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Si scalcia la polvere

una grande quantità di questi beni erano anticaglie che egli aveva incominciato a accumulare fin dai tempi di suo padre. Fra le altre cose c’era anche una tenia seccata. Ora, dopo essere state in una soffitta o in qualche altro buco per la spazzatura, per mezzo secolo, tutte queste cose non vennero bruciate : invece di un falò, o distruzione purificatrice, ne fu fatta una vendita all’asta, cioè si tentò di dare loro una vita ulteriore. I vicini si raccolsero subito là attorno a guardare, comperarono tutto, trasportarono tutto con molta cura nelle loro soffitte o buchi per la spazzatura, dove queste cose resteranno finché le proprietà dei loro compratori non verranno divise fra gli eredi: allora ricominceranno un’altra volta il loro viaggio.

Quando si muore si scalcia la polvere.

Henry D. Thoreau – Walden ovvero vita nei boschi

Ho riportato questo brano scritto nel 1845 per la sua attualità ecologica: non si butta via nulla ma si ricicla; per la lezione morale implicita: inutile attaccarsi tenacemente agli oggetti, alle nostre povere o ricche cose perché nell’aldilà si va con una giacca senza tasche; perché mi è sempre piaciuto il sistema americano di mettere in strada oggetti e arredi perché i vicini possano comprare o prendere quel serve. E perché mi piace il viaggio infinito che fanno alcuni oggetti passando di mano in mano.

13 risposte su “Si scalcia la polvere”

Anche in Svizzera lo fanno, in certi villaggi e mio fratello che là ci abita ormai da più di mezzo secolo, aveva l’abitudine di comperare, per pochi franchi, molti libri che giudicava interessanti per me e poi me li portava quando veniva a trovarmi. Per quanto riguarda il baratto, non credo che lo Stato e il commercio in generale vogliano favorirlo, l’erario ci rimetterebbe l’IVA, il commercio i guadagni, le fabbriche il lavoro. Nessuno, però, ci proibisce di farlo privatamente…sperando di non avere controlli dalla Finanza.

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Da sempre, da quando ero bambina, appartengo a quel mondo di tradizione contadina nel quale le cose vengono gettate solo quando non c’è più alcun modo di riutilizzarle. Si aggiustano, si rammendano, si dà loro altro utilizzo, si riciclano nel vero senso della parola, ovvero si ricava da esse altro modo per essere riutilizzate. Si disfano e se ne riutilizzano i pezzi. Questo con tutto ciò che capita fra le mani. Naturalmente, spesso, sono stata rimproverata o derisa, perché questo modo di pensare e di fare è contrario al “progresso” e al consumismo che fa circolare il denaro.

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