#Giornatamondialecontrolaviolenzasulledonne

Grafica di Eletta

Ho rivisto il film ” Schegge di paura” con Richard Gere e Edward Norton. La paura scaturisce per la trasformazione impressionante del ragazzo mite, accusato di omicidio. Un chierichetto. È impressionante il cambio di espressione personalità e linguaggio del ragazzo affetto da schizofrenia, dissociazione e personalità multipla. Due persone in una. Il bene e il male in un unico corpo.

Domani si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

Come tante donne anch’io sono stata vittima di violenza.

La cosa che più mi sconvolgeva allora, era la repentina velocità con cui il mio aguzzino cambiava faccia. In un attimo montava la sua rabbia e colpiva. Poi non ricordava.

A parte la violenza fisica subita c’era anche quella psicologica. Quando era “normale” si andava a concerti, si leggeva libri insieme, si conversava su qualsiasi momento, ci si amava in modo totale e con una passione travolgente. Con l’altro, apparentemente normale, che era in lui io stavo proprio bene.

Poi d’improvviso scattava l’altro Altro.

Gustav Klimt

Incredibilmente, più delle botte calci pugni di cui il mio corpo conserva ancora e sempre tracce, l’atto che ho vissuto come massimo punto di violenza è stato quando mi chiudeva in casa sua, impedendomi vie di fuga.

Chiudeva la porta a chiave e portava via la chiave nascondendola in un’altra stanza.

Da Pinterest

Ho passato notti dentro la sua casa prigioniera con lui che andava a letto come se nulla fosse. Lo supplicavo di lasciarmi andare. Essere chiusa mi toglieva il fiato. Era terribile. Avevo paura.

Quando ero piccola cantavamo questa filastrocca in girotondo: L’uccellino in gabbia che muore dalla rabbia… mi vuoi bene sì o no?

Tutte le mattine leggo i quotidiani e quasi  tutte le mattine c’è almeno un caso di cronaca nera e di femminicidio. Ci sono numeri di emergenza per chi è costretta a convivere questa pandemia con il proprio aguzzino.

Riporto sotto un link dove viene ribadita l’importanza di chiamare e chiedere aiuto. Ai tempi non l’ho fatto e detesto giudizi sommari sul perché una donna vittima di violenza non chiede subito aiuto e non denuncia.

Ora lo farei subito.

14 Comments

  1. Ci sono parole scritte, frutto di fatti, che non possono che non generare in chi legge, da una parte un profondo senso di solidarietà, dall’altra una fortissima forma di repulsione per chi si macchia di atrocità simili, consapevolmente o meno.
    Credo, da uomo, che la violenza domestica sia qualcosa di aberrante, e di contrario alla civile convivenza, o all’umana diversità.

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  2. mi spiace moltissimo per quello che hai dovuto sopportare, non posso neppure immaginare come debba essere vivere in una condizione simile. Speriamo davvero che un giorno non si debba più sentire queste storie, voi donne andreste sempre e solo amate, siete le portatrici di vita, l’essenza stessa della poesia….
    Un sentito abbraccio! W le donne, oggi e sempre! 😉

    Piace a 2 people

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