Poesia d’estate 2

Ero solo un po’ in disparte

a rodere le cose

a cercare un angolino

per risolvere un giochino.

Ero solo un po’ fuggita

per giocare con la vita

mi hai rimesso in posizione

richiamata all’attenzione.

Sono io il tuo signore.

Il tuo unico padrone.

Non mi son dimenticata

ero solo un po’ annoiata.

Tra le carte quotidiane

tra le polveri ammuffite

ricercare un po’ di sole

incendiare qualche lite.

Ero solo un po’ distratta

troppo avvolta nell’ovatta.

M’hai lasciata tutt’a un tratto

isolata nel distacco

senza tatto

senza amplesso

senza resto

senza appello.

Ricordarmi del tuo amore?

Risonavano le ore.

Devo andare

devo fare

non ho tempo

per giocare.


Poesia d’estate 1

5 pensieri su “Poesia d’estate 2”

  1. Mi colpisce moltissimo il contrasto tra la leggerezza quasi infantile del ritmo e ciò che, invece, le parole stanno lentamente consegnando. Sembra una filastrocca, ma sotto quella musicalità c’è qualcosa che stringe.
    Quel continuo «ero solo…» ha il sapore di una giustificazione pronunciata quando ormai giustificarsi non serve più. E poi arrivano quei versi spezzati senza tattosenza amplesso …senza resto senza appello… e improvvisamente il gioco smette di essere gioco.
    Ma il punto che trovo più feroce è proprio alla fine… «non ho tempo per giocare». Perché forse, mentre siamo occupati a vivere, dimentichiamo che esistono cose che non aspettano che troviamo il tempo per loro.
    Una poesia apparentemente semplice.
    Di quelle che sorridono mentre, sottovoce, ti stanno dicendo qualcosa di terribilmente serio. È la tua poetica Poeta attira a se…straordinaria sempre.

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