Palazzo Mezzanotte

Che ci facevo a mezzanotte al Palazzo Mezzanotte non mi è dato sapere. Ma, per quegli stranissimi incroci del destino, ero là con il ragazzo col ciuffo sugli occhi e le nostre mani legate a battere il tempo del concerto jazz con un pianoforte di fronte all’altro.

Faceva caldo quella sera a Milano come fa caldo ora. Vampate di calore salivano dall’asfalto. Ma noi eravamo leggeri e felici. Di essere lì a battere il tempo insieme.

Quel ragazzo aveva un destino preciso nella mia vita. Aveva un compito che quella sera – nel Palazzo Mezzanotte – non avrei mai immaginato.

Era il mio Guerriero. Il Tagliatore di teste. Colui che recise con un colpo netto di spada il filo. La catena.

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