
https://www.lastampa.it/cronaca/2026/08/20/news/sei_donne_uccise_in_5_giorni
Poi c’è chi denuncia anche quattro volte e comunque muore.
Poi c’è chi non capisce perché è finita con uno psicopatico che bastava parlarne: una donna vittima in realtà non solo fa fatica a parlare della propria situazione ma, se anche ne parla, dà fastidio crea disagio persino in famiglia.
Poi si fa l’analisi psicologica della povera vittima e si cerca di capire il perché una donna così intelligente sia finita con uno psicopatico. Forse è il caso di cominciare seriamente a curare la schiera di psicopatici che si aggira incurante tra noi.
Una donna uccisa per mano del compagno è una donna che ha già subito la violenza del silenzio: tutti vedono e nessuno parla. È spesso al Pronto soccorso e nemmeno i familiari più stretti si chiedono come mai continua a cadere sulle scale o sbattere contro i mobili… Quel bel viso tumefatto, l’occhio nero, le braccia livide o spezzate. Come mai?
Siamo tutti responsabili della violenza. Per distrazione disinteresse menefreghismo. Per mancata educazione genitoriale. Perché non si insegna il rispetto anche del rifiuto. Perché lo Stato deve cominciare a tutelare seriamente chi denuncia.
Più la donna cresce, si fortifica, denuncia: più certi ometti frignano si vendicano feriscono minacciano uccidono.
Basta.
c’è una pericolosa involuzione in corso, patriarcato mediterraneo l’ultima perla.
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Hai perfettamente ragione
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La cosa più irritante è che si dia parte della colpa alla donna! Che si dica: ma come ha fatto a perdonarlo e tornarci insieme? Sminuendo così la colpa dell’assassino.
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È davvero la cosa più irritante e fa parte della cultura patriarcale. La donna deve tacere subire accettare e non cadere nella manipolazione dei bipolari psicopatici folli
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Basta davvero. Dicono che bisogna educare le donne day bambine a non lasciarsi sopraffare, ad avere rispetto per se stesse. Certamente. Ma non meno importante è educare i bambini e i ragazzi, i maschi, sin da piccoli, alla parità e ad avere rispetto per tutti, specie per le donne e pure per chi è più fragile e debole (fisicamente) di loro. L’esempio soprattutto. Le madri e i padri di giovani maschi hanno una responsabilità enorme. Scusa le ovvietà che ho scritto, dovrebbero essere normali, ma così non sono.
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Hai completato il quadro con una osservazione quanto mai valida. Si parte dall’educazione in famiglia per poi passare a tutto il resto. Lavoro duro e continuo.
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Grazie. Aggiungo un’altra banalità: noi donne dobbiamo smettere i panni della ‘crocerossina’, del tipo ‘col mio amore ti cambierò’. Velleità: non cambiano, anzi. ‘Chi trova molle, zappa a fondo’, proverbio di una mia nonna.
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