Segni del destino

Da Pinterest

Se sapessimo leggere i segni del destino…

Da piccola ho giocato per ore con uno chalet in legno. I pezzi erano diversi per colore e forma e a incastro per costruire i muri e il tetto. Mai avrei immaginato di viverci in una casa così : in una casa di legno in montagna.

La montagna con i suoi odori di legna e camini è tornata una decina di anni fa. Il mio compagno – di allora – aveva una bella casa in montagna, in una valle vicina alla Svizzera. Ho passato diversi anni le vacanze in quel luogo e mi piaceva stare nel borgo di pietra, con le case dai muri pastello e dagli alti camini.

E in montagna vivo ora.

Forse questo ambiente era già la destinazione prevista fin da quando giocavo con poveri listelli in legno per fare uno chalet.

E voi? Avete avuto dei segni del destino?

Buona giornata

18 risposte a “Segni del destino”

  1. Sì, Eletta🌹! Anch’io ho avuto un segno dal destino. Mio padre, folle, leggeva poesie ad alta voce. Io adesso le scrivo – folle anch’io?- . So che sei contenta del tuo destino. Cosa che mi fa molto piacere e che genera in te pensieri profondi. Buon martedì, Eletta 🙏

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  2. Da bambina ho avuto tanti piccoli giocattoli che rappresentavano e anticipavano i miei desideri rispetto a che cosa avrei voluto fare da grande, primo fra studi la valigetta del dottore, a seguire il tutù da danzatrice classica. Vigorosamente osteggiata in queste mie aspirazioni, nella vita reale ho vissuto di onorevoli ripieghi, ho visto però realizzarsi almeno un segno premonitore, ancorché a livello di hobby. Verso i 6 anni possedevo una valigia verde di cartone che per me era diventata una sorta di scrivania portatile. Vi riponevo un quaderno (con le righe di prima,) una matita e una gomma. Quando sentivo arrivare l’ispirazione, la aprivo, prendevo il necessario e, usandola da scrittoio, ci scrivevo sopra, standomene sdraiata prona sul pavimento.. Durante uno dei miei numerosi traslochi, ho ritrovato il quadernino con la mia prima favola, scritta nelle vacanze di prima elementare. Poche pagine ingenue…grande emozione per me averle rilette! Ancora scrivo e scrivo, da tutta la vita per tutta la vita!

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  3. intanto bellissima questa descrizione e questo ricordo. Nel mio caso non saprei, forse il destino era la vita che faccio ora, che dopo tanti sogni alla fine mi appartiene e mi piace più di mille altre che ho immaginato 😉🤗👍

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  4. Se li ho avuti, quei segni, forse non li ho saputi leggere. Forse non credo nel destino, oppure il mio destino l’ho accettato così come mi è capitato giorno dopo giorno, piegandomi e adattandomi a ciò che mi è successo. Orfana a due anni, dieci anni di orfanotrofio, di mia scelta per poter studiare, un lavoro per il quale non avevo studiato, ma al quale mi sono adattata e che mi ha dato molto, poi il matrimonio in età avanzata, una figlia, la malattia dei miei vecchi (mia madre e il suo compagno) accuditi da me per vent’anni, la malattia di mio marito per quindici anni e poi la sua morte e ora la mia solitudine perché mia figlia, per lavoro, è lontana. Eppure ho sempre trovato un riscontro positivo in ogni cosa che mi è successa e posso dire che la vita mi ha dato più di quanto avessi chiesto. Forse ho avuto piccoli desideri e poche ambizioni, ma anche la mia solitudine attuale mi ha dato una libertà che non ho mai potuto avere prima. C’è sempre qualcosa di positivo da trovare in ogni cosa che ci succede. Buona giornata Eletta. Un abbraccio.

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