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Segni del destino

Da Pinterest

Se sapessimo leggere i segni del destino…

Da piccola ho giocato per ore con uno chalet in legno. I pezzi erano diversi per colore e forma e a incastro per costruire i muri e il tetto. Mai avrei immaginato di viverci in una casa così : in una casa di legno in montagna.

La montagna con i suoi odori di legna e camini è tornata una decina di anni fa. Il mio compagno – di allora – aveva una bella casa in montagna, in una valle vicina alla Svizzera. Ho passato diversi anni le vacanze in quel luogo e mi piaceva stare nel borgo di pietra, con le case dai muri pastello e dagli alti camini.

E in montagna vivo ora.

Forse questo ambiente era già la destinazione prevista fin da quando giocavo con poveri listelli in legno per fare uno chalet.

E voi? Avete avuto dei segni del destino?

Buona giornata

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Teschi

Aveva sognato teschi. Li prendeva dalla terra e li buttava contandoli: erano cinque. La sera precedente Eva si era coricata presto: il caldo improvviso l’aveva resa esausta.
Aveva sgrovigliato la matassa dei possibili. Meglio evitare ogni servile dipendenza. Le forme anfibie lavoravano sott’acqua. S’era chiusa in una ostinata forma di silenzio. Non le uscivano parole per troppo brusio del passato. Occorreva stare immobile. Non era tempo di muovere pedine. La inchiodava la mediocrità. La continua assurda ripetizione di temi fonici. Come un disco rotto. L’inutile ripetere.

“Il fatto è che il destino è una cosa che ci sorprende e non ha niente in comune con la forma che abbiamo voluto prefissargli”.
Borges