
Non amo mettere manifesti. Sono piuttosto riservata. Qui dove vivo nessuno sa che scrivo e pubblico. Sono in anonimato perenne.
C’è invece chi ama blaterare e raccontare e informare di tutto tutti. Cosa fa quello che fa, come lo fa. Dove sono andato, chi sono, quanti amici ho. Cosa ho mangiato, con chi sono. Tutta la vita sciorinata in bella mostra.
Essere sotto nickname mi permette di osservare guardare vedere e scrivere dell’ambiente in cui vivo – e di quello che capita- in libertà. Perché chi scrive in realtà è un voyeur. Nulla sfugge al suo sismografo visivo.
Potrei mettermi al servizio della comunità e scrivere per pubblicizzare ristoranti, rifugi, luoghi e guadagnare. Non mi interessa. Preferisco non avere vincoli in quello che scrivo.
Forse perché le mie luci di ribalta le ho avute in diverse occasioni e mi sono bastate. Nessun libro, nessuna mostra, nessun nome sui manifesti.
In questa fase lavoro in silenzio per me e per chi ha il piacere di leggermi. Questo è tutto.
“Voyeur è chi è attratto morbosamente e spia le nudità… Lo scrittore è morbosamente attratto da altre nudità, non in senso sessuale, ma dalle nudità dell’anima della persona che osserva”.
Le persone amano mettersi in mostra. Apparire più che essere. Riservatezza e attenzione ai dettagli sono due valori che tutti dovrebbero condividere.
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Buongiorno 🩵
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Buon pomeriggio
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Una sola persona sa che io scrivo ed è la stessa che leggendomi in passato mi ha spronato a farlo ancora, migliorando sempre la mia sintassi e correggendo benevolmente i miei errori. La maggior parte delle persone che conosco non sono interessate o addirittura la reputano una perdita di tempo. Ecco che per me l’anonimato è quasi un obbligo.
Giulia
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Ciao Giulia grazie per la tua testimonianza. Nemo profeta in patria. È così… Buona serata 🩵
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Vale anche per, forse anche di più. Questione di carattere?
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Carattere certamente, ma anche scelta 🩵 buona serata
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La riservatezza, la discrezione… Sono caratteristiche che condivido e che apprezzo… Ma, purtroppo, la nostra è la società dell’esposizione
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Più appari più sei, esisti. Buona giornata 😘
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La differenza è tutta qui… c’è chi desidera essere visto e chi preferisce vedere. E credo che uno scrittore appartenga inevitabilmente alla seconda specie.
Mi piace molto la tua definizione di voyeur, perché scrivere significa davvero sorprendere le persone quando, senza saperlo, si spogliano di ciò che mostrano al mondo. Un gesto, un silenzio, una frase detta male, perfino il modo in cui qualcuno aspetta possono raccontare più di qualsiasi biografia esibita.
L’anonimato ti concede proprio questo privilegio… restare fuori dalla fotografia per riuscire a vedere meglio ciò che contiene.
Alla fine non serve avere il proprio nome su un manifesto per lasciare una traccia. A volte accade esattamente il contrario..meno si vede chi scrive, più diventa nitido ciò che riesce a vedere degli altri.
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Ottimo commento: hai proprio colto nel segno. È come il bellissimo film di Hitchcock: tu sei li dietro la finestra: nessuno ti vede ma tu vedi tutto quello che succede intorno a te…
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È vero, amiamo nasconderci allo stesso modo, confondendoci tra gli altri. E’ proprio questo che ci permette di osservare meglio.. senza distrazioni, senza il bisogno di essere visti.
Accade anche quando leggiamo qualcosa evidentemnte non ci limitiamo alle parole, ma sentiamo più profondamente, ascoltiamo ciò che si muove dietro di esse.
È un modo di essere che nessuno ci ha insegnato. E anche in questo, credo, ci somigliamo molto.
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Una curiosità non morbosa, ma segno di desiderio di conoscere vedere sapere indagare
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