Invalicabile

Immagine fotografica di Eletta

Chissà cosa ti turba per essere così tetro e reattivo.

Chissà cosa ti rode dentro: il tuo fiore potrebbe essere il rododendro.

Chissà perché muti in arroganza e prepotenza le piccole spine che ti feriscono il cuore. Incapace di dire, incapace di chiedere.

Più fragile è il tuo cuore, più duro lo scudo.
Ti nascondi e offendi con aguzze armi.
Più debole ti senti: più calchi la tua ombra. Inutilmente. Ti seguirà sempre.
Tu sei e rimani rigido. E al primo vento ti spezzi.
Non sai fletterti flessuoso, non sai chinarti fino a terra per poi saltare con un guizzo. È degli umili la strada aperta e luminosa.
Gli arroganti hanno solo cantine buie.
Strade impervie.

Hai alte mura: in va li ca bi li.
Anche i monti più alti hanno punti più bassi per valicare, passare: in altre regioni e nazioni.
Tu no.

Presuntuoso e chiuso. Ignori voci e appelli. Non vedi segnali e simboli.

Ho camminato per le tue nude terre avvolta dal vento che m’ispira. Io caparbia e imperterrita.

Le vedo tutte le tue ferite nonostante gli inutili scudi. Tu sbagli e non ti accorgi.

Non scenderò nel burrone dei tuoi irrisolti. Con il mio piccolo lume mi cercherò da sola, come sempre, la strada.

” già un secolo prima Pitagora invitava i discepoli all’esame di coscienza, da compiersi due volte al giorno, al mattino appena alzati e alla sera prima di addormentarsi…”*

Tu esami di coscienza proprio non vuoi farli. Sei chiuso alla coscienza.

La coscienza è quella forma di intelligenza che ci fa percepire il bene e insieme quella forma della volontà che ci fa sentire il dovere di compierlo“*

Non vuoi neppure pensare, riflettere sul male che fai. Non leggi libri che ti possano portare a riflettere sulla tua vita. Non ti interessa la filosofia: amore per il sapere.

” L’educazione morale e spirituale a cui l’umanità ha da sempre mirato può essere sintetizzata nella massima delfica “Conosci te stesso”, la quale si può descrivere come un’uscita, per quanto temporanea e sempre da rinnovare, dal tunnel dell’io”.*

Noi non nasciamo una volta. Nasciamo più volte. Ogni incontro, fatto, esperienza ci modifica e può farci ri-nascere. Dipende se lo vogliamo. Dipende da quanta fatica vogliamo fare per esistere vivendo e non da morti viventi.

Ci sono persone che si lamentano dalla mattina alla sera: hanno sempre qualcosa che non va o una parte del corpo che fa male. Non capiscono che il male se lo fanno da soli. Psiche e corpo sono una cosa sola. Se non imparano ad aprirsi alle modificazioni saranno sempre con qualche parte sclerotizzata. Se non imparano ad aprire varchi, se non saranno disponibili a buttare ponti e a permettere passaggi attraverso valichi, saranno sempre persone che si rodono dentro.

* Frasi tratte da Essere migliori – Mancuso

P.s. Il testo è rivolto a una persona maschile. In realtà la cecità della coscienza avvolge anche molte persone di sesso femminile. Ci sono persone che proprio non fanno passi per evolvere nel cammin di loro vita.

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