Reazione

Immagine fotografica di Eletta

Penso di essere una persona che quotidianamente cerca di fare un lavoro su di sé. Di introspezione, autoanalisi, consapevolezza.

Un aspetto su cui devo fare ancora molto lavoro è la pazienza. Non riesco ancora a non reagire emotivamente davanti a una persona che mi fa uno sgarbo e poi, invece di scusarsi, pensa ancora di avere ragione e trova tremila inutili giustificazioni o cerca di alterare la realtà a proprio vantaggio.

In queste situazioni mi altero, reagisco emotivamente con rabbia perché sono esasperata. E invece dovrei restare calma e indifferente.

Quando qualcuno, volontariamente o involontariamente, agisce male nei confronti di qualcun altro con una offesa o uno sgarbo, basterebbe un pentimento. Un momento di coscienza per capire che ha agito male. Se poi la persona “ferita o offesa” fa notare il male fatto basterebbe il silenzio. Invece di cercare assurde giustificazioni pur di mettersi in salvo.

A tutti noi capita di sbagliare: un gesto o una parola che non volevamo fare o dire… un attimo di distrazione o di stoltezza. Ci si scusa.

Non è sempre così.

Ultimamente una così detta “amica” ha fatto uno sgarbo piuttosto evidente nei miei confronti. Poi c’è stato il silenzio. L’ho accettato. Tacere in certe situazioni è più corretto che pretendere di avere ragione.

Considerato che quando mi sento offesa per uno sgarbo da parte di una persona vicina chi è nel torto è l’altro e non io, quello su cui devo ancora molto lavorare è accettare l’inconsapevolezza altrui e restare indifferente. Non reagire con rabbia.

Teniamo conto che sfogarsi con rabbia fa bene. La rabbia è ritenuta un’emozione negativa. Ma, invece, buttare fuori invece che trattenere fa bene ogni tanto. È energia che si muove e non ristagna dentro provocando rancore, sicuramente più deleterio.

È che proprio non riesco a restare indifferente davanti alle persone inconsapevoli di aver agito male e, francamente, sono anche stanca di spiegare perché hanno agito male. Soprattutto perché, dopo aver spiegato chiaramente le cadute di stile, pretendono ancora di aver ragione.

Naturalmente provo collera davanti a persone che reputo intelligenti. Non riesco a capire come non possano capire.

11 Comments

  1. Io, ancor oggi, non riesco. Non basta l’età, la maturazione, la saggezza acquisita, chi ha profonda sensibilità non potrà mai restare indifferente a questi atteggiamenti. Col tempo si imparerà solo a dissimulare la rabbia … a volte

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    1. Infatti l’ho scritto. La rabbia va espressa. Come sempre è una questione di misura: io mi arrabbio troppo e, quindi, mi si altera il sistema neurovegetativo. Provare collera è normale e sano purché non sia fuori misura. Grazie del tuo apporto Valeria.

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      1. È un discorso che capisco bene. Sì, se è troppa sicuramente finisce per ritorcercisi (?) contro, e ti lascia stremata. Bisognerebbe comprendere a fondo perché reagiamo a volte in modo spropositato, ma lì hai voglia di anni di analisi che ci vorrebbero 😉

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