/
Ssssh! La calma, s’alza,/
la passa alla calda zana./

Deterrente: “Se Semèle bevesse, genererebbe dee sempre ebbre.

https://silviacavalieri.com

Anna,
brava ragazza,
nata strana,
ama, danza, balla,
attratta dall’alba ambrata,
scappa di casa,
dannata alma scalmanata.

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Immagini

Riordinare foto

Come già osservato da me, e da molti altri qui nel blog, sfogliare toccare guardare le fotografie su carta indubbiamente ha un altro e più denso senso e significato che guardare le migliaia di foto ordinate nei nostri archivi digitali.

Io direi che la fotografia su carta emana.

Terminato ormai da settimane il trasloco vero e proprio, ora è il momento del riordino e organizzazione delle minuterie.

Così oggi è toccato alla scatola delle fotografie. C’è dentro quel che sono stata nei vari periodi della mia vita.

Man mano che prendevo in mano e guardavo, pensavo:

Com’ero magra in quel periodo, quasi anoressica

Com’ero giovane e bella

Quante foto mi ha scattato chi mi amava (direi che la quantità di foto scattate è in relazione proporzionale all’amore o all’innamoramento: più lui ti ama, più ti vede bella, più desidera immortalarti e viceversa)

Come ero sempre sorridente

Come ero felice nel periodo della maternità e nella crescita di mia figlia

Come molte persone vicino a me allora, sono andate perdute lasciate o morte

Come sapevo osare di più: look anticonformista e, talvolta osé

Quanti posti ho visto e abitato e quante esperienze ho fatto che non ricordavo nemmeno

Quante storie ho vissuto unica protagonista su diversi palcoscenici e diversi scenari

Come sono stata sempre diversa: mai uguale a me stessa

Rivedere e sistemare le immagini fotografiche su carta può servire a rinfrescare la memoria, relativamente al percorso che abbiamo alle spalle, e che ci ha fatto giungere a quello che siamo oggi.

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Attimi

Bianco neve

Questa è stata la visione del monte, dal mio giardino, stamattina.

Bello tutto bianco di neve. L’aria era profumata di neve e frizzantina, tersa dopo l’assalto delle cavallette motorizzate per il ponte dei morti… Peggio di Ferragosto.

Stanotte la nera pioggia batteva cupa sul tetto e aumentava il piacere del piumino.

Ho voglia di intimità e pace dopo tanto sole.

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Autunno

Cromatismi

Cromatismi di un autunno che urla i suoi colori

Non riesco a trovare una nota nostalgica e cupa nella tavolozza autunnale

Trovo le tinte degli smeraldi dei rubini e agate e citrini e olivine. Un tripudio di luce prismatica.

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Comportamenti

Non posso

Vediamo di iniziare il nuovo mese con due semplici considerazioni:

Nessuno nasce santo. E va bene non giudicare, e va bene cercare di capire quali sono stati i traumi infantili adolescenziali e postumi, e va bene mettersi nei panni dell’altro, e va bene pazientare tollerare aspettare senza aspettative, e va bene tutto ma ogni tanto un bel vaffanculo ci sta tutto.

Siamo imbottiti di telespazzatura finto psicoanalizzante in cui viene esposto lavato e appeso tutto il passato di ogni persona perché fa spettacolo.

Dietro ogni persona c’è una storia di sofferenza. Punto. Alzi la mano chi non ha mai avuto attimi di dolore. Per colpa della mamma del padre dei fratelli della vicina di casa dell’amica della insegnante o dell’allenatore dei compagni degli amici dei fidanzati dei mariti dei figli e del mondo.

A tutti sembra così pesante la propria croce perché non hanno provato a prendere sulle spalle quella dell’Altro.

Basta lamentarsi. Il passato serve per costruire il presente e il futuro. Chi si crogiola nelle melmose acque del passato non può costruire un presente “pulito”. Per rigenerarsi ed essere persone positive occorre lavorare ogni momento attraverso la consapevolezza ed evitare di spaccare le scatole al mondo perché talvolta si può incontrare una vecchietta che ha finito le mollette.

