Ti voglio bene

Ti voglio bene.

Cioè? Voglio il tuo bene o voglio te?

Ho bisogno di te o soddisfo i tuoi bisogni?

Ti desidero perché ti trovo bella o ti desidero perché non ho più alcun desiderio: neanche di vita.

Una volta pensavo di sapere cosa voleva dire: ti voglio bene. Ora non più.

Dopo relazioni dolorose dopo aver dato dato dato e non aver ricevuto che sputi assenze insulti disattenzione abbandoni dimenticanze prepotenze… mi spiace… Ti voglio bene non ha più alcun significato per me.

Non credo più. Ci vuole fede anche per credere nell’amore. Non solo in dio.

Amo mia figlia. Questo sì. Chi è madre può capire. È un amore assoluto. Forte.

Non credo più nell’amore tra me e un uomo. Perché troppo ho creduto e poco ho ricevuto.

Uomini che mi hanno lasciata sola troppe volte eppure chiedevo presenza.

Uomini che hanno detto: è per sempre ma poi si sono dimenticati della promessa.

Uomini che mi hanno “usata” come segretaria cuoca moglie madre colf dog sitter amante e puttana. O da portare in giro per mostrare che razza di donna si erano conquistati. Come si porta in giro un bell’esemplare di cane di razza.

Uomini confusi delusi femminili fragili deboli sterili piagnucolosi isterici incapaci di rispetto e dialogo.

Stanno inaugurando il nuovo ponte di Genova. C’è voluto molto lavoro: giorno e notte per creare un nuovo ponte. Nelle coppie, poche, che funzionano c’è un ponte che si costruisce ininterrottamente giorno e notte: sempre e nel quotidiano.

Ascolto rispetto dialogo: questo il lavoro. Ascolto della diversità dell’altro vuol dire accogliere ogni richiesta con rispetto. Accogliere le richieste è solo una questione di cortesia. La cortesia è la base di un rapporto.

Non ama chi pretende senza nulla dare.

Non ama chi non fa un quotidiano duro lavoro per uscire dal proprio ristretto EGO per l’altro.

Non ama chi risponde solo e sempre ai propri bisogni desideri voglie e vogliuzze senza prendere in considerazione mai i bisogni i desideri le voglie e vogliuzze dell’altro.

L’ultimo partner che ho avuto amava dire: avete voluto la parità? Pagate.

Questo lo esimeva dall’offrire un pranzo o una cena. Fino al punto da voler pagare alla romana anche se quello che consumava era il doppio di quello che mangiavo io. Non c’è fine alla idiozia. Mia, che pagavo come una cretina anche i suoi infiniti boccali di birra e le sue costate.

Non c’è parità: siamo sostanzialmente diversi. L’uomo non è uguale alla donna così come un gatto non è uguale a un cane.

Come donna mi ha sempre fatto piacere ricevere quei piccoli deliziosi gesti di galanteria ( parola antica ) come ricevere un mazzo di fiori o un invito a pranzo o cena o una sorpresa. Come donna ho sempre amato cucinare deliziosi piatti per il mio uomo o curare la casa. A mio marito ogni sera preparavo gli abiti per il giorno dopo con la camicia abbinata alla giacca alla cravatta e ai calzini. Lui era grato e ricambiava con piccoli lavoretti in casa di idraulica o aggiustando guasti elettrici.

Volersi bene vorrebbe dire: darsi una mano nella nostra diversità. Ho incontrato molti uomini che non si sono sentiti fuori tempo nell’offrirmi cene o fiori. Non ho mai aperto il portafoglio.

Ho conosciuto donne che non si sentono fuori tempo, o sminuite, nel cucinare per il proprio amore. Ultimamente vedo anche uomini che non si sentono “fuori” perché fanno il “mammo” cioè accudiscono i figli e magari cucinano meglio della moglie.

