Era

Immagine grafica di Eletta Senso

Era stanca annoiata esausta. Aveva incontrato un tipo che si era presentato con un mazzo di fiori ( che aveva poi dato alla madre per portarlo al cimitero) .

Aveva incontrato uno psicoterapeuta che durante la passeggiata sciorinava inutili nozioni come se lei fosse una ignorante scolaretta… Talmente preso dal proprio Ego che nemmeno capiva che lei terminava le trame, i racconti, le citazioni… perché lei sapeva quanto lui, pur non essendo una psicoterapeuta.

Aveva incontrato un architetto che trovava piacevole invitarla a cena per un dopo cena. E una volta si era perfino spinto a farle vedere dei suoi progetti lavorativi. Dopo cena mentre pagava il conto al banco e la signora ci metteva sempre un sacco di tempo, lui le infilava una mano sotto la camicetta sulla schiena già pregustando il dopo.

Aveva incontrato un tipo che aveva fatto molti chilometri per uscire a cena con lei e da lei non aveva avuto nemmeno un bacio.

Aveva incontrato l’uomo piccione che l’aveva portata nel centro di Como e a cena sul monte in alto.

Di uomini ne aveva incontrati molti. Non aveva mai contato quanti. Comunque più di cento. In quel periodo di vuoto dopo l’uomo orco. Ma non aveva trovato mai il suo principe azzurro. Li incontrava per noia. Era comunque piacevole passare una sera al ristorante a conoscere una persona nuova. Non si era mai concessa la sera stessa, come si usava. Neppure il giorno dopo se c’era un seguito. Tranne poche eccezioni che confermavano la regola.

Era come sfogliare un catalogo on line e cercare un oggetto, era come sceglierlo in base alle caratteristiche desiderate. Poi, se non piaceva, era piuttosto semplice scartarlo. Rimandarlo al mittente. Buttarlo nella spazzatura. Fare come se non si fosse scelto desiderato voluto. Anni luce dagli appuntamenti da ragazzina con lui che faceva un lungo appostamento e filo e la aspettava quando la mamma la mandava a prendere il prosciutto cotto e il pane. E suo padre che si lamentava perché giravano i mosconi nella nostra via. Io e mia sorella eravamo miele.

19 Comments

  1. con gli anni anche le relazioni umane cambiano, da giovani si ha voglia di socializzare profondamente, da adulti si finisce per vivere le proprie vite in solitudine, limitandosi ad avere contatti talvolta superficiali, e spesso mai sentiti fino in fondo..

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      1. ah beh si anche in quel campo sono cambiate molte cose, io ricordo solo una ventina di anni fa come tutto era diverso. Ero stato anch’io in quelle chat per conoscere gente nuova, a Genova c’era anche un locale con dei telefoni, troppo simpatico. Se vedevi una tipa che t’interessava ti mettevano in contatto con lei senza che lei sapesse a che tavolo eri. Era troppo bello, peccato che l’hanno chiuso nel giro di un anno…

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