Emozioni negate soppresse nell’epoca della tecnica

Cosa sta succedendo? Mogli ammazzate un giorno sì e uno no, ragazzi con il coltello a serramanico che, senza pensarci troppo, ammazzano feriscono per un giubbotto o una foto, pronto soccorso presi d’assalto… Luoghi senza più sicurezza: stazioni aeroporti strade e, perfino case e scuole.

Dove sono finite le emozioni e dove sono finite quelle quattro regole che stabilivano i rapporti umani?

” Viviamo in un’epoca che tratta le nostre emozioni come merce. La politica, soprattutto quella populista, ne ha fatto il proprio linguaggio. La scuola non educa, perché ignora l’apparato sentimentale dei nativi digitali”

Trasformando i modi di agire soggettivi , a cui partecipa la vita emotiva di ciascuno di noi, in modi impersonali e oggettivamente sottoposti a norme, la razionalità della tecnica rafforza la parte egoica che, in ambito psichico è l’unica razionale.

Questo rafforzamento dell‘Ego esaspera le componenti egoistiche dell’individuo, per il quale perseguire l’interesse egoistico è semplicemente logico, mentre ogni forma di dedizione e altruismo, avendo le sue radici nella dimensione emotiva e sentimentale – che nel regime della razionalità tecnica non ha parola, appare come semplice espressione di irrazionalità”. *


Realtà virtuale aumentata, Intelligenza artificiale, progetti per città su Luna e viaggi verso Marte, Guerre.

Forse c’è bisogno di fare un po’ di ordine nei termini di priorità.

Forse c’è bisogno, molto bisogno, di ricreare un alfabeto emotivo con parole come Rispetto Empatia che non rimangano parole sulla carta. Prima di pensare a creare città sulla Luna forse è il caso di creare città vivibili sulla nostra Terra, dove non si venga sommersi al primo fenomeno monsonico.

Educare – in casa a scuola ovunque – al rispetto della vita umana. Di qualsiasi vita umana.

Ritornare a non giustificare ogni atto di violenza con traumi infantili o disadattamento o altri criteri psico-sociologici.

Meno intelligenza artificiale e più Intelligenza emotiva. Alcuni gesti non si possono fare. Ammazzare violentare denigrare umiliare non è ammesso.

Non siamo personaggi dei video giochi con molte vite. Ne abbiamo una che merita rispetto.


” Il libro delle emozioni – Umberto Galimberti

36 pensieri su “Emozioni negate soppresse nell’epoca della tecnica

  1. Articolo interessante, come sempre i tuoi, soprattutto per cosa ne è nato, i commenti. Provo ad aggiungere anche un commento mio, prendilo come una chiacchierata al bar, davanti a un caffè. Non sono un sociologo, ma mi espongo nel dire la mia.
    La narrazione porta a credere che il mondo sia cambiato e là fuori ci sia il Male assoluto, il degrado e il pericolo dietro ogni angolo. No, c’erano anche dieci, venti, quaranta anni fa e per un giubbotto di marca, rischiavi lo stesso, però bisogna anche guardare alle statistiche, a quanti ne succedono. Una cosa è vera però: c’è un sommerso che solo negli ultimi anni sta comparendo, venendo alla luce e sono le violenze domestiche, quelle sì, quelle devono preoccupare. Sono violenze sottili che crescono ogni giorno, che si allargano e sono considerate consuetudine.
    Sentire di madri e padri terrorizzati perché il figlio adolescente esce e potrebbe venire assaltato dai predoni, oppure finire accoltellato per una lite, mi dà da pensare:, come cresceranno gli adolescenti, tarpati, non preparati ad affrontare il “là fuori”? Accompagnati fino a 28 anni dai genitori? E questo è un punto, inoltre cosa insegnamo loro? Statisticamente poi, è davvero così? Me ne interessai alcuni mesi fa, feci l’errore di non segnarmi le fonti (attendibili, spero) e non ne veniva fuori un quadro così preoccupante, certo da tenere d’occhio (ci sono alcune zone della città che se percorse, possono trasformarti in bersaglio) ma non da dire che non si esce più… chiudere tutto e sperare nel poliziotto, nel militare, nel vigilantes è un errore anche quello.Ma ci sarebbe da aprire un dibattito suddiviso in sessioni di 3 giorni… e chissà magari in futuro se serve, perché no. La cittadinanza attiva servirebbe anche a questo…
    Ok ho detto troppo, per essere l’alter ego di uno scrittore di racconti nerihorrorsarcastici… A presto

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    1. Hai dato un bel contributo anche ben argomentato. Davvero ci sarebbe da aprire un bel dibattito e meglio se seduti con un caffè o un cognac 🍷 … Argomento vasto e tema complesso. In quanto madre ti assicuro che sono più tranquilla oggi che mia figlia ha una età post adolescenza… Grazie sei sempre il benvenuto ❄️

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  2. Ormai c’è scollamento tra vita reale e vita virtuale. Quindi la vita reale viene confusa con quella virtuale, dimenticando chi siamo e dove dobbiamo arrivare. Se la persone escono col coltello in tasca, mi sembra evidente che hai nella testa di aggredire qualcuno. Il tuo presunto rivale? La vittima rituale? Se la violenza diventa uno standard come prendere il caffè al bar, qualcosa si è rotto nella società. Ovvero non esiste più socialità ma stiamo diventando giorno dopo giorno degli asociali che vivono all’interno della nostra bolla personale.

