Quando gli oggetti fanno le bizze

Da Pinterest


“Quando gli oggetti fanno le bizze” è l’articolo più letto nel mio blog Tranellidiseta. Moltissime visualizzazioni. Mi è venuto in mente ieri quando l’oggetto Smartphone ha fatto le bizze complicandomi la giornata.

Questo bellissimo oggetto – dal guscio iridescente come le ali di una farfalla e scivoloso come una saponetta – mi è stato regalato a Natale.

Un tempo infinito per inizializzarlo e riportare password e app precedenti… Peccato che dopo dieci giorni ho rotto il polso, ho avuto il ricovero e il braccio destro ingessato per circa quaranta giorni.

Il bellissimo smartphone dal colore iridescente e dal corpo saponetta: niente spigoli, rotondo suadente e scivolante non mi stava fermo in mano. Dovevo appoggiarlo a un panno per operare con la mano sinistra, senza vederlo slittare partire cadere, prendendo vita come se avesse rotelle o gambe per fuggire.

Ieri, ora che finalmente, ho ripreso all’ottanta per cento la funzionalità del braccio destro l’ho semplicemente appoggiato su un mobile. Pensando che stesse fermo. Invece è partito per la sua scappatella finendo per terra.

Quando l’ho tirato su i cristalli liquidi erano irremediabilmente morti. L’oggetto non era più funzionante. Una striscia luminosa lo indicava.

Ora sto usando il vecchio cellulare che funziona senza problemi. Martedì andrò ad aggiustare lo Smartphone farfalla e subito lo incapsulero’ in una cover perché non scivoli via più per la sua strada.

Da Pinterest

Qui sotto riporto l’articolo sugli oggetti che fanno le bizze: strani fenomeni per cui talvolta sembrano dotati di vita propria…

L’altro giorno mi cadevano continuamente oggetti. Continuamente.
Ho già scritto (nel post sulla mia automobile) che, a volte, mi pare che gli oggetti comunichino con noi.

Nella cultura popolare quando ti cadono oggetti vuol dire che qualcuno “ti pensa”. Tenendo conto che il pensiero è vibrazione, non è poi magari così lontana dal vero l’interpretazione popolare.

Poco fa, prima di controllare la posta elettronica, ho accompagnato il robot da sua madre: non trovava la strada da solo perché si era perso nel labirinto delle stanze.
Non penso di avere allucinazioni, ma giurerei che il led composto da quattro lettere digitali abbiano composto la parola “love” prima di iniziare il ritmo della ricarica.

L’altra sera stavo vedendo il programma di Fazio e il segnale digitale della televisione è morto alla parola “emozioni” che stava pronunciando Saviano. Non un secondo prima, non un secondo dopo. Magari è un caso. Magari no. Rai Tre non è stata più visibile.

Ci sono oggetti che si suicidano. Decidono di finire la loro vita al nostro servizio.
Ci sono oggetti che funzionano quando vogliono: a volte sì, a volte no.
Ci sono oggetti che si accendono da soli.
Ci sono oggetti che ti piantano in asso quando lo decidono loro.

L’altro giorno stavo scrivendo con una penna biro. Ha deciso, nella sua anarchia vibrazionale, non solo di non scrivere, ma di saltare in aria con un leggero salto acrobatico: tutti i pezzi che la componevano sono saltati, in allegri volteggi, davanti ai miei occhi.


L’ho ricomposta con molta attenzione (non sapevo quale fosse la sequenza per la ricomposizione della salma).
Una volta aggiustata ho ripreso a scrivere. Nulla: quel giorno la penna aveva deciso di fare le bizze. Ancora una volta è saltata in aria: una molla di qua, il refil di là e gli altri pezzi ovunque. Stanca ho preso tutti i componenti in una mano e l’ho gettata nel cestino.
Inutile tentare di rianimare un oggetto che ha deciso di non servire più.



“La seconda era che madame Dyane era stata restaurata e mi attendeva al garage. Dovevo andarla a ritirare presto, perché era in compagnia di macchinacce moderne e tamarre che la deridevano, e un’auto derisa è incline a perdere autostima e olio”.
Stefano Benni – Di tutte le ricchezze – Feltrinelli



Postato 21 November 2012 da Eletta Senso
Etichette: Attimi

15 Comments

  1. oh peccato, mi spiace per il tuo nuovo smartphone! Eh si la cover è indispensabile ormai, anche se vedo che molti non le usano, ma per una sicurezza aggiunta non se può fare a meno. Anche perchè ci sono smartphone da 1400 euro, vederli cadere a terra è un colpo al cuore mica da poco!!🙄

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