Angoli


Ci sono angoli – su questa Terra – che diventano, nelle diverse fasi della vita, i “nostri posti”.


Nella precedente fase era un angolo del bosco con dei tavolini di legno e panche. Era il “nostro posto”: come se lo avessimo comprato. Quando qualche incauto passante voleva fermarsi a riposare un poco, lo sentivamo come un intruso o un ospite indesiderato. Perché lì noi arrivavamo la mattina con il nostro cestino da picnic. Poi io costruivo la tenda per riposare dopo pranzo e fare all’amore.
C’era sempre un quotidiano da leggere insieme a libri e taccuini per disegnare.
Ce ne andavamo a sera.
Su uno dei tavoli deve esserci ancora impresso il nostro monogramma.



In questa nuova fase il posto è un mulino. Un signore tempo fa, gentilmente, ce lo ha aperto e fatto visitare. Ha spiegato tutti i meccanismi e sistemi tra grandi ragnatele.
Qui non c’è nessun monogramma anche perché l’unico tavolo è di pietra. Ma anche qui ci sono libri e taccuini per disegnare e, spesso, acquarelli.

Anche qui chi arriva a invadere lo spazio – fatto di quiete silenzio e cinguettii – è considerato un intruso.

9 Comments

  1. capita di sentire come nostri certi posti, magari perché li abbiamo vissuto con la persona amata, e in qualche modo ci hanno regalato attimi speciali. Poi magari con occhi diversi li guardiamo da adulti e non riconosciamo più in quei posti l’unicità del nostro ieri….

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