La sorella del sonno

Acquarello di Eletta

Nel primo giorno di questa inedita primavera – stagione in cui tutto rinasce – una riflessione relativa al binomio vita/morte.

Nel terzo libro della grande epica indiana, il Mahābhārata, uno Yaskșa, potente spirito, domanda a Yudhișțhira, il più anziano e saggio dei Pāņdava, quale sia il più grande dei misteri.

La risposta risuona attraverso millenni: <<Ogni giorno muoiono innumerevoli persone, eppure quelli che rimangono vivono come se fossero immortali>>.

“Io non vorrei vivere come se fossi immortale. La morte non mi fa paura. Ho paura della sofferenza. Della vecchiaia, anche se ora meno, vedendo la vecchiaia serena e bella di mio padre.

Ho paura della debolezza, della mancanza di amore. (…)

Amo la vita, ma la vita è anche fatica, sofferenza, dolore.

Penso alla morte come un meritato riposo. Sorella del sonno, la chiama Bach nella meravigliosa cantata BWV 56. Una sorella gentile che verrà presto a chiudere gli occhi e accarezzarmi la testa.

https://youtu.be/Lgk6qUeZW2c

Giobbe è morto quando era “sazio di giorni“. Espressione bellissima. Anch’io vorrei arrivare a sentirmi sazio di giorni e chiudere con un sorriso questo breve cerchio che è la vita.

Posso gustarne ancora sì

Ancora della luna riflessa sopra il mare

Ancora dei baci della donna che amo, della sua presenza che dà un senso al tutto

Ancora dei pomeriggi delle domeniche d’inverno, sdraiato sul divano di casa a riempire pagine di segni e formule sognando di strappare un altro piccolo segreto ai mille che ancora ci avvolgono…”

Questo scrive Carlo Rovelli nell’ultimo capitolo del libro: L’ordine del tempo. Un prezioso libretto la cui lettura consiglio a tutti.

Che altro aggiungere a parole così calde e sagge? Solo gli arroganti, che si credono immortali, non colgono questa quotidiana presenza della sorella del sonno per finalmente cambiare e cambiare in meglio, cambiare radicalmente i propri radicati egoismi. Per rinascere nuovi.

Aristotele pensava fosse così. Se nulla cambia, il tempo non passa, perché il tempo è il nostro modo per localizzarci rispetto al cambiare delle cose: il nostro situarci rispetto al conto dei giorni. Il tempo è la misura del cambiamento: se nulla cambia, non c’è tempo”.

12 Comments

  1. Mi ci ritrovo molto. La sorella del sonno, non sapevo fosse una definizione di Bach, ma lo penso anch’io. Se nulla cambia, non c’è tempo. Il tempo ce lo siamo inventati per dare una spiegazione ai cambiamenti. Bello questo post che parla di tempo che passa, ma non è triste

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