Ritratti d’amore

Questo è un ritratto che ho fatto a un mio amore. La data è 2008. Dodici anni fa. Dopo di lui non ho più detto: ti amo.

In ogni mio rapporto c’è stato un ritratto del mio compagno. Come se fosse imprescindibile fissare su carta il suo volto.

Se vado a memoria penso di averne ritratti almeno cinque. O sei. Chissà. Sono un po’ approssimativa nei ricordi.

Comunque: qualche ritratto è rimasto a me. Qualcuno è stato donato al mio lui di turno.

Fare un ritratto significa entrare.

Per fare un ritratto occorre non soltanto guardare a lungo il viso della persona, le linee ombre proporzioni forme, significa soprattutto vedere.

Vedere quello che è dietro la forma visibile. Un buon ritratto è anima.

Anch’io sono stata ritratta soprattutto ai tempi della Accademia. In particolare ricordo il ritratto che mi ha fatto il mio Maestro di pittura. Inquietante la scabrosa osservazione. Mi sentivo spolpata indagata cercata e scovata. È durato due ore. Senza respiro. Non me lo ha dato: diceva che non lo avevo lasciato entrare. Non mi aveva colto.

È difficile fare un buon ritratto. È difficile farsi fare un buon ritratto.

Non basta stare fermi. Occorre anche essere nella disposizione d’animo del lasciapassare all’indagine. Chi siamo veramente?

25 Comments

  1. Io purtroppo non sono bravo a disegnare, quindi neanche provavo a fare un ritratto; però. mi ricordo che quando mi innamoravo, mi piaceva riempire fogli e fogli con il nome della lei di turno, in tanti stili diversi, fino a scegliere quello che più le se addiceva. Forse un ritratto dell’anima, chissà…
    Comunque, bello il tuo disegno!

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  2. Quando viaggiavo avevo sempre con me un blocco per schizzi, una matita, una gomma e un coltello da caccia per fare la punta alla matita e mi piaceva ritrarre le persone che vedevo in treno, al ristorante, in spiaggia, per strada…schizzi veloci che fermavano il momento, volti interessanti che mi avevano colpito. Qualche volta li ho regalati, alcuni mi sono rimasti.

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  3. guardando questo ritratto che trovo intenso ho pensato che mi sarebbe piaciuto poterlo confrontare con uno dello stesso soggetto ma eseguito quando si fosse ormai spenta la fiamma della passione. Mi chiedevo se i tratti del viso sarebbero stati più duri, gli occhi meno riflessivi, se insomma se dal confronto sarebbe emerso il diverso momento della storia d’amore.
    ml

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