Erbe selvatiche

Alcuni anni fa, l’asparagina mi veniva donata ogni anno a primavera da un amico ragazzo. Era un gesto talmente semplice e bello. È uno dei pochi che ha conosciuto chi sono io, al di là del nickname. Il nostro incontro è stato davvero magico ai piedi del Monte Amiata. Ci sono persone con cui si crea un legame indissolubile, al di là del tempo e dello spazio.

Ieri un uomo anziano è salito nelle zone umide boschive per prendermi l’asparago selvatico che nasce qui. L’ho seguito per imparare la pianta.

Dopo una accurata pulizia è finito in pentola per una veloce bollitura. Ieri sera l’ho gustato con uova e una spolverata di pecorino. Davvero buono e amaro.

L’uomo mi ha fatto conoscere un’altra erba selvatica che cresce anche nel mio giardino: l’acetosella, una specie di spinacio. E mi porterà a prendere il crescione.

Mi piace conoscere le erbe selvatiche. Qui crescono in una natura ancora intatta. Insieme al raccolto del mio orto costituiranno la mia quotidiana dieta. Se possibile, infatti, preferisco nutrirmi di verdura che di carne.

Sto anche raccogliendo erbe e fiori per fare un erbario. Giacciono in un grosso librone per seccare. Con l’aiuto di un’applicazione ben fatta, Pl@ntNet, imparo i loro nomi che scriverò quando li posizionerò su un foglio di carta paglia con l’etichetta scritta a mano.

18 Comments

      1. Attenta che c’è la fitolacca americana simile agli spinaci, ma altamente velenosa. Per quello dico che bisogna apprendere da un esperto come fai tu, a volte le figure, anche le foto, sui libri non sono sufficienti.

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      2. Appunto, colui che già sa insegna. Io ho imparato da mia nonna, da mia madre, dalle mie insegnanti che ci portavano a cercare bacche e funghi.
        Pensa che so di una persona passata a miglior vita per aver confuso le foglie del mughetto che è velenoso con quelle dell’aglio orsino, molto simili quando non hanno i fiori nessuno dei due.

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      3. Anche la conoscenza della fauna, oltre che della flora, è molto piacevole. Scoprire quale bruco darà origine a un certo tipo di farfalla, i vari tipi di ragni, saper distinguere gli uccelli anche quelli di passaggio. Ieri mia figlia mi ha mandato, da Milano, la foto di una “siborbola” vista nell’erba, un serpentello che quando lei era piccola trovavamo spesso nel nostro giardino e lei ci giocava senza far loro nulla di male.

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      4. Per quanto riguarda i ragni, preferisco non conoscerli troppo, anche se dovrò farci i conti quando finalmente avrò il mio orto 😀😁. Qui mi incantano i selvatici, le volpi e gli scoiattoli. Buona giornata Neda

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