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Gioco linguistico

Acrostico Novembre

In onore del nuovo mese che arriva per il Giocolinguisticodellunedí propongo un doppio acrostico su NOVEMBRE

Ecco il mio:

N uove

O mbre

V erdeggianti

E stive…

M entre

B ramiamo

R itorni (di neve)

E sausti per l’

E state infinita.

R umori

B ellicosi

M inano

E tiche

V isioni e

O scurano la

N otte

Buon lunedì a tutti e buon gioco a tutti quelli che vorranno partecipare e il cui testo verrà pubblicato qui⤵️

Eletta


Nebbie
Ocra.
Vaste
Esili
Mattutine
Brume
Restano.
E’ novembre.

http://traitaliaefinlandia.com


Nulla
Orienta
Verso
Est,
Mitiga
Bagliori
Rosseggianti
Estivi.
Eppure
Raggiungo
Brevi
Montagne.
Esangue
Volo
Oltre
Nuvole

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(un) Nuovo
Originale
Viaggio (ci fa)
Emigrare (nelle)
Marche,
Bella
Regione
Entusiasmante

http://attornoallago.com


Nuvole
Ombrelli
Vento
Eventi avversi
(ma) Martino
Benedetto
Riporterà
Estate

https://orearovescio.wordpress.com


Nella luce tenue del tramonto
Ogni fruscio delle foglie
Vaganti sospinte dal vento
Esprime l’avvicinarsi dell’inverno
Mentre ancora continuano
Bambini a giocare all’aperto
Rincorrendo le loro palle
Erranti sulle strade

https://wordsmusicandstories.wordpress.com


Novembrale doppio/

Nembifero/
Orizzonte/
Vela/
Estenuandolo/
Mattinale/
Bruma/
Rarefatta/
Esangue/
Estivalia/
Rimpiangendo/
Brine/
Marmate/
Evocano/
Vane/
Ombre/
Notturne/

https://silviacavalieri.com

N*ostalgia
O*ogni foglia mi parla
V*olteggia e si adagia
E*legantemente a terra
M*iracoli d’autunno,
B*isbigli dei boschi che
R*itornano verdeggianti in
E*state.

https://petaliazzurri.wordpress.com

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Attimi

Gratitudine

In questo tempo impazzito: a livello etico e meteorologico contano molto i piccoli gesti.

La cosa, per me, sorprendente in questo microcosmo che è la mia nuova casa, è trovare ogni tanto dei doni al cancello del giardino. Delle rose, un piccolo contenitore in fine porcellana con dei gustosi lamponi giganti, e oggi una cassetta contenente delle noci e dei bulbi di non so quale fiore.

La bellezza di questi doni è che non sono accompagnati da un biglietto del donatore. Quindi non so mai chi ringraziare. Devo mandare via WhatsApp messaggi per dire: Sei stata tu? Grazie… alle varie persone vicine.

È davvero così bello donare gratuitamente. Ed è così bello ricevere gesti gentili.

In questo macrocosmo – che pare impazzito a livello etico e meteorologico – a me questi doni scaldano il cuore. E mi ricordano quanto è importante la gratitudine. Non bisogna mai dimenticare di essere grati per chi, silenziosamente, ci dona un attimo di gentilezza.

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Attimi

Torpore

Sta nel suo torpore ignorante/

nel sonno allucinante /

lontano lontanissimo dagli spigoli e dalle rotondità del reale /

nella luce che ingiallisce le pagine del bosco /

lui : nulla sa del gelido flusso negativo /

non conosce il male /

che lo inghiotte e gli artiglia mani e cuore/

lui così ignorante:

felice nella sua totale inconsapevolezza/

felice nel pomposo tempo/

come un inappagato fantasma/

poppante del nulla /

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Autunno

Pennellate

Mi piace molto l’effetto pioggia quando guido, in autunno, lungo i tornanti. Le lacrime che scorrono sui finestrini creano una lente deformante che mescola le tinte.

