Reencuentro

Questi tre libri editi da Bompiani e dedicati al dialogo tra Osvaldo Ferrari – che pone riflessioni e domande – e Jorge Luis Borges che risponde, sono un cofanetto capolavoro.

Come alcuni libri della mia biblioteca val sempre la pena di riprenderli in mano e rileggerli la sera prima di dormire. Borges è un saggio, prima che uno scrittore tra i più amati. I suoi argomenti – sempre pacati – toccano il senso dello scrivere e del vivere.

Ieri sera ho trovato questa poesia che trascrivo:

Labirinto

Zeus non potrebbe sciogliere

le reti di pietra che mi stringono.

Ho scordato

gli uomini che fui; seguo l’odiato

sentiero di monotone pareti

ch’è il mio destino. Dritte gallerie

che si incurvano in circoli segreti

passati che sian gli anni…

Parapetti

in cui l’uso dei giorni ha aperto crepe.

Nella pallida polvere decifro

orme temute. L’aria m’ha recato

nei concavi crepuscoli un bramito

o l’eco di un bramito desolato.

Nell’ombra un Altro so, di cui la sorte

è stancare le lunghe solitudini

che intessono e disfanno questo Ade

e bramare il mio sangue, la mia morte.

Ci cerchiamo l’un l’altro. Fosse almeno

questo l’ultimo giorno dell’attesa.

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