Che cos’è una coppia 

“Mi sorpresi a formulare questi miei pensieri a mezza voce davanti allo specchio, come quando da bambino giocavo con la mia immagine: se mi fossi messo nei panni di Füsun, mi sarei staccato dal mio corpo: con la forza dell’amore che provavo per lei avrei potuto sentire tutto ciò che le passava per il cuore e per la mente, avrei potuto parlare con la sua bocca, e così avrei compreso i suoi sentimenti nel momento stesso in cui li provava – sentivo con meraviglia che avrei potuto essere lei”.

Da: Il museo dell’innocenza – Orhan Pamuk

La psicologa la guardò e le chiese:

– Che cos’è una coppia per lei?

E lei rispose: condivisione.

E poi aggiunse.

Camminare insieme per un tragitto ( più o meno lungo ) nella vita

Darsi un sostegno nei momenti difficili: fisici e psicologici

Giocare divertirsi

Comunicare le proprie gioie e i propri tormenti

Mangiare insieme aggiungendo al cibo il sale della conversazione, della chiacchiera

Scegliere insieme attività che facciano star bene e arricchiscano lo spirito

Svegliarsi e andare a dormire sapendo che l’altro c’è

Poter contare su qualcuno se non stai bene

Decidere insieme un viaggio

La psicoterapeuta la guardò e le chiese:

Qual è, a suo parere, il dato essenziale perché ci sia coppia?

E lei ci pensò un po’ su e poi rispose:

Il pensiero dell’altro.

Perché ci sia veramente una coppia l’uno deve pensare all’altro uscendo dal proprio centro egoico.

In realtà non dovrei dire: deve. Perché sottointende uno sforzo, un piano deontologico.

No, dovrei dire semplicemente che in una vera imperiale coppia uno, oltre che a sé, pensa naturalmente e spontaneamente all’altro.

Senza sforzo. Come necessità. Come sangue del proprio sangue. Come parte di sé. Come pensiero dei suoi pensieri. Come bisogno tra i propri bisogni. Come desiderio tra i propri desideri.

In una vera imperiale coppia l’altro – e il benessere dell’altro – è presente. Sempre. In una vera coppia c’è amore.

10 Comments

  1. L’uno deve pensare all’altro uscendo dal proprio centro egoico. La chiave oltre al pensiero, penso sia la fuoriuscita da se stessi, la capacità di andare oltre le proprie esigenze accogliendo l’altro.

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