Sei donne

https://www.lastampa.it/cronaca/2026/08/20/news/sei_donne_uccise_in_5_giorni

Poi c’è chi denuncia anche quattro volte e comunque muore.

Poi c’è chi non capisce perché è finita con uno psicopatico che bastava parlarne: una donna vittima in realtà non solo fa fatica a parlare della propria situazione ma, se anche ne parla, dà fastidio crea disagio persino in famiglia.

Poi si fa l’analisi psicologica della povera vittima e si cerca di capire il perché una donna così intelligente sia finita con uno psicopatico. Forse è il caso di cominciare seriamente a curare la schiera di psicopatici che si aggira incurante tra noi.

Una donna uccisa per mano del compagno è una donna che ha già subito la violenza del silenzio: tutti vedono e nessuno parla. È spesso al Pronto soccorso e nemmeno i familiari più stretti si chiedono come mai continua a cadere sulle scale o sbattere contro i mobili… Quel bel viso tumefatto, l’occhio nero, le braccia livide o spezzate. Come mai?

Siamo tutti responsabili della violenza. Per distrazione disinteresse menefreghismo. Per mancata educazione genitoriale. Perché non si insegna il rispetto anche del rifiuto. Perché lo Stato deve cominciare a tutelare seriamente chi denuncia.

Più la donna cresce, si fortifica, denuncia: più certi ometti frignano si vendicano feriscono minacciano uccidono.

Basta.

25 pensieri su “Sei donne”

  1. Sono d’accordo su quello che hai scritto. Quando lo Stato si disinteressa del problema hai voglia di promulgare leggi, dire ‘denuncia’, analizzare il comportamento della vittima come se fosse colpa sua morire ammazzata. In verità il dubbio, che fa certezza, è che la colpa è della donna che ha scelto l’uomo sbagliato. Poi nessuno ha gridato allo scandalo quando un tipo come vannacci prevede nel suo programma elettorale riportare il macho italiano al centro dell’universo, relegando la donna a semplice merce da gettare quando non serve più.

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  2. Hai perfettamente ragione, Eletta. Sottoscrivo ogni singola parola.

    È assurdo che si analizzi sempre la vittima invece di fermare e curare gli psicopatici.

    Il silenzio e l’indifferenza di chi sta intorno uccidono quanto l’assassino.

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  3. Condivido il pensiero, ma per un cambiamento culturale profondo non è sufficente dire basta, bisogna creare situazioni di solidarietà attraverso un dialogo che io, in questo momento, non riesco nemmeno a immaginare. Sperro proprio di sbagliarmi, ma io non vedo in questa soxietà un trend positivo, malgrado vengano citate statistiche che affermano che i fatti criminali siano in diminuzione.

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    1. Anch’io non vedo un cambiamento possibile ora come ora. E pensare che non è cambiato nulla in anni e anni di rivoluzione culturale ( facevo parte di un Movimento di Roma ). Anzi mi pare che ora attraversiamo un periodo di involuzione. Ciao Daniele

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  4. Basta davvero. Dicono che bisogna educare le donne day bambine a non lasciarsi sopraffare, ad avere rispetto per se stesse. Certamente. Ma non meno importante è educare i bambini e i ragazzi, i maschi, sin da piccoli, alla parità e ad avere rispetto per tutti, specie per le donne e pure per chi è più fragile e debole (fisicamente) di loro. L’esempio soprattutto. Le madri e i padri di giovani maschi hanno una responsabilità enorme. Scusa le ovvietà che ho scritto, dovrebbero essere normali, ma così non sono.

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      1. Grazie. Aggiungo un’altra banalità: noi donne dobbiamo smettere i panni della ‘crocerossina’, del tipo ‘col mio amore ti cambierò’. Velleità: non cambiano, anzi. ‘Chi trova molle, zappa a fondo’, proverbio di una mia nonna.

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