Il vento

Il vento ha ululato venerdì e ha rotto il ponte. Ha scardinato assi di protezione e ribaltato fioriere scavate nei tronchi. Il lago stamattina era un puzzle d’isole bianche. La signora del rifugio ha trovato la sua auto con un vetro spaccato. Il signore della diga ha avuto una finestra in vetro resina sbriciolata dalla forza dell’urlo che è soffiato. Io mi sono dovuta tenere al muro per non volare via come un personaggio di un quadro di Chagall, nel cielo.

Finalmente oggi piove dopo tanta arsura. C’era bisogno di gocce e grigio. La terra aveva sete.

Mi piacciono i fenomeni estremi, se non fanno danni. Da tre anni conosco questo luogo: è la prima volta che noto danni così ingenti dovuti al vento. Domani saliremo a tremila: danno sole e di questo mi nutrirò. Sole e neve.

Nei prati spuntano nuovi germogli ed erbe. Sono sempre stupita della rinascita primaverile, del risveglio. Amo tutte le stagioni. Ogni stagione ha caratteristiche attraenti e peculiari.

Non riuscirei a vivere in un ambiente sempre uguale perché sono facile alla noia. La variabilità mi piace nel luogo e nelle persone: che sappiano sempre stupirmi, meravigliarmi.

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