I rossi cupi scivolano giù mescolandosi come lunghe dita ai gialli zafferano.

Tutto esplode sbava scende come nei dipinti degli Impressionisti.

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Giochi linguaggio

Tautogramma in S

Sibilano le sibilanti Sssss sonore/

scrosciano sussultando/

strisciando sinuose /

senza sostanza sentimentale/

sussurrano sinistre sillabe/

e subalterni sotterranei suoni/

sul selciato sospeso/

di sensazioni stridenti


Buongiorno questo è il mio esempio per il Giocolinguisticodellunedí.

Per chi vuole giocare con le sibilanti S il tempo è di una settimana per l’invio dei testi che saranno pubblicati qui ⤵️

Buon lunedì

Eletta


Sono sopita. Sogno. Scrigni sommersi, sottaceti senza sale, stagioni stravolte, sorrisi svenevoli, stoviglie spaccate, sole splendente, strade sterrate, sentore di sandalo. Suona la sveglia!

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Sibillante come un emiliano ecco la mia Ssss


Stasera sarò sereno senza sentire sinceri stimoli. Starò scomposto, seduto sulla sedia. Sembrerò statua sabbiosa. Saboterò stili senza scrupoli. Scriverò sulla scrivania storie saccenti, saccheggiando sadiche stupidaggini, strofe saffiche. Sacralità, silenzi, saggezza silente sono sagaci salmodiare. Ssss sibilla Saladino.

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Sogno sensuale/


Srotola spire/
sinuoso serpente./
Strisciando su seni sodi, /
sopiti sussulti, singulti,/
sospiri suscita./
Seduce signora sola,/
sognante sponsali sibaritici./
Si svolge, scuote sonagli,/
sistri sinistri./
Suadente sibila./
Satanico servitore subdolo,/
subitaneamente sparisce./
Stupore, silenzio…

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sussurri e stragi
nello sterminato silenzio si stagliano i singoli suoni come sinistre silhouette su uno sfondo sfocato: stillicidio di sangue, sgocciolio di sudore senza stagione, scricchiolii di ossa spezzate, sibili di spade, strepitii di spari da sussultare stremati, e, sebbene siamo senza salvezza, sussurri di speranze sepolte sotto sofferenze e strazi.

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Sara e Stefano sono seduti sulla spiaggia
serata splendida sotto sfavillanti stelle
si scrutano con soavi sorrisi
i sottili spruzzi solleticano i segreti sensi
sensazioni salate strisciano sottopelle
si sdraiano sulla serica sabbia
si sfiorano
e sui sospirati sentimenti
sognano sublimi suggestioni.

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Scrivere
Scatena
Sensazioni
Stupende


Scrivere
Spinge
Su sentieri
Soleggiati

Scrivere
Sgretola
Silenzi
Strazianti


Scrivere
Suscita
Sogni
Strabilianti

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Autunno

Decomposizione

In questo paesaggio in decomposizione

il tempo lentamente si fa di gesso

occorre eliminare tutto l’eccesso

e spogliarsi

– come fanno le piante –

di inutili pepite d’oro

lasciare a terra cadaveri d’abito

con colori che strillano in coro

occorre cercare solitari segnali

sparsi nel paesaggio

tra odori di muschio e selvaggina

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Autunno

Trasmutante colore

Silenzio zoppicante

tra lacrime di pioggia

sto tra costole di libri dormienti

nella perfetta correlazione geometrica

della tortura triplice…

Bussa il bussare – del disperato tempo

tra la variopinta poltiglia e

tra dieci seriche ciglia…

nell’uniforme flusso dei giorni

dal trasmutante colore

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Corpo

Mal di schiena, il rimedio per guarire a volte può essere (anche) la psicoterapia

Mal di schiena, il rimedio per guarire a volte può essere (anche) la psicoterapia https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/cards/mal-schiena-rimedio-guarire-volte-puo-essere-anche-psicoterapia/interventi-non-farmacologici_principale.shtml?&appunica=true&app_v1=true

Sembra incredibile che ancora venga così sottovalutato il peso della psiche nella cura del malessere fisico.

