Le cose dell’amore

Immagine fotografica di Eletta

Di Umberto Galimberti ho letto moltissimi libri. Filosofo italiano tra i più noti, non facilmente accessibile per stile e contenuti. Grazie a lui ho ripreso in mano la filosofia dopo gli scarsi e inutili studi scolastici.

Mi è capitato ieri, per caso, di imbattermi in questa bella conferenza di cui riporto il link e di cui faccio una sintesi.

Il tema è l’amore. Tema dei temi. Ma anche la follia, il desiderio e la filosofia come addentellati.

Che cos’è la ragione? Segue il principio di non contraddizione: un bicchiere è un bicchiere e non altro. In realtà un bicchiere può essere anche altro: per esempio un’arma impropria.

Siamo inquieti davanti ai folli. La follia: una cosa è se stessa, ma anche altro. Amore abita la dimensione della follia, segna il collasso della ragione.

I Greci avevano assegnato la follia agli dei. La comunità umana sta insieme tramite la ragione. Eraclito: per il dio il giorno è notte, la guerra è pace, la fame è sazietà. Quando un dio entra nella città regna il disordine ( Dioniso ).

La follia, è il costitutivo di ciascuno di noi, è quello che ci distingue. Nel singolare noi ci concediamo alla specificità della nostra follia. Folli sono i bimbi, i pazzi, i poeti.

Nello scenario della follia abita amore. Non possiamo entrare nelle cose d’amore ragionando.

Platone racconta di Socrate preso da ATOPIA. Se vogliamo entrare nelle cose d’amore dobbiamo entrare in uno stato di atopia. Ti devi dislocare dalla ragione.

L’Io è la parte razionale dell’uomo. Secondo Freud l’Io non è padrone in casa propria. Secondo Kant la Ragione è un’isola piccolissima nell’oceano dell’irrazionale.

Si ride sempre della filosofia perché il senso comune ride sempre della problematizzazione dei problemi. In televisione, luogo del senso comune, si ride sempre.

Socrate diceva di sé di non sapere niente: dotta ignoranza. Almeno sa di non sapere niente. I filosofi, a differenza dei sapienti, non sanno niente. Mettono alla prova il sapere degli altri. Il dialogo filosofico consiste nel mettere alla prova un’opinione per vedere se il discorso sta in piedi oppure no. La filosofia è alla ricerca detto discorsi che stanno in piedi da soli e che vengono chiamati epistemici.

I greci erano persuasi che la verità abitasse in ciascuno e dovesse semplicemente venir fuori. Maieutica e non catechetica.

Socrate dice di non sapere niente però di una cosa di avere episteme: delle cose d’amore. Raccontate da una donna: Diotima.

Come mai bisogna ricorrere a una donna per sapere qualcosa intorno alle cose d’amore?

Perché la donna ha più familiarità con la follia. Non è un’offesa. Significa abitare e la ragione e anche il suo altro.

Avere una passione significa patire qualcosa che l’Io non governa.

Platone cambia i genitori di Eros: figlio di Penìa – povertà e di Poros – via d’uscita da una situazione problematica. Platone stabilisce la perfetta corrispondenza tra Amore e Desiderio. Il desiderio è caratterizzato dalla povertà e dalla mancanza.

Io non desidero le cose che ho, ma quelle che non ho. Amore è mancanza, penuria.

https://youtu.be/Xhzh1GWSkTg

12 Comments

  1. Bellissimo Eletta e io aggiungerei anche il pensiero di un altro grande pensatore HILLMAN il quale disse che “E’ attraverso la memoria che gli Dei entrano nella nostra vita, la Psiche è costretta da essi a sviluppare una psicologia che sia basata non sull’umano ma entro il divino…”

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