Al di là

Immagini fotografiche di Eletta

Al di là del magico mondo di Heidi vivere in un piccolo posto di montagna comporta delle forti limitazioni.

Limitazioni dovute al controllo: tutti sanno tutto di tutti. Per sapere tutto tu vieni controllato. Dove sei dove vai con chi vai quando esci quando torni come vesti…

Qui tutti vedono – nascosti dalle tendine che si muovono impercettibilmente.

Nessuno si fa gli affari propri.

C’è un gran sparlare alle spalle e nelle lunghe tediose giornate nevose.

Mi è venuto in mente questo tema grazie all’ultimo articolo di Fritz e a quanto successo ieri dalla parrucchiera del posto.

Qui occorre essere molto cauti anche nel parlare perchè si possono urtare equilibri delicati, c’è una sorta di gerarchia che prevede una sorta di servitù ancellare verso i quattro ” potenti” del luogo che, alla fine, sono dei poveretti senza spessore.

Come una volta contano ancora quelle quattro figure di riferimento il prete il farmacista il maestro il sindaco.

Per una selvatica e anti conformista come me stare qui è stare “legata”. È rinunciare allo scambio culturale e sociale aperto. Qui se vesti un giorno con giacca e stivali ti chiedono se vai in città… o al maneggio. La moda milanese dello stivale con la gamba nuda qui non è mai arrivata. Devi conformarti persino nell’abbigliamento montano. Per fortuna il costume Walser viene messo solo nelle feste più importanti…

Adesso che finalmente sono libera dal gesso ho deciso di vestirmi come mi piace e di vedere l’effetto che fa. Dopo più di quaranta giorni di privazione e umiliazione dell’estetica, per rimbalzo ho voglia di coccolarmi con tutte le cose belle che ho, di essere bella riponendo nell’armadio i vecchi maglioni.

E pazienza se si muoveranno più tendine… Dove vivevo prima hanno visto arrivare mio marito con il mio nuovo fidanzato e non hanno fatto una piega. Qui almeno preparerò nuovi e gustosi intrattenimenti per le future e lontane giornate del prossimo inverno. Intanto lasciatemi vivere come mi piace.

22 Comments

  1. Ciao vivi come desideri. Questo è stato anche un mio problema. Pensa che anche le amiche di infanzia, saputo di alcune mie decisioni, mi hanno “accantonato” per non essere omologata al pensiero dominante. Tutto ciò, talvolta, mi ha fatto dubitare di me stessa, ma non posso essere finta. Essere autentici è una cura dell’anima.

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  2. la cosa negativa di quei piccoli borghi è questa a mio avviso. In città non sanno neppure se sei vivo o morto, lì invece sanno tutto di tutti, della serie ma andate al diavolo e fatevi delle passeggiate invece che guardare cosa fa il vicino, giusto? 😉

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  3. Grazie per la citazione Eletta. Capisco quanto scrivi. Nel paese di origine, dove vivono i miei è così come tu scrivi. La gente ha bisogno della vita degli altri.. senza quello spioncino non riesce a vivere. Mi chiedo perché moltissima gente deve vivere così.. è la paura del vuoto? La cattiveria? La civetteria? Il vedere le miserie degli altri per evitare di vedere le proprie? Veramente non mi capacito. I giovani credo siano diversi. Non è un caso che negli ultimi anni, la migrazione dei giovani verso le grandi città sia diventata un quasi esodo.

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