Tramonti d’Africa

La bella signora andava in spiaggia sola. Sistemava le sue cose chic e choc sotto l’ombrellone. Dal minareto s’alzava la preghiera del mattino. Poi arrivava la telefonata dall’Italia.

Due parole per mantenere il con tatto senZa tatto.

Poi arrivava suo marito e si metteva sulla sdraio a leggere libri di spionaggio o fare le parole crociate.

L’hotel era sempre magnifico. Suo marito per quei quindici giorni di vacanza sceglieva sempre il migliore.

La sera si sedevano nella zona per l’aperitivo e la bella signora allungava le gambe abbronzate. Gli uomini che entravano buttavano l’occhio sulle lunghe gambe d’ebano. Una sera il marito aveva esclamato: – Non capisco perché chi entra continua a fissare il nostro tavolino.

Quando i fotografi volevano immortalare la bella signora con il marito lui, il marito, era sempre un po’ a disagio. Manco l’abbracciava.

C’è sempre un motivo per cui una bella signora arriva per prima in spiaggia per aspettare la telefonata del suo amante in Italia.

19 pensieri su “Tramonti d’Africa

      1. Il fatto è non vogliono una moglie, certi vogliono solo dare l’immaggine di un “solido e compiuto” del loro status symbol
        Moltri altri la danno per scontato … insomma meglio le parole crociate 🙂

        (a volte viceversa eh…)

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  1. Mi ha colpito il modo in cui accompagni il lettore senza mai giudicare . Tutto sembra raccontare una normalità elegante, quasi immobile, eppure ogni dettaglio prepara in silenzio l’ultima frase, che cambia improvvisamente la prospettiva di tutto ciò che abbiamo letto. È una scrittura che dimostra quanto, a volte, non siano gli eventi a parlare, ma le omissioni, le attese e ciò che rimane appena fuori campo. Esiste sempre un sottotraccia da scovare in ciò che scrivi per beneficiare della grandezza di chi scrive.

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