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  3. 🎀 Realta’ taglienti ~ Ma vige altro e sembra montare ~ Dove collocare l’ importanza di un giusto alfabeto emotivo quando vediamo i figli sottratti ai genitori, non per violenze o abusi, bensi’ a motivo di mancata scolarizzazione … Credo che violare la sacralita’ del legame tra genitori e figli senza motivo adeguato, sia imperdonabile ~ Cose brutte, ed emblematiche riguardo l’argomento importante e complesso del tuo articolo ~ Buona serata Eletta!

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    1. Paola anch’io sono letteralmente esterrefatta per la facilità con cui vengono tolti bimbi solo per una mancata accettazione della così detta cultura prevalente ( come se avere un bagno fosse così importante e imparare a leggere ABC invece di saper leggere i cambiamenti e le bellezze di alberi animali terra ). Sarebbe ora di accorgersi dei bambini abbandonati davanti a schermi per ore e ore. Ciao Paola e buona giornata

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  4. Perfettamente d’accordo con te: si sono dimenticati i veri valori come l’empatia, il rispetto, la solidarietà.
    Il mondo di oggi è fatto solo d’odio, rancore, egoismo… non è un bel mondo e purtroppo sembra andare sempre peggio, 😞.

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  5. Il tuo testo mette a fuoco qualcosa che spesso percepiamo ma fatichiamo a nominare: la frattura crescente tra ciò che sappiamo fare e ciò che sappiamo sentire. La tecnica avanza, ma la nostra capacità di stare nelle relazioni, di riconoscere l’altro come umano e non come ostacolo, sembra arretrare. Mi colpisce il tuo richiamo a un “alfabeto emotivo”: non è nostalgia, è necessità. Senza parole come rispetto, empatia, responsabilità, nessuna innovazione potrà davvero migliorare la vita. Prima di immaginare città sulla Luna, dovremmo imparare a non smarrirci sulla Terra. Nessuna accusa. le tue parole piuttosto un invito a guardare con onestà ciò che stiamo diventando.

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  6. Questo articolo non elenca fatti mette in relazione i sintomi. E già questo è raro.
    La violenza quotidiana che descrivi non appare come una serie di episodi isolati, ma come il risultato di uno slittamento più profondo la progressiva analfabetizzazione emotiva di una società che ha imparato a funzionare, ma ha smesso di sentire.
    Il passaggio che richiama Umberto Galimberti è centrale quando la razionalità tecnica diventa l’unico linguaggio ammesso, l’Ego si rafforza e tutto ciò che non è utile, misurabile, performante viene degradato a debolezza. In questo quadro, empatia e dedizione non sono più valori, ma anomalie. E la violenza diventa “logica”, quasi inevitabile.
    Colpisce molto il ribaltamento delle priorità che proponi: mentre sogniamo città sulla Luna, non sappiamo più rendere abitabili le relazioni sulla Terra. Mentre inseguiamo intelligenze artificiali sempre più sofisticate, trascuriamo l’unica che potrebbe davvero arginare il disastro l’intelligenza emotiva. Quella che non giustifica tutto, che non relativizza l’irreparabile, che sa dire con chiarezza che alcuni gesti non sono ammessi.
    Il tuo non è un discorso nostalgico, né moralista. È un richiamo alla responsabilità.
    Non siamo personaggi con vite di riserva. Ne abbiamo una sola. E se non ricominciamo a educare in casa, a scuola, ovunque al rispetto della vita umana,di ogni vita umana, nessuna tecnologia potrà salvarci da noi stessi.
    Questo testo non consola. Avverte.
    E oggi, forse, è esattamente ciò di cui c’è bisogno. Articolo di livello invita

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  7. Mah. Non tanto d’accordo. In particolare, io non metterei tanto in contrapposizione il progresso scientifico- tecnico col regresso affettivo-sentimentale. Mi pare un alibi per non cercare una via d’uscita percorribile e accettabile, qui e ora, in queste attuali condizioni di vita. E non condivido neppure il disprezzo che Galimberti mostra sistematicamente verso il lavoro degli insegnanti, i quali, con tutti i loro limiti e all’interno delle loro possibilità e capacità, cercano eccome di dare il loro contributo all’educazione affettiva degli studenti, con l’insegnamento e soprattutto con l’esempio. Ne scrivevo anche da me, nel post e soprattutto nei commenti: sono soprattutto nelle famiglie, gli adulti di riferimento dei giovani, che, insieme al gruppo di amici, sono quelli che hanno le maggiori responsabilità educative.

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    1. Non ho citato niente relativo alla posizione di Galimberti verso il lavoro degli insegnanti. Questo ultimo libro che ho letto parla della tecnologia.
      Il lavoro della famiglia concorde con il lavoro degli insegnanti e di tutti gli enti educativi è fondamentale.

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  8. Purtroppo l’esempio viene dall’alto, dalla politica che è ritornata a essere oppressione, bullismo, intrallazzo; dai genitori che non rispettano regole e non sanno farsi rispettare; dal web dove si trova di tutto ed è più facile imitare gli idioti che apprendere dai saggi.

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      1. Anche a te. Vi è arrivata la neve lassù? Nel mio giardino stanno facendo capolino i giacinti e le tortore si propongono a preparare i loro nidi sgangherati, chiamandosi e volteggiando come se fosse già primavera.

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          1. Oggi. domani e dopodomani sono i giorni della merla e dovrebbero essere i giorni più freddi dell’anno, invece i ciuffi di giacinti stanno spuntando dappertutto. Non oso pensare che cosa succederà a luglio.

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