Quadrato di cielo

Questo è il quadrato di cielo che vedo dal mio letto d’ospedale.

Tutto ciò che desidero è fuori.

Il dottore dagli occhi blu si è fermato a parlare stasera dandomi le pastiglie. Abbiamo convenuto quanto in ospedale non venga tenuto conto della parte del benessere che va al di là della cura dell’arto o del corpo. Quanto può favorire il benessere e quindi la guarigione portare i degenti a prendere aria sole e cambiare paesaggio. Mi viene in mente il magnifico film “Qualcuno voló sul nido del cuculo”.

Uscire. Non restare come mummie mummificate ante tempora. Tener conto dell’anima. Delle passioni, dei desideri. Fare gruppi di lettura, di pittura, di ascolto. Fornire uno psicologo, un appoggio. Permettere a ciò che sta fuori di entrare. Pet terapy, art terapy, ludo terapia.

Non stare immobili come cadaveri a guardare un muro bianco su cui si proiettano le luci dal mattimo alla sera.

Non stare immobili a guardare le montagne fuori. Mi hanno detto che là – al di là della finestra – c’è la torre più alta del VCO. Ho deciso che quando sarò guarita e riprenderò a camminare devo proprio andare lì a vedere al di là del vetro, finalmente dentro nel rettangolo di questo bel borgo. Montecrestese.

( testo scritto ieri sera: sabato )

5 pensieri su “Quadrato di cielo

  1. Bel paesaggio da ammirare, tuttavia è certo molto meglio starci dentro. Contenta che tu stia guarendo. Certo che una frattura al piede ha dato un bel po’ di complicazioni.

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