Categorie
Blog

Non sopporto…

Ora ve lo devo proprio dire. Nei blog non sopporto i pezzi lunghi. Per leggere molto e a lungo ci sono i libri e i quotidiani. A parer mio.

Apprezzo, al contrario, i pezzi corti. Più corti sono, più li apprezzo. Mini storie, mini racconti, mini esperienze.

Poche righe, a volte, dicono di più di molte lunghe parole.

Per questo motivo mi scuso in anticipo, ma non leggerò mai articoli postati che richiedono una lunga concentrazione e molto tempo.

Devo leggere ancora molti classici che mi mancano. Il tempo è prezioso.

Naturalmente è sempre una questione di misura ed equilibrio. Ci sono persone che postano articoli interminabili, lunghissimi. Francamente non so quanti sono disposti a leggerli dall’inizio alla fine eppure mettono “mi piace”…

Non so quantificare il tempo ottimale di lettura, ma diciamo – considerando che per lo più leggo sullo schermo dello smartphone – diciamo che un articolo per me è già lungo se obbliga a più di dieci spinte in su nello scorrimento della pagina.

Vediamo questo che sto scrivendo e che ora, per coerenza, terminerò quanti scorrimenti permette e obbliga.

Uno, al massimo due. Ok. In stampa!

Categorie
Blog

La Dea non sono io

Strano destino il suo. Era una dea e viveva sull’Olimpo. Lontana.

Lassù era perennemente desiderata. Perché era distante ed eterea.

Qualcuno, ogni tanto, subisce la fascinazione di Eletta Senso, ma Eletta non sono io. O meglio Eletta non è esattamente e interamente quella persona che sono io. E’ il deposito della mia energia. L’estratto del mio spirito. La nuvola del mio vagare.

C’è una sensibile fascinazione in Eletta Senso. Come c’è fascinazione in qualsiasi persona di cui vediamo/leggiamo tracce che ci incuriosiscono senza conoscerla nel quotidiano.

Chi non amerebbe una donna che dà di sé -quasi sempre- la parte migliore? Eletta non sta in ciabatte e non appare mai stanca. Nelle immagini postate, quasi sempre di modelle bellissime o belle, la donna appare nella sua veste più seducente. Ferma, in posa, con la luce giusta. Ore e ore di trucco, un’equipe che prepara lo scatto.


Siete mai stati in uno studio fotografico a vedere come si preparano le modelle? Io sì. C’è il parrucchiere, il truccatore e chi si occupa degli abiti e delle scene, delle luci. Le ho anche viste le modelle trasformarsi sotto le abili mani. In poco tempo da scialbe, di una bellezza normale, diventare divine.


Ecco Eletta dà di sé l’immagine migliore. Chi subisce la sua fascinazione – in realtà – non ama che il simbolo che richiama: la misteriosa, la seducente, la distante, l’irraggiungibile. L’artista, la Musa.

Amare, invece, è amare proprio quella persona lì: amarla con tutte le luci e le ombre della giornata; amarla quando è splendida e quando è stanca e sfinita. Amarla nel riso e nel pianto.
Amare le sue qualità e i suoi difetti. Amarla intera e vera. Esattamente com’è, senza desiderare di cambiarla. Nessuno ama veramente Eletta Senso perché Eletta Senso non esiste se non come proiezione.

Qualcuno apprezza la scrittura e l’arte di Eletta Senso. Questo è tutto. Attraverso questo nickname io ( …………… ………….) esprimo quello che sono.

Categorie
Blog

Al di là delle parole: 10 anni da blogger

Al di là delle parole ci sono le immagini del mio blog.

Ogni immagine grafica – creata a mano su carta o digitale – mi ha preso molto tempo energia ricerca.

Nevica fuori. Così mi son detta: buona musica nello stereo e creo qualche immagine per il mio blog.

La mano funziona meglio e la tavoletta grafica aiuta.

Non ho mai tenuto conto del numero delle immagini create da quando sono diventata una blogger: 19 marzo 2021. Caspita esattamente dieci anni fa!

Quante immagini nel mio primo blog Tranellidiseta: più di 3000 post, e altrettante immagini…

Alcune tra le più belle immagini le ho riutilizzate anche qui. Molte altre no. Allora non avevo ancora una buona macchina fotografica e quindi più che altro erano immagini grafiche.

