Imparare

Come ho sempre detto/scritto ogni esperienza non è vana, ma ci insegna qualcosa.

Guardo fuori i monti nel mio ventunesimo giorno di ospedalizzazione e penso:

Essere grati ogni giorno di ciò che abbiamo: aria luce vento cielo. Ricordarsi che non è un dato assodato.

Essere grati ogni giorno se possiamo camminare, parlare, usare mani e braccia, pensare, giocare, vedere, sentire i profumi, scrivere e disegnare

Essere grati ogni giorno per tutti quelli che ci sono vicini nel momento dello sconforto e imparare a stare vicini a chi ha bisogno

Essere grati di farsi una doccia ( io non ne faccio per ovvi motivi dal 17 maggio) essere grati per avere i capelli in ordine e un aspetto decoroso

In questo quasi mese di degenza ho visto passare molte persone con diversi traumi: pochi giovani, molti anziani. Femori, polsi, caviglie, omeri… Sono arrivate barelle a portare incidentati e ho visto dimissioni.

Ho sentito lamenti e lamenti. Sono scesa al gelo della sala operatoria due volte.

Ho trovato personale attento e cordiale. Un sorriso, una battuta fa sempre bene. Ormai faccio parte dell’arredamento e quando si chiuderà questa lunga parentesi resteranno tutti questi frammenti di ricordi. Come i frammenti delle mie ossa rotte.

Se tutto va bene ancora qualche giorno poi ritornerò a veder le stelle ( non quelle metaforiche del dolore, ma quelle meravigliose che stanno nella palpitante notte)  e a sentire il sole sulla pelle. I suoi raggi, il suo calore.

Lascio questo link. Davvero un bellissimo testo.

Resilienza e pazienza

2 pensieri su “Imparare

  1. Il testo è veramente bello, è un inno alla vita come il tuo post. Mi sembra di percepire una speranza e una determinazione più evidente rispetto ai giorni scorsi. Ti auguro di lasciarti alle spalle presto i momenti di dolore che hai vissuto e poter finalmente camminare e muoverti di nuovo.

    "Mi piace"

Lascia un commento