Questo articolo, letto stamattina su Corriere Online, dà ragione a quanto, con fatica, ho detto ieri a un familiare di una persona che soffre di mal di schiena, con ripercussioni gravi sul normale stile di vita. Non cammina da una decina di giorni e sta chiuso nel suo appartamento imbottendosi di pastiglie e cerotti.

Ho già scritto settimana scorsa sulla psico-somatica. Noi non siamo solo ossa articolazioni muscoli organi, cioè corpo. Noi siamo anche cervello e cuore: emozioni e psiche.

Ieri parlando con questa persona – e sottolineando la parte psicologica di cui tener conto nel processo di guarigione – mi sembrava di essere una aliena. Come se parlassi una lingua sconosciuta. Il familiare della persona malata mi diceva: Ma se sta male va curato dal medico. Cosa c’entra la psiche?

Cosa c’entra? A volte molto. Moltissimo. Nel malessere fisico una persona si può “cullare all’infinito”. E i medici ci vanno a nozze proponendo cure su cure. Cortisone miorilassanti Voltaren e via dicendo.

Così il circolo depressionario si auto-alimenta. Non sto bene, faccio fatica a camminare… quindi mi rinchiudo a casa. Esco con la stampella. Non vado più a fare la spesa e mi faccio accudire. Non prendo il sole. Non sto all’aria aperta. Sono malato. Farò ozonoterapia dopo un mese di cura, sperando che funzioni…

Forse in questo mese di cura farmacologica affiancare una seduta a settimana di psicoterapia avrebbe dato risultati migliori.

Occorre sempre chiedersi: A quale scopo?

Cosa ci porta la malattia? Qual è la causa dell’insorgenza di un disturbo. A cosa ci conduce la malattia e come possiamo uscirne. Se vogliamo uscirne.

Come sempre va considerato” l’anche”. Mai il “solo”.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Psicosomatica

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Frammenti

Polvere

Polvere ragnava nel suo spento cervello. Polvere di tabacco anneriva i suoi duri denti. Polvere sostava sui libri mai letti. Polvere si posava – sulla bocca semiaperta – davanti alla TV. Polvere sulle stoviglie accatastate nel lavandino. Polvere grigia sulle ordinate e maniacali cose. Polvere sulle infinite scatole e scatoline, sui sacchetti nei sacchetti, negli armadi e nei cassetti. Polvere sulle bottiglie sinuose vuote in vedovanza di-vino. Polvere nello smartphone obsoleto. Polvere sul letto. Polvere anneriva le unghie e le dita inoperose. Polvere sul cumulo statico delle parole mai dette. Polvere nel suo cuore.

( Non so e non mi importa sapere da quanto tempo scrivo pubblicamente. Comunque migliaia di testi. Ogni tanto mi piace rileggere le mie cose e ripescare. Se hanno un loro valore intrinseco e non legato all’attimo fuggente, ri pubblicare. Etichetta: Ripescato)

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Attimi

Cammino

Cammino su questo caleidoscopio micro/cromatico scricchiolante

È la tavola imbandita dal cuoco Autunno. Morte e rinascita in un ciclo perenne attraverso sospiri cromatici.

Bel modo di esalare gli ultimi respiri facendosi humus per i nuovi germogli.

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Blog

MasticadoresItalia

Condivido con piacere il link di MasticadoresItalia. In questo sito compaiono interessanti articoli di amici/amiche che trovo anche su WordPress e ci sono anch’io…

MasticadoresItalia // Editore: J re crivello https://masticadoresitalia.wordpress.com/

Buona lettura