In questo blog ho postato più immagini fotografiche che grafiche. È solo ultimamente che – per via del braccio che ancora non ha abbastanza forza per sostenere la Reflex – ho dovuto scegliere le immagini grafiche mie o trovate nel web.

Ci vuole occhio per fare una buona fotografia – dicevo ieri a mia figlia che si sta avvicinando al mondo magico della fotografia.

Da sempre adoro le immagini. Da sempre osservo con gusto le immagini di grandi fotografi. Da sempre osservo immagini di artisti: quanto mi manca una bella visita a una esposizione d’arte… Quanto mi manca immergermi nell’arte.

Occorre nutrirsi di buone immagini per fare buone immagini. Per avere l’occhio che fa inquadrare esattamente quel dettaglio o angolo…

La fotografia è arte quanto l’arte pittorica. Quanto l’arte cinematografica. Un buon regista ha occhio quanto un buon fotografo o un buon pittore.

Per avere un buon occhio occorre tener conto di tutti gli elementi di una composizione. Peso linee punti masse luci ombre piani colori contrasti dinamica…

Dal web Matisse

Secondo il mio modo di vedere, l’espressione non è la passione riflessa in un volto umano o rivelata da un gesto violento.

L’intera composizione dei miei quadri è espressiva.

Lo spazio occupato dalle figure e dagli oggetti, gli spazi vuoti circostanti, le proporzioni, tutto ha la sua parte.

Henri Matisse – Notes d’un peintre

Categorie
Blog

Quattro anni

Categorie
Blog

Asimmetria ( testo rivisto grazie ai vostri commenti)

Immagini grafiche di Eletta Senso

Asimmetria


Ho sempre valutato l’asimmetria tra chi pubblica in un blog – e chi legge – come dannosa se le due persone sono legate da un rapporto affettivo non equilibrato.


Il blog non è altro che un diario pubblico in cui si annota il nostro pensare. Traccia delle scosse sismiche del nostro sistema nervoso e della nostra vita.


Logicamente ci sono diverse modalità di apertura o copertura in chi scrive. C’è chi mostra senza censura, la nuda realtà quotidiana senza educorarla…

E c’è invece chi finge cattura e mette in luce sempre e solo gli aspetti positivi, quasi non ci fossero zone d’ombra. O scrive di argomenti vari, ma mai personali…


Mi è capitato almeno due volte, per una mossa incauta, che l’uomo con cui avevo iniziato un rapporto più o meno affettivo, scoprisse il sito dove scrivevo.


Come sa chi mi segue da anni Eletta Senso è un nickname, scelto non per nascondermi ma, semplicemente, per essere libera di osservare descrivere esternare senza limitazioni esterne ciò che desidero scrivere.


Durante le conversazioni un accenno a una cosa scritta, al tema argomento di un mio post, ha fatto scattare la ricerca e non è stato poi così difficile per i due uomini, alla fine, trovare il mio blog.
E cominciare a leggere leggere leggere che è come indagare e spogliare.


Mentre io non ho mai avuto uno straccio di pagina su di loro. Un’altra finestrella da cui guardare.
Tranne che il rapporto vis a vis.
Null’altro. Non centinaia e centinaia di scritti a dire e raccontare chi è la persona che scrive e racconta. Il come quando dove e perché.


C’è dunque per me questa asimmetria veramente pericolosa, oltre che fastidiosa e mi sono sempre chiesta come fanno nelle coppie sposate o conviventi in cui o il marito o la moglie scrive su un blog e l’altro partner no. A meno che ci sia una continua aperta franca comunicazione. Aspetto che francamente non mi pare di notare in molte coppie.

Ho dovuto rileggere questo articolo come sempre scritto di getto senza particolari riletture e revisioni, perché ho capito dai commenti che non ero stata chiara.

Io sono esattamente come sono sia qui che nel quotidiano. Chi mi conosce personalmente sa che sono fin troppo franca aperta chiara trasparente… Non è questo il punto. Non è un tema di doppiezza per chi tiene sempre una condotta coerente e trasparente sia quando scrive sia quando parla in presenza.

