Libri cadaveri

A Natale – come richiesto – mi sono stati regalati diversi libri, devo dire scelti in base ai miei gusti. I primi tre che ho iniziato a leggere li ho trovati davvero interessanti.

Ieri sera ho preso in mano: Karma clown. La copertina non mi faceva impazzire: anche perché non so, ma io detesto i clown, senza una reale ragione apparente.

Comunque ho cominciato a leggere queste pagine ruvide e croccanti. Ci sono case editrici che badano ancora alla qualità della carta. Questa me gusta mucho. La scrittura di un autore o mi piace subito o non mi piace. La scrittura di Altaf Tyrewala mi piace perché è sconcertante.

La lettura è sopravvalutata. Non leggo un libro da anni e sto bene lo stesso, grazie tante. Solo perché vendo libri di mestiere non vuol dire che debba sapere di cosa parlano. Sono come un chimico. Se provassi i miei prodotti sarò già morto e sepolto oppure molto molto malato. E comunque è così che vedi i libri, come una cura per menti malate, stampelle di carta per intelletti vacillanti che faticano a trovare un appiglio nel mondo”

La penso un po’ così anch’io che so di possedere una mente vacillante. Comunque a me piace leggere. Libri buoni con un bel corpo.

Non amo in genere chi fa recensioni di libri nei blog. Per questo ci sono già i quotidiani. Non capisco mai se chi lo fa, alla fine, è pagato. Io non sono mai stata pagata, neppure negli altri blog.

Il capitolo di cui ho riportato l’ incipit è interessante perché poi parla dei libri morti che finiscono sulle bancarelle di Dubai o Calcutta. I poveri cadaverini. Buttati nel mucchio. Ho pensato: chissà se qualche cadaverino dei miei due libri ha solcato l’oceano per finire su una montagnetta in India o nel mondo arabo. Chissà che viaggi hanno fatto per conto loro e in quale casa o strada o discarica stanno. Se sono serviti per appiccare il fuoco.

Per questo io, dopo due esperienze editoriali, ho deciso di non pubblicare più.

L’unico motivo per cui potrei abdicare a questa decisione è quello di avere un buon, ma davvero buono, manoscritto e di trovare una casa editrice di alta qualità che apprezzi il mio lavoro senza obbligarmi a pagare. Vorrei essere, se mai, pagata applaudita e venerata. Come la Ferrante, rimanendo sempre in ombra.

12 Comments

  1. Bel post.
    Anche io passando tra le bancarelle penso al triste destino dei libri cacciati di casa e che cominciano a vagare per chissà dove, a fare chissà che fine. Randagismo.
    Tra l’altro mi hai dato un bello spunto, grazie.

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  2. Purtroppo non è un buon momento per libri e scrittori, ne so qualcosa… hai ragionissima a desiderare gratificazione, a non voler avere l’impressione di “elemosinare” la tua voce nel firmamento culturale. Il problema, oggi come oggi, è che di cultura non si vive più: lo facciamo per noi stessi, per nutrirci…

    Piace a 1 persona

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