Carapace

Mi muovo meglio in difesa. Scudi alzati, lancia in resta. Preferisco il campo di battaglia: conosco ogni mossa, prevedo la direzione, pianifico strategie.

Ho un protettivo carapace in cui ritirarmi, se il tempo é inclemente, se grandina o tempesta, se il nemico è alle porte, sta attentando alle mie mura, con pericolose macchine.  Non agito mai bandiera bianca. Resisterò fino alla morte.

Non so come reagire alla bontà. Non sono allenata, preparata, non ho strumenti difensivi, sono nuda e non protetta. Non so reagire alla gentilezza, al gesto non previsto. Mi manda in crisi. Mi sento smarrita.

Datemi un orco, un mostro, un drago. So ucciderlo, so come combatterlo. Avere di fronte un essere spregevole moltiplica a dismisura la mia energia. So come fare. So cosa fare. Tagliare la testa, colpire al cuore.

Datemi un gesto dolce, una carezza: avrete vinto, sarò inerme. Spersa. La gentilezza amorevole mi sbaraglia. Più arriva inaspettata più mi stravolge.

Non sono abituata alla bontà.

20 pensieri su “Carapace

  1. Forse oggigiorno non siamo neppure più abituati alla dolcezza, alla tenerezza, ai complimenti e quindi ci sbalordisce più lei che il dover ogni giorno combattere con la cattiveria che purtroppo la si trova in ogni dove mentre la bontà è ben più rara. Buona serata Eletta 🌹

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  2. Il problema di fondo è che siamo condannati a lottare senza quartiere e senza lasciare dei prigionieri. Bontà? Gentilezza? Educazione? Ormai sono parole desuete che si trovano solo in dizionari molto datati nel tempo.

    Grazie Eletta. Hai ben descritto la situazione attuale.

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  3. Mi ha colpito profondamente questo passaggio, perché racconta una verità che spesso rimane nascosta. Ci prepariamo per anni a riconoscere il dolore, l’inganno, la delusione; costruiamo difese sempre più sofisticate. Ma quasi nessuno ci insegna a ricevere la bontà. E così, paradossalmente, ciò che dovrebbe rassicurarci ci disarma più di qualsiasi ferita.

    La gentilezza è così potente proprio perché non ci attacca,ci invita ad abbassare le mura che abbiamo impiegato una vita a costruire. E in quell’istante comprendiamo che il coraggio più grande non è resistere, ma lasciarsi raggiungere. È una riflessione di rara sensibilità, capace di trasformare una fragilità in una forma altissima di umanità. Come sempre le tue parole toccano il cuore

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