È il contrario che volevo sottolineare e che crea asimmetria: il peso era sull’altro che, invece non dicendo non essendo trasparente e comunicativo, non lasciando tracce del suo vissuto poteva tranquillamente sedersi alla finestra a guardare la realtà scritta dall’altro senza però mai fare vedere la sua vera faccia la sua intimità…

Faccio i miei più sinceri applausi alle coppie che sanno parlarsi raccontarsi confidarsi dirsi… Ma, dato che non sono nata ieri, so anche di molti uomini che nascostamente chattano la notte o sul lavoro con altre donzelle per far splendere un po’ il proprio ego acchiappa acchiappa… Lo stesso vale per molte mogli. Insomma non venitemi a raccontare che nella coppia è sempre tutto esposto al sole come lenzuola appese…

Categorie
Blog

Buongiorno tra quantità e qualità

Mi auguro che ci sia una buona proporzione tra qualità e quantità
Categorie
Blog

Seicento

Immagine fotografica di Eletta Senso

Ringrazio tutti quelli che hanno deciso di seguirmi. In questa giornata buia più di seicento.

Aprire un blog è relativamente semplice, ma per tenerlo in vita occorre lavoro.

Senza lavorare – sulla scrittura/lettura e sulla comunicazione – non c’è blog.

Avere un blog non è solo un gioco, ma è anche un gioco perché è bene non prenderci troppo sul serio.

Il mio blog è nato qualche anno fa. Cerco di curare le immagini, quasi totalmente mie fotografie e grafiche, quanto i testi.

Nel tempo molte persone sono arrivate, qualcuno è rimasto, qualcuno se n’è andato. Incontri effimeri o durevoli. Incontri nel virtuale importanti – a volte – più degli incontri del reale perché il terreno emotivo/culturale è simile.

Prima di seguire qualcuno nel sito leggo sempre quello che ha scritto. Non amo la volgarità d’immagine o verbale nei blog. Non amo l’uso pornografico del corpo e della scrittura.

Mi piace chi racconta la verità del quotidiano, naturalmente dal suo punto di vista. Non c’è la Verità Universale.

Mi piace chi lavora sul linguaggio cercando di non essere banale e con una ricerca stilistica.

Mi auguro che i miei testi, sempre scritti di getto, possano lasciare dei semi buoni.

Sono in ricerca continua come tutti i viandanti su questa terra. Buon viaggio, dunque. Buoni orizzonti.

Eletta Senso

Categorie
Blog

Domenicale

https://almerighi.wordpress.com/2020/07/05/gioielli-rubati-99-eletta-senso-luciana-riommi-maria-allo-anna-maria-curci-franz-carlo-molinari-enrico-tartagni-italo-bomassi/

Categorie
Blog Scrivere

Francamente

Immagine grafica di Eletta

Per alcune questioni di ricerca ho rivisto, scorrendoli, gli innumerevoli articoli del mio sito.

Francamente non riesco proprio a capire come qualcuno, pur leggendomi da anni e conoscendomi, non abbia ancora capito nulla di me.

I temi ricorrenti su cui scrivo già raccontano.

Alcuni episodi descritti in maniera talvolta brutale, cioè senza fronzoli maschere veli e abbellimenti.

Il mio continuo richiamo all’importanza dell’etica.

Il mio continuo richiamo all’importanza della comunicazione e della responsabilità individuale.

Come vivo. Cosa amo. Cosa mi piace. Tutto scritto nelle e tra le righe. Eletta Senso è il mio nickname ma Eletta Senso – alla fine – sono io.

C’è qualcuno che, pur avendomi conosciuta e frequentata, pur avendo delle ulteriori carte in mano per “leggere” che persona sono, incredibilmente non ha ancora capito chi sono: pregi e difetti compresi.

E si ostina a non capire. Penso di essere piuttosto tenace. Penso di avere una buona dote di energia. Ma arriva un certo momento in cui è bene abbandonare il terreno della deficienza per approdare verso lidi di minima comprensione. Là dove non si deve spiegare/rispiegare, dire/ripetere fino alla noia, motivare/stimolare chiedere cercare saldare.

Più di così non è possibile fare. Chi vuol capire ha già capito. Chi non vuol capire non capirà mai.

Naturalmente non mi sto riferendo a voi che mi seguite, ma non mi conoscete.

