Ombra

Ho pubblicato nel blog diverse immagini della mia ombra. Era il mio modo di dire che avevo un corpo, Eletta Senso non è solo degli spiriti.

Nel 2017 scrivevo: “Anche stamattina scendendo dal lago avrei voluto fotografare la mia ombra perché il sole è sempre più basso, man mano che si avvicina settembre, e le ombre si fanno lunghe come quella di Papà Gamba Lunga”.

È incredibile. Da tre mesi, non camminando in modo autonomo, non ho ombra. Il mio corpo relegato in casa o in giardino non proietta ombre se non ammassi informi. Sono tantissime le cose che mi mancano ma camminare, mettere un piede dopo l’altro senza ausili è in assoluto la prima cosa. Non amo dilungarmi in lamentazioni per cui gioisco dei piccoli passi e progressi che faccio ogni giorno grazie anche alla fisioterapia.( Per chi non sa: tre operazioni e 22 giorni di ospedalizzazione e due mesi di gamba ingessata fasciata ferma ).



L’ombra ci appartiene quando c’è luce e proietta la forma del nostro corpo. Senza dettagli. Solo il contorno, la sagoma nera o grigia.

L’ombra è anche un tema nella psicanalisi junghiana: è un aspetto inconscio della personalità che l’ego cosciente non riconosce in sé stesso. L’ombra è quindi il lato sconosciuto di sé stessi.

È spesso e sovente a comandarci l’ombra anche se pensiamo di condurre la nostra vita razionalmente e coscientemente.

Spero di proiettare presto la mia ombra dritta e autonoma.

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