Eternizzare

Della scrittura mi piace la possibilità di fissare, eternizzare un momento, un po’ come con la fotografia o come i miei schizzi a penna fatti en plein air.

Infatti quando rileggo un brano di scrittura, ritrovato su un mio notes, rivivo esattamente quel momento come se fossi ancora lì. Così è per una fotografia su carta, preferibilmente. Così è quando rivedo un mio disegno d’ambiente.

In particolare possiedo un notes fitto fitto di scrittura riempito in una vacanza piuttosto tediosa per la persona con cui ero. Ci sono pagine che ancora, a distanza di tempo, mi fanno sorridere e ridere. Sono pezzi scritti alla Joyce. A mio parere capaci di dare tonalità più vibranti della classica prosa.

Sono pagine che mi catapultano lì. Esattamente lì.

“E per tutto il tempo, fino a ora e finché questo libro non verrà pubblicato, ormai ne sono certo, continuerò a sentire quell’euforia. So benissimo che l’euforia di scrivere non è per forza un automatismo positivo: non c’è nessun legame tra l’essere euforici e scrivere un libro buono. Però l’unico criterio che ho imparato in questo lavoro, per passare del tempo felice, visto che scrivere un libro dura qualche anno, è quello di essere euforico quando mi sveglio la mattina perché ho da scrivere il libro che sto scrivendo”. – Francesco Piccolo – La bella confusione

Lascia un commento