Non ho mai avuto la fortuna di avere un rapporto affettivo o amicale con una/un blogger. Mi sarebbe piaciuto sapere di più attraverso i suoi scritti. Perché comunque la nostra scrittura comunica, dice, racconta anche la parte più sotterranea – e forse meno evidente nel quotidiano.

Avevo una amica che leggeva i miei testi ad altre amiche vantandosi di conoscermi. Evidentemente leggermi non è servito poi a molto considerato il pessimo comportamento che ha avuto con me.

Sono davvero pochissime le persone a cui ho dato l’opportunità di “leggermi”. Le posso contare sulle dita di una mano.

Se poi la fiducia viene ricambiata con la deficienza – cioè la mancanza assoluta di comprensione – non mi rimane che bloccare per sempre la possibilità di venir letta, almeno come Eletta.

Categorie
Amicizia Blog

Anche qui

Immagine fotografica di Eletta

Anche qui c’è calore. Io lo trovo. Nei vostri commenti. Non vi conosco, ma vi conosco. Uno per uno. E state diventando sempre più dei vicini anche se lontani.

È una questione di cuore. Di condivisione e di sensibilità. È sentirsi parte di una comunità, anche se virtuale ( a volte, ahimè, più presente della comunità reale ).

Mi auguro che non manchi nessuno in questo tempo nero, che non ci siano strane vuote pagine bianche infinite. Mi auguro di trovare le vostre parole saltellanti, mi auguro di leggere le vostre storie riflessioni poesie, mi auguro di vedere le vostre immagini e i vostri dipinti ancora per molto e molto tempo. Scrivere e condividere il nostro diario quotidiano, i nostri frammenti di vita è un altro modo di affacciarsi ai balconi cantando. Creiamo comunità condividendo scrittura che è il nostro specifico modo di esserci.

Intanto vi abbraccio tutti forte. Come ha scritto qualcuno ultimamente: che si senta il mio sincero abbraccio.

Categorie
Blog

Ci vuole tatto

Immagine fotografica di L.

Detesto la volgarità. In tanti anni di scrittura ho letto di tutto e, naturalmente anche di erotismo. Anais Nin e i suoi diari, per esempio. L’erotismo non è pornografia. L’erotismo attiene più all’estetica. La pornografia attiene all’osceno.

Osceno significa fuori dalla scena, qui per chi scrive oscenità significa anche essere fuori dal contesto. In questa marea di testi di WordPress tutti noi scriviamo frammenti di vita. E, nella nostra vita, entra anche la sessualità e l’erotismo. Ci vuole grazia a raccontare la sessualità. Che rimane, comunque, cosa intima.

Ci vuole tatto e allusività. Far capire senza far vedere l’intero della scena. Piccoli tocchi e non l’esplicito.

Così come inorridisco davanti a errori ortografici, così non sopporto la volgarità nel linguaggio. Certi termini lasciamoli al linguaggio gergale.

Per questo non seguo blogger che scrivono senza rispettare l’uso corretto della punteggiatura e le regole ortografiche. Per questo non seguo blogger che scrivono volgarità.

Categorie
Blog

Io non sono io

Immagine grafica di Eletta

L’immagine, e le immagini, che accompaiano il mio nickname non sono mie fotografie, istantanee o ritratti. Questa è una modella immortalata da uno dei migliori fotografi italiani che ho rielaborata graficamente. Non sono io. Perché io non sono una ragazza né una modella. Ho fatto la modella anche, ai tempi. Ma non ultimamente.

Ci sono persone che sono affascinate da Eletta Senso che, ripeto, non sono io. Sono ammaliate sedotte dal fantasma, dall’Imago, dalla Fata Morgana, dalla dea evocata da un’anima senza corpo, errante ed eterea.

Non da me. Che ho carne ed ossa. Che ho temperamento tic e caratteristiche dovute al carattere: piuttosto forte, difficilmente addomesticabile.

Sono anni che scrivo come blogger. Sono anni che devo ripetere di fare attenzione: a non farsi ammaliare dalla superficie, dal packaging, dal falso. Dalle immagini, normalmente belle, dalle parole normalmente elette. Io non sono Eletta Senso. Lei è una mia creatura e non ha sangue se non il soffio vitale che io le dono.

