
Occorre e conviene creare un mondo nuovo con tre o quattro note. Dimenticate la parte aggressiva: certi suoni vanno meditati per risorgere.
Mescolate gli ingredienti: risate, incontri, chiacchiere, viaggi, cene, giochi, riposi. Che ve ne importa del tempo? Evaporate nel suo profumo.
Ci si sveglia con una energia nuova. Lo specchio ci rimanda una luminosa immagine. Gli uomini mi guardano indovinando l’intrigo.
Dopo gli esseri vampirizzanti ritrovo un balzo fanciullesco. Risorgo, dunque, dalle mie ceneri.
Ho sciolto i capelli leonini e ho una giacca nera di lucida pelle. Avanzo nel vicolo con il pavé sotto un cielo di ombrelli.
Per così lungo tempo mi hai pressata nel barattolo, sottovuoto. Avevo desiderio d’aria. Di volo.
Stare con un depresso, deprime. Manda giù. Non si vede il cielo.
Ripongo tutte le insulsaggini in un cassetto e chiudo a chiave. Avevi così grande spazio per disegnare nuove parole. Avevi così tanti modi per intrecciare i lacci. E così a lungo ho detto esposto steso manifesti su ogni muro. Per dodici mesi ho teso la mano.
Le donne che amano troppo alla fine se ne vanno.
( p.s. Non è cronaca: è scrittura )