Imparare

Come ho sempre detto/scritto ogni esperienza non è vana, ma ci insegna qualcosa.

Guardo fuori i monti nel mio ventunesimo giorno di ospedalizzazione e penso:

Essere grati ogni giorno di ciò che abbiamo: aria luce vento cielo. Ricordarsi che non è un dato assodato.

Essere grati ogni giorno se possiamo camminare, parlare, usare mani e braccia, pensare, giocare, vedere, sentire i profumi, scrivere e disegnare

Essere grati ogni giorno per tutti quelli che ci sono vicini nel momento dello sconforto e imparare a stare vicini a chi ha bisogno

Essere grati di farsi una doccia ( io non ne faccio per ovvi motivi dal 17 maggio) essere grati per avere i capelli in ordine e un aspetto decoroso

In questo quasi mese di degenza ho visto passare molte persone con diversi traumi: pochi giovani, molti anziani. Femori, polsi, caviglie, omeri… Sono arrivate barelle a portare incidentati e ho visto dimissioni.

Ho sentito lamenti e lamenti. Sono scesa al gelo della sala operatoria due volte.

Ho trovato personale attento e cordiale. Un sorriso, una battuta fa sempre bene. Ormai faccio parte dell’arredamento e quando si chiuderà questa lunga parentesi resteranno tutti questi frammenti di ricordi. Come i frammenti delle mie ossa rotte.

Se tutto va bene ancora qualche giorno poi ritornerò a veder le stelle ( non quelle metaforiche del dolore, ma quelle meravigliose che stanno nella palpitante notte)  e a sentire il sole sulla pelle. I suoi raggi, il suo calore.

Lascio questo link. Davvero un bellissimo testo.

Resilienza e pazienza

22 pensieri su “Imparare

  1. Di certo un’esperienza che lascerà il segno. Quello positivo è che nonostante tutto non ti sei mai abbattuta. Quello negativo il dolore che hai sopportato. Diciamo che è stato un infortunio non da poco per la lunga degenza ma anche per quello che ti aspetterà dopo.

    Un abbraccio forte.

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      1. Scusami! Sono stata superficiale e non volevo. Io mi sono fermata, sei anni fa, a due settimane di ricovero, peraltro per un altro problema che non mi costringeva all’immobilità, cosa non da poco. Ricordo, al di là dei limiti (e del panorama, non era male nemmeno il mio) la gentilezza, quasi l’affetto del personale. Quando ho cominciato a stare meglio, sembravano più contenti loro di me. Li porterò sempre nel cuore, italiani e stranieri (extracomunitari, ovviamente)

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  2. Ci si rende conto di quello che si ha solo nel momento in cui ci viene tolto. E’ vero, spesso non siamo abbastanza felici anche delle piccole cose, ma quando capitano imprevisti come i tuoi tutto viene rimesso in gioco. Un immenso abbraccio per te, speriamo davvero siano gli ultimi giorni di questo calvario! 🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗

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  3. Il testo è veramente bello, è un inno alla vita come il tuo post. Mi sembra di percepire una speranza e una determinazione più evidente rispetto ai giorni scorsi. Ti auguro di lasciarti alle spalle presto i momenti di dolore che hai vissuto e poter finalmente camminare e muoverti di nuovo.

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