Un giorno, forse, come fanno già altri, anch’io dirò chi sono e ci metterò la faccia. Come già detto diverse volte: per ora nascondermi mi serve per osservare, senza essere vista, come birdwatchers nelle aree di osservazione nei canneti.

A differenza di altri che si celano dietro nickname, mi pare di non offendere nessuno e di postare riflessioni decisamente tendenti al bello. Piccoli apporti di riflessione che prendono spunto da quello che leggo o vivo.

Categorie
Blog

Libertà

Quando mi chiedono cosa faccio, rispondo: scrivo e mi occupo di grafica. Quando mi chiedono cosa scrivo, difficilmente parlo dei libri pubblicati e dei blog. Quando mi chiedono il nome del mio blog non lo dico.
Generalmente non capiscono perché.
Se non sorvolo e gli interlocutori insistono rispondo: – Per una questione di libertà.

Non ho mai dato, tranne rarissime eccezioni di persone fidate, il nome del mio sito. Non so com’è per voi che scrivete in un blog, ma per me la libertà di scrittura viene sopra ogni cosa.
Essere un nome qualsiasi, non essere letta da conoscenti mi permette di scrivere quello che desidero, senza paletti limiti e confini.

Certo: perdo un sacco di persone che potrebbero seguirmi, potrei aumentare il mio pubblico. Questo è il prezzo che pago. Ma sono comunque paga di quelli che mi seguono in base a ciò che scrivo e comunico senza sapere chi realmente sono.

Ma lui ti legge?
Qualcuno mi ha chiesto. Sì, mi legge. Ma non perché io gliel’ho chiesto, anzi più volte ho sottolineato che non è corretto.
Diverso sarebbe in una coppia dove entrambi scrivessero. Allora la lettura dell’uno potrebbe essere di stimolo all’altro e viceversa.

Detesto le limitazioni.
Desidero essere libera di scrivere tutto quello che osservo: riguardi un paesaggio, un momento, una sensazione, una riflessione, dei comportamenti.

Se sapessi che Tizio Caio e Sempronio non aspettano altro che andare a vedere cosa scrivo di loro, come potrei essere libera di scrivere quello che penso senza censure?

Non mi interessano approvazioni ed applausi. Mi interessa scrivere perché così mastico la vita. Non posso fare a meno di annotare quel che vivo. Così come respiro.

C’è verità nella mia scrittura. Può piacere più o meno. Ma non c’è maschera schermo diaframma.

Categorie
Blog

Due anni qui

Ieri sera mi è arrivato il mio stemma regale per il secondo anno di pubblicazione. Waho.

Due anni. In allegra compagnia. In questa piazza virtuale tra cicalecci e discorsi con un brandy. Eravamo quattro amici al bar. Incontri scontri alterazioni discussioni empatia simpatia.

Di là, nell’altro blog c’era un’aria un po’ muffita. Intelligenza chic e choc. In alcuni anni facevo mille visualizzazioni al giorno. Non ho mai capito perché. Ma c’era un diaframma un vetro. Non c’era calore. Anche se in quello spazio ho trovato diverse persone squisite e ho fatto due incontri ” speciali”.

Nell’altro blog – che è seguito dopo la creazione del primo, racconto i sogni. L’altra parte notturna. Inconscio e simboli. In questo periodo non ricordo i sogni perché rimandano a ferite. Non ho voluto chiuderlo: come il primo é un vaso aperto che può raccogliere ancora appunti. Piazze che posso ancora visitare.

Qui mi trovo molto bene. Mi piace salterellare da un blog e l’altro, come se facessi visita ad amici. Come stai? Come ti gira oggi la vita?

Si sta raccolti intorno al fuoco a raccogliere frammenti.

Ringrazio tutti. Chi mi fa ridere. Chi mi fa riflettere. Chi mi fa giocare. Chi arriva e sparisce. Chi inventa storie. Chi scrive in poesia. Chi spiega l’arte la letteratura la cultura la cucina la storia il viaggio la tappa il percorso. Chi racconta se stesso.

Due anni qui. Con tutti voi.

Categorie
Blog

Siti fantasmi

Non so se capita anche a voi con la mia stessa frequenza: arriva un like a un post. Vado a vedere chi me lo ha messo, se è nuovo e: voilà il sito è stato cancellato.