Quando un uomo e una donna si vogliono bene non ci sono barriere di ruoli. Ciascuno fa, con amore, quello che meglio sa fare per l’altro e viceversa. L’obiettivo è stare bene. Senza serve o servi.

Per stare bene in coppia occorre volersi bene. Un uomo che offende la sua donna, che non la coccola, non la vede, non fa mai nulla per lei… semplicemente non le vuole bene.

Meglio non perdere tempo con uomini così. Ci rimane sempre l’amore per i figli, se ne abbiamo e anche l’amore per se stessi: da soli.

25 Comments

  1. Tutto vero quello che dici, ma domandiamoci cosa mettiamo in campo noi, per farci trattare così o per andare incontro ad uomini del genere. È lo spirito da crocerossina? È il senso di abnegazione? È il reiterare scelte che nel tempo ci accorgiamo essere dettate solo da un bisogno? Lascio le domande aperte. Io qualche risposta me la sono data ed già un passo avanti. Ho tre figli e dico che l’unico vero bene sono loro. Il resto non so cosa sia, però, dal momento che un rapporto ci fa stare male, meglio troncare.

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    1. Non so se hai letto: Donne che amano troppo. Libro che racchiude il senso della crocerossina che pensa sempre, amando, di salvare l’altro.
      Nel mio caso: diverse esperienze mi hanno fatto capire che è bene togliersi da questo ruolo.
      Meglio amare se stesse e lasciare definitivamente chi ci tratta male.
      Grazie per le tue riflessioni.
      Buona serata

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      1. E ci sono anche relazioni in cui si creano dipendenze affettive e uno dei due ne approfitta tenendo legato a sé l’altro e dal momento in cui lo stesso cerca altri spazi in cui identificarsi e crescere scattano ricatti psicologici ed emotivi . Come dci tu stessa , occorre prima di tutto amarsi , avere la giusta autostima , solo così potremo riuscire a ricercare rapporti paritari in cui ciascuno rimane se stesso pur amando l’ altro , riconoscendogli un valore . Tutto molto difficile, lo so, perché spesso si cerca di colmare dei vuoti, di soddisfare un bisogno perdendo di vista il desiderio. Ci sono coppie che non scoppiano , perché tenute insieme da bisogni e convenienze, ma nei loro sguardi manca la luce del desiderio che in una relazione significa anche desiderare il bene dell’altro. Tanto ancora si può dire. Io ho tanto da imparare. Grazie a te per questi tuoi spunti di riflessione. Buona serata

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      2. E grazie a te per il tuo compiuto contributo. È vero: c’è talmente tanto da dire che si potrebbe scrivere chilometri… e in effetti dai classici a oggi molto è stato scritto sull’amore la coppia il volersi bene…
        Non è tutto rose e fiori come siamo obbligati a credere. Amare è davvero molto difficile.
        Desiderare è più facile e anche bello.
        Innamorarsi e infatuarsi è più facile e bello: sembra di volare.
        Ma amare davvero qualcuno: ah, questo sì che è difficile.
        Buon pomeriggio cara 🌻🌻🌻

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    1. Grazie Rebecca. Sei sempre così riflessiva e rispettosa.
      C’è ancora molto falso “romanticismo” sul tema amore. Che in realtà ha dentro e sotto talmente tanti risvolti. Uno dei temi più complessi.
      Sono consapevole di aver gettato molti temi e sottotemi. Ogni tanto mi piace scrivere di getto senza costruzioni mentali ma col cuore. Che talvolta soffre.
      Ti auguro una serena serata e grazie del tuo passaggio 🌸

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  2. Anch’io sono d’accordo con Giuliana. Inoltre aggiungerei che un buon sano egoismo serve anche in amore, quell’egoismo (che non è egocentrismo) ma che ci obbliga a capire quanto e come donare di sé. Non si deve mai accettare di soffrire in amore, di essere umiliati. Le difficoltà si affrontano insieme, altrimenti non è amore.

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