I destini

” a Roland capitava di riflettere su fatti e incidenti di portata personale così globale, eventi irrisori e cruciali, che avevano costruito e determinato la sua esistenza. Non era un caso straordinario, il suo: i destini si somigliano tutti, a livello di composizione”. MC Evans


Il suo corpo era così magro che le gambe le ballavano nei pantaloni. Mai avrebbe detto di interessare a qualcuno in quella condizione di abisso.

Invece erano due gli uomini. Pare che non sia l’oggetto del desiderio la donna, in tali situazioni, ma chi vince la partita. Chi ha la supremazia tra i maschi. Alfa o Beta.

Lei era il premio.

Aveva scartato momentaneamente uno dei due e si era fatta preda di quello con gli occhi blu. Per via della passione che li legava: la scrittura.

Nel tempo sarebbe poi passata all’altro un povero megalomane narcisista patologico. Ma questo l’avrebbe capito dopo.

7 pensieri su “I destini

  1. Tertium non datur?

    Sorrido.

    Se la composizione del proprio destino somiglia a quelle altrui molto sta nella sottintesa e taciuta legge secondo cui “facendo errori nuovi…si potrebbe sbagliare”.

    Così si vive in coerenza con il proprio modello di errore.

    Lavorandoci su si può imparare a riconoscere gli elementi di questa struttura e a porsi in maniera meno fatalista di fronte a quegli eventi irrisori a cui, talvolta, ci piace attribuire la responsabilità di esiti poco felici.

    Per qualcuno esistono modi e motti che come formule magiche stemperano il potere del destino, abracadabra pronti all’uso.

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    Domani è un altro giorno, Rossella O’Hara

    😊

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