Creato e cancellato.

A quale scopo?

Io mi sono fatta un’idea. Un mio ex, un mio ex fidanzato, amico, spasimante che non trova altro modo che segnare il territorio così. O un’amica che vuol fare dispettucci da ochetta.

Ha senso? Mah. Per me non molto. La cosa non mi inquieta più di tanto, come vedere una mosca posata e poi sparita. Embè?

C’è gente al mondo assai stramba.

Categorie
Blog

Diario nel web

Tanto per chiarire la mia posizione qui:

c’è una definizione che trovo ogni tanto nelle parole crociate che recita: ” diario nel web”, la risposta è Blog.

La prima volta che l’ho letto sono rimasta un po’ stupita. Eppure di blog attualmente, anche se a fasi alterne, ne seguo, curo e possiedo ben tre.

Oltre a scrivere nei miei blog, seguo e leggo altri blog.

I temi contenuti gli argomenti gli stili sono diversi, spesso diversissimi. Ma la maggior parte dei blog è comunque un diario: quello che faccio, perché lo faccio, quando, con chi, dove e come.

Vado in bicicletta, cammino in un bosco, incontro una persona, faccio un viaggio, scrivo una poesia, leggo e descrivo un quadro una fotografia… un momento, un attimo, un’ emozione e la condivido.

Se non ci foste voi a leggere ora – con i vostri occhi azzurri castani grigi verdi neri vispi stanchi assonnati belli – io ora che scriverei a fare su questa tastiera?

Noi scriviamo per comunicare e condividere. Cosa?

Gioie dolori stanchezze problemi accidenti e incidenti progetti e vita. Sempre e comunque vita. Vita vera.

C’è chi sta poco bene fisicamente, chi sta poco bene emotivamente.

La domanda è: lo deve dire? Lo deve comunicare?

Facciamo un passo di lato, nella vita reale.

Io, come voi, ho amiche e amici.

Una discussione, argomentazione fatta proprio ultimamente, verteva proprio su questo tema: dire o non dire?

La mia amica F. mi ha detto:

– … meglio che non dici la tua situazione a M.

M. è un’altra mia amica.

Dato che in questo periodo non ho molta riserva di tolleranza sono proprio sbottata:

– Perché non dovrei dire a M.? Perché dovrei tacere quello che sto vivendo? Io se sto bene dico sto bene. Se sto male dico sto male, tenendo conto che anche se non lo dico, me lo si legge in faccia. E poi, a cosa servono le amiche se nei momenti peggiori non si può nemmeno dire?

Noi donne abbiamo una cosa da secoli che si chiama: confidenza. Usiamola, perdinci.

E chissenefrega se poi “quella che pensavi amica” non fa che ripetere:

– Continua a lamentarsi del comportamento del suo uomo ma poi sta sempre con lui.

Ebbene? Magari una vera amica sa tutti i risvolti, anfratti, pieghe della situazione. Dovrei tacere e fare la donna “solare” che sta sempre così tanto bene ed è sempre così tanto cercata amata? No. Grazie.

Ho avuto un’amica che tempo fa mi ha parlato in un caffè per un’ora e più di una sua particolare situazione familiare che, evidentemente, la preoccupava.

Sono rimasta ad ascoltare. Mi sono fatta semplicemente anfora. Ho raccolto il suo sfogo, la sua intima confidenza. In quel momento lei aveva bisogno di raccontare.

Perché raccontare è già un po’ risolvere.

Per terminare: la vita è veramente interessante e complessa. Le mie rare e vere amiche sanno, grazie a una frequentazione frequente ( perdonate il tautologismo ), sanno tutti i risvolti della mia situazione. Hanno visto osservato conosciuto gli attori anche fuori dalla scena e dal teatro.

Qui siamo nomi, e siamo anime che si raccontano. Stiamo al racconto che leggiamo e scriviamo.

A me, come scrivevo giorni fa, piace sentire l’anima. Senza finzione maschere schermi muri belletti indorature.

Chiedo per favore a chi mi legge di non dare sommari giudizi, di chiedere se non si comprende, di provare a scavare scendere un poco sotto la scarna scabra superficie del mio scrivere. Insieme.

Grazie.