Non c’è niente da fare

Non c’è niente da fare. I viziati sono viziati e, neppure in un momento di emergenza nazionale, riescono a rinunciare a qualcosa, a modificare le proprie vogliuzze quotidiane rinunciando a soddisfarle.

Questione di autodisciplina e responsabilità. Le regole dicono distanziamento sociale? Non capiscono. Nel mio piccolo cerco di usare la testa e ho ordinato via WhatsApp la spesa in modo da non permanere a lungo nel negozio che è un piccolo negozio. Vado per caricarla: tutti i parcheggi pieni e un bel gruppetto di ragazzotti a fianco della strada che “socializzano” e ridono.

Ieri i parcheggi erano vuoti considerando che la parrucchiera è chiusa e il negozio di alimentari è davvero piccolo. Oggi non si sa perché c’è tutto questo gran movimento. Torno a casa e riprovo tra un’ora. Vediamo se i ragazzotti sono finalmente andati a casa. E se c’è un parcheggio libero.

Riesco finalmente ad andare anche perché la proprietaria mi ha lasciato uno spazio davanti al negozio. Esce e mi carica la cassetta piena di roba. Pago velocemente e con la giusta distanza. Mi dice: – Se ha bisogno nei prossimi giorni e non può venire gliela portiamo a casa la spesa.

Ecco: una semplice cordiale cortese gentile frase come questa fa bene al cuore. In questi giorni di estrema emergenza dovremmo tutti imparare a essere più gentili e cortesi: non costa molto ma scalda il cuore.

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