L’uomo volpe

È morto l’uomo volpe. Da quando abito qui ho cominciato, non conoscendo la realtà ambientale, a dare nomi di pura invenzione a luoghi e persone. Tanto per orientarmi in una nuova carta geografica e avere punti di riferimento.

L’uomo volpe è un mio vicino. L’ho chiamato così due anni fa per questo episodio.

Ha, aveva, una casetta in legno dove la sera riponeva le sue galline bianche che, invece, di giorno razzolavano nel praticello davanti al rustico.

Il rustico e il praticello stanno di fianco alla strada comune nel mio piccolo quartiere montano. Quindi ci passo quotidianamente davanti.

Un giorno di due anni fa camminando su questa strada ho visto un vorticare di fiocchi bianchi. Ma non era neve. Piume di gallinelle bianche ovunque. L’uomo volpe che aveva sempre voglia di fare due chiacchiere e di un sorriso mestamente mi disse:

– Ieri sera mi sono dimenticato di mettere nel ricovero le galline e stanotte è arrivata la volpe. Non ne è rimasta una viva.

Da allora lui per me è stato “L’uomo volpe”. E anche quando ho saputo il suo vero nome, così è rimasto.

Mancherà il suo conversare leggero e il sorriso anche quando delle sue galline son solo rimaste le piume.

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