Già detestavo

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Già detestavo l’estate con le lunghe inutili giornate assolate e tutto quel caldo che s’imprimeva in ogni tuo passo; il cicaleccio dei turisti, lo sciamare a gruppi, zaini e borracce tutti a petto nudo a rinfrescarsi nella mia fontanina.

Già detestavo questa luce invadente che si insinuava in ogni angolo, e il rumore dei tagliaerba. ( Pare che i prati si moltiplichino d’estate e che non ci sia meglio da fare).

Con il mio nero tutore ora barcollo per trovare un po’ di pace in giardino e guardo la selva che sta soffocando la menta, il timo, la salvia e la lavanda. I fiori li ho disdetti. Mi restano le rose delle quali non riesco a raggiungere il profumo.

Arriverà il giorno dei temporali d’agosto quando con due gambe e due piedi ben piantati riprenderò in mano il mio grembiule da ortolana?

42 pensieri su “Già detestavo

  1. Leggendolo, ho avuto la sensazione che l’estate sia solo la scenografia di questo racconto. In superficie ci sono il sole, i turisti, il rumore dei tagliaerba e il caldo che invade ogni cosa. Sotto, però, mi è sembrato di leggere altro – il rapporto difficile tra chi è abituato a prendersi cura delle cose vive e il momento in cui, suo malgrado, è costretto a guardarle crescere da lontano.

    Mi ha colpito il fatto che il tutore venga quasi accennato, mentre il giardino occupa il centro della scena. La menta, il timo, la salvia, la lavanda, le rose che non si riescono a raggiungere, più che piante sembrano presenze care dalle quali ci si sente momentaneamente separati.

    E poi c’è quella domanda finale che, a mio avviso, assomiglia più a una promessa che a un dubbio. Non l’ho letta come la paura di non tornare, ma come l’immagine nitida di un ritorno già immaginato. Come se tra le righe ci fosse la certezza che arriverà di nuovo il tempo delle mani nella terra, dei profumi ritrovati e dei passi sicuri.

    È questo che mi è rimasto – non il fastidio per l’estate, ma la forza silenziosa di chi, anche mentre è costretto a fermarsi, continua a guardare avanti. E forse proprio per questo i temporali d’agosto, alla fine, sembrano quasi una stagione della speranza.

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  2. Guarda riguardo l’estate puoi ben capire come la penso, non vedo l’ora che sia ottobre, vivere di notte a 30°C e di giorno a 38°C puoi ben capire come mi fa sentire. 🤷‍♂️Davvero non capisco chi ama l’estate. Riguardo te, coraggio, passerà anche questo brutto periodo e tornerai a camminare sui tuoi sentieri 🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗

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  3. Ritornerai a camminare senza impedimenti a prenderti cura dei tuoi fiori e del tuo orto, ma nel frattempo cerca di trovare un diversivo al caldo, occupare al meglio il tuo tempo con serenità in attesa di agosto, perché il tempo è prezioso e non torna indietro.

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          1. Ho anche un forte mal di testa. Purtroppo aiutare gli altri è molto più difficile, per me lo è decisamente misurarmi con il dolore altrui. Il mio, in qualche modo, ho imparato a gestirlo. Quando non abbiamo la nostra autonomia è tutto più complicato, passerà.
            Ti ringrazio molto! 🤗

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  4. Per tutta la scorsa estate ho indossato anch’io un nero tutore. Frattura della rotula, affare non da poco. Come te, zompettavo in giardino maledicendo le erbacce che crescevano indisturbate, la lavanda che soffocava il timo e la salvia, le rose che non potevo potare e sfiorivano tristemente. Quel periodo è passato, come ogni cosa, ti auguro di tornare a rifiorire presto.

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