
Ero solo un po’ in disparte
a rodere le cose
a cercare un angolino
per risolvere un giochino.
Ero solo un po’ fuggita
per giocare con la vita
mi hai rimesso in posizione
richiamata all’attenzione.
Sono io il tuo signore.
Il tuo unico padrone.
Non mi son dimenticata
ero solo un po’ annoiata.
Tra le carte quotidiane
tra le polveri ammuffite
ricercare un po’ di sole
incendiare qualche lite.
Ero solo un po’ distratta
troppo avvolta nell’ovatta.
M’hai lasciata tutt’a un tratto
isolata nel distacco
senza tatto
senza amplesso
senza resto
senza appello.
Ricordarmi del tuo amore?
Risonavano le ore.
Devo andare
devo fare
non ho tempo
per giocare.
Poesia d’estate 1
Mi colpisce moltissimo il contrasto tra la leggerezza quasi infantile del ritmo e ciò che, invece, le parole stanno lentamente consegnando. Sembra una filastrocca, ma sotto quella musicalità c’è qualcosa che stringe.
Quel continuo «ero solo…» ha il sapore di una giustificazione pronunciata quando ormai giustificarsi non serve più. E poi arrivano quei versi spezzati senza tattosenza amplesso …senza resto senza appello… e improvvisamente il gioco smette di essere gioco.
Ma il punto che trovo più feroce è proprio alla fine… «non ho tempo per giocare». Perché forse, mentre siamo occupati a vivere, dimentichiamo che esistono cose che non aspettano che troviamo il tempo per loro.
Una poesia apparentemente semplice.
Di quelle che sorridono mentre, sottovoce, ti stanno dicendo qualcosa di terribilmente serio. È la tua poetica Poeta attira a se…straordinaria sempre.
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Ti ringrazio. Mi piace giocare anche con le parole… Altrimenti mi annoio per troppa serietà 😉 sempre gentile 🩵
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Bella e piena di ritmo quasi musicale.
Bella serata
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Buongiorno 🩵
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